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Opinioni

Una 'querela-bavaglio' da 39 milioni di euro per intimidire Nello Trocchia

trocchia nello 610di Beppe Giulietti
Il nome di Nello Trocchia è ben noto alle lettrici e ai lettori del Fatto. Nello, infatti, è un cronista capace e coraggioso, impegnato nel quotidiano tentativo di “illuminare” i territori del malaffare. Per questo ha subito le minacce e anche le percosse di mafiosi, camorristi, corrotti di ogni risma. Ogni volta ha risposto intensificando le ricerche e confezionando nuove inchieste capaci di illuminare i territori dell’illecito e della transazione mafiosa.
Questa volta non ha ricevuto una “testata” e neppure una minaccia sotto forma della centesima lettera anonima, ma una richiesta di risarcimento pari a 39 milioni di euro. Non si tratta di una querela temeraria, ma di una vera e propria “querela bavaglio” scagliata dai rappresentanti della Università telematica Pegaso che si è sentita diffamata da una inchiesta pubblicata da L’Espresso e, per altro, ripresa da numerose altre testate, siti e blog.
L’hanno presentata non solo i rappresentanti legali di Pegaso, ma 138 persone coinvolte nelle attività e che, pur senza mai essere state citate nell’articolo, si sarebbero sentite diffamate. Nello Trocchia, ovviamente, continuerà a svolgere il suo lavoro e non si farà intimidire, ma sino a quando Governi e Parlamento fingeranno di non vedere e di non sapere che questo tipo di “querele bavaglio” hanno lo scopo di spaventare il cronista, di scoraggiare le inchieste rischiose, di sconsigliare ad altri di ripercorrere gli stessi itinerari di indagini e di ricerca?
Tra qualche tempo, molto, probabilmente, Nello Trocchia vedrà riconosciute le sue ragioni in tribunale o, addirittura, un giudice deciderà di archiviare ancora prima di arrivare in aula, ma, anche in questa caso, il querelante temerario non pagherà pegno, non dovrà sborsare alcunché per aver ostacolato il diritto di cronaca. Chi oggi sta trattando per la formazione di un nuovo governo si ricordi di includere l’abrogazione del carcere per i reati di opinione e di scoraggiare l’uso delle “querele bavaglio” prevedendo per “il temerario” sanzioni pecuniarie proporzionali al risarcimento richiesto e non riconosciuto dal tribunale. Chi molesta il diritto di cronaca deve sapere che potrà essere molestato nel portafoglio.

Tratto da: ilfattoquotidiano.it

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