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Opinioni

Guerriglia a Colonia: una bufala, o una (nuova) strategia della tensione?

caos colonia capodannodi Pietro Scaglione
Giovanna e Luisa (i nomi sono di fantasia) erano a Colonia nei giorni di Capodanno, insieme ad un’amica di Berlino, e smentiscono il clima di guerriglia urbana disegnato da alcuni organi di informazione europei. “Eravamo in piazza a Colonia nella notte di Capodanno, ma non abbiamo subito nessuna violenza, nessuna molestia e nessun borseggio. Né abbiamo assistito a tali scene. Abbiamo appreso tali notizie dopo il nostro rientro in Italia, leggendo alcuni giornali on line, incredule! Avevamo soltanto assistito ad un fitto lancio di petardi, razzi e fuochi d’artificio”.
Si e’ trattato dunque di una bufala o di notizie ingigantite? “Non abbiamo le prove per dire che si tratti di una totale bufala giornalistica, ma di sicuro crediamo che la vicenda sia stata amplificata per fini politici, per mettere in crisi la politica di accoglienza dei rifugiati in Europa ed in particolare nella Germania di Angela Merkel. Siamo convinte che l’estrema destra e una parte della stampa abbiano strumentalizzato vicende molto oscure per un’ennesima campagna contro gli immigrati e i profughi, in particolare musulmani”. Inizia così il racconto di due ragazze italiane, in viaggio a Colonia nei giorni del Capodanno, insieme ad un’amica tedesca di Berlino.
Anzitutto tengono a precisare che la zona della stazione della città sul fiume Reno non è una pericolosa “terra di nessuno”, ma è piena di eleganti hotel, situati nelle strade limitrofe (Johannisstrasse, Domstr, Trankgasse, Brandenburger Straße) e nelle piazze vicine (Breslauer Platz, Bahnhofsvorplatz). Nella zona ci sono anche pub, ristoranti, luoghi di ritrovo.
“Nella notte di Capodanno abbiamo visto tanta gente elegante che usciva dalla stazione (uomini in smoking e signore in abito lungo) per recarsi al Teatro dell’Opera. Molti giovani si recavano nel vicino fiume Reno per assistere ai fuochi d’artificio; altri sciamavano nei locali della zona”.
Primo interrogativo delle ragazze italiane: “C’era anche la polizia. Con tutti quegli agenti presenti e con tutte quelle persone presenti, nessuno sarebbe intervenuto in difesa delle donne? Non ci crediamo. Ci siamo rese conto dell’efficienza e della gentilezza della polizia tedesca. Ci rifiutiamo di credere che non siano intervenuti”. Seconda riflessione: “Abbiamo incontrato anche rifugiati siriani che volevano festeggiare il Capodanno, spensierati, dopo le loro traversate della speranza e dopo le immagini di guerra nel loro Paese. Ebbene nei loro occhi non c’era né odio né ostilità verso i bianchi. Noi eravamo sole con la nostra amica tedesca e abbiamo incrociato un gruppo di ragazzi siriani molto cortesi e gioviali, che ci hanno pure dato indicazioni sulla zona”.

Allora era tutto rose e fiori? Non e’ successo niente quella notte a Colonia? “No, qualcosa è successo, ma non di così grave come lo descrivono alcuni giornali. L’unica cosa che ci infastidiva era l’enorme quantità di petardi e fuochi d’artificio sparati dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata. Questo si. Erano fastidiosi. I petardi e i fuochi d’artificio a Capodanno sono divertenti se usati con cautela e senza esagerazioni. Lì invece sembrava un campo di battaglia, tra trick track, bombe carta, razzi nautici e fumogeni. Chi era sobrio li usava con coscienza. Ma c’erano sia tedeschi sia stranieri visibilmente ubriachi che non prestavano attenzione alla direzione dei petardi, dei razzi e dei fuochi artificiali e, dunque, hanno colpito qualche passante. Ma soltanto questo é avvenuto di fronte ai nostri occhi. Non abbiamo avuto notizia né di stupri, né di borseggi né di molestie, neppure all’indomani. Alcune persone (sia ubriache sia sobrie) provavano ad abbordare le ragazze (come d’altronde ogni anno all’Oktober Fest di Monaco di Baviera e in molte città del mondo nella notte di Capodanno), ma non abbiamo assistito a violenze sessuali o altro”.
Fin qui il racconto delle ragazze, che coincide con il primo bollettino della polizia tedesca: “I festeggiamenti di Capodanno si sono svolti in maniera pacifica”, sia a Colonia che nel resto della Germania. Ma anche nei video postati sui siti italiani si intravedono soltanto lanci di petardi, razzi e fuochi di artificio, non si notano aggressioni ne’ a sfondo sessuale ne’ a scopo di rapina.
Improvvisamente, alcuni giornali tedeschi prima e, poi, alla vigilia dell’Epifania, alcune testate italiane (non tutte, ovviamente) hanno invece disegnato scenari danteschi per la notte di Capodanno a Colonia, parlando di “centinaia di donne tedesche violentate da mille migranti”.  
Insorgono le ragazze italiane: “Secondo voi, se mille migranti avessero violentato centinaia di ragazze in una sola notte a Colonia, noi non ce ne saremmo accorte? E i passanti, i turisti, i medici in servizio negli ospedali e la polizia non se ne sarebbero accorti?”.
Approfondendo la vicenda ci accorgiamo che, in realtà, la polizia tedesca smentisce subito: “Non siamo in presenza di mille colpevoli di stupro”, ma, tutt’al più, di mille persone che in piazza quella sera lanciavano petardi, razzi e fuochi d’artificio.
Primo errore commesso da alcuni giornali: non c’erano, dunque, mille stupratori nella piazza di Colonia. Secondo errore: dai dati ufficiali si parla soltanto di uno stupro, non di centinaia di stupri. Le denunce aumentano nei giorni successivi (secondo alcune fonti, sarebbero almeno 379), ma non riguarderebbero stupri: sarebbero denunce contro ignoti per furti, smarrimenti, molestie, insulti sessisti o palpeggiamenti. Ma al momento non c’é nessun fermato per le molestie. Quindi, in primo luogo, non si era in presenza di “mille migranti stupratori”, né di centinaia di stupri, e, in secondo luogo, non è possibile stabilire la nazionalità dei presunti molestatori, dato che le denunce sono contro ignoti.  
Il nuovo bilancio della polizia tedesca aggiornato a venerdì 8 gennaio, è il seguente: 31 fermati per i fatti della notte di Capodanno (18 profughi, ma anche cittadini tedeschi, serbi e persino degli Stati Uniti). A questi 31 fermati (che, allo stato, sono soltanto indiziati di reati) non sembrano  contestati reati sessuali, ma prevalentemente reati contro il patrimonio. Invece, due giovani nordafricani fermati per le aggressioni contro le donne sono stati subito rilasciati, perché non ha retto il quadro accusatorio.  
Ebbene, 31 fermati per reati contro il patrimonio in Germania fanno più notizia di un giovane italiano che a Città di Castello ha ucciso la propria madre? Questo e altri simili episodi di cronaca nera sono avvenuti in Italia negli stessi giorni in cui si parlava dei fatti di Colonia, ma non hanno avuto analoga attenzione mediatica. Per quale motivo? “Perché i presunti responsabili non sono migranti, o profughi, o musulmani, o clandestini, o diversi, ma sono maschi integrati nel contesto sociale e, soprattutto, italiani. Alcuni organi di informazione hanno utilizzato e utilizzano contro i migranti e contro i musulmani gli stessi toni che la stampa di destra utilizzava nei confronti degli ebrei e dei comunisti ai tempi del ventennio fascista”, osservano con amarezza Giovanna e Luisa.
Così come amarezza desta la sconcertante bufala mediatica inventata sul web ai danni del deputato del Partito democratico, Khalid Chaouki. Il parlamentare di origini marocchine è stato accusato di avere aiutato (nelle pratiche per ottenere il permesso di soggiorno) un rifugiato coinvolto, secondo gli autori della bufala, nei fatti di Colonia. “Bufala nella bufala”, come titola correttamente il sito Giornalettismo.com, perché ovviamente né il deputato democratico, ma neanche il rifugiato di cui si parlava nella falsa notizia riportata in alcuni tweet, erano lontanamente coinvolti nella vicenda. L’onorevole Chaouki, noto per le sue coraggiose battaglie in difesa dei rifugiati, dei migranti e delle minoranze, è insorto subito e ha scritto un tweet ad un’utente che aveva pubblicato il post: “Se non rimuoverà questa mega bufala verrà querelata domani e ci vedremo in un bel tribunale”.
In questo clima esasperato, è importante la dichiarazione del ministro della Giustizia tedesco Maas, secondo cui nel 2015 la criminalità in Germania non è aumentata dopo l’arrivo di un milione di rifugiati e non bisogna trarre affrettati collegamenti tra i fatti di Colonia e l’immigrazione. Lo stesso ministro socialdemocratico tedesco ipotizza un piano organizzato dietro i fatti di Colonia. In tal senso ipotesi inquietanti giungono sia dal Corriere della Sera (secondo cui una delle piste investigative è quella di un “piano aizzato da gruppi xenofobi”), sia da La Repubblica (dove è scritto che gli investigatori non escludono l’ipotesi della “trappola neonazista contro i migranti”).
In generale, è auspicabile che l’indagine della magistratura tedesca accerti al più presto i fatti e le eventuali responsabilità e che soprattutto, la vicenda di Colonia non si risolva nella approvazione di misure limitative dei diritti civili. Inoltre, ci auguriamo che non si alimenti ulteriormente il clima di xenofobia nei confronti degli immigrati, come testimoniano gli scontri tra polizia tedesca e manifestanti di estrema destra nella giornata di sabato 9 gennaio.
Scene ben lontane dalle giornate memorabili in cui i tedeschi accoglievano nelle stazioni i profughi con i cartelli di benvenuto e con gli applausi. In quei mesi, nelle curve antirazziste di molti stadi tedeschi campeggiavano gli striscioni “Refugees welcome”, esposti dagli ultras del Bayern di Monaco, del St.Pauli di Amburgo, dell’Herta Berlino, del Borussia Dormundt, del Wolsburg e di altre tifoserie, per nulla contrarie alla politica di accoglienza dei profughi, attuata dalla Germania e da altri governi europei.

In foto: un’immagine del caos a Colonia la notte di Capodanno

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