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Nel 2020 i sequestri di droghe sintetiche in pasticche (17.687) avevano registrato un decremento del 69% rispetto all’anno prima, mentre per quelle in polvere l’aumento era stato notevole con il sequestro (record mondiale), nel porto di Salerno, di 14.000 kg di amfetamine pari a circa 84 milioni di pastiche con il logo del captagon. Volendo escludere tale eccezionale sequestro, i 286kg di residuo hanno rappresentato, comunque, un incremento notevole, il 182%, rispetto al 2019.

Gli stranieri, in particolare i filippini, sono quelli maggiormente implicati nel commercio di queste droghe (186 quelli denunciati nel 2020) ed anche in questi primi nove mesi del 2021 si conferma questo particolare con sequestri, tuttavia, piuttosto modesti (8.003 pasticche e 46kg in polvere) come si rileva dalle relazioni trimestrali della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA).

Qualche preoccupazione arriva per la crescita dei sequestri di “nuove sostanze psicoattive” (nps, dall’acronimo inglese “new psycoactive substances”, appartenenti ai catinoni sintetici, ai cannabinoidi sintetici, agli oppioidi sintetici, alle triptamine (alcaloide naturale presente in alcune piante e funghi).

Si tratta di sostanze prodotte in laboratori illegali modificando la struttura chimica di base dello stupefacente di sintesi per aggirare la normativa antidroga.

La situazione richiederebbe una particolare attenzione se si pensa che durante la pandemia, secondo un recente rapporto dell’ISS, sono state ben 128 le nuove droghe rilevate dal Sistema nazionale di allerta precoce di cui 38 segnalate nel contesto europeo e 90 in Italia.

Il traffico delle droghe sintetiche avviene, per lo più, attraverso siti che operano nel dark web (tra questi la DCSA segnala Agora, Evolution, Silkroad, Pandora e Deutschland im deep web) ai quali si accede soltanto tramite sistemi di crittografia che rendono difficilissima l’identificazione delle persone coinvolte ed il tracciamento dei relativi pagamenti (spesso effettuati in moneta virtuale).

Abili i gestori di queste “piazze di spaccio digitali” che fanno ricorso a strategie di vendita copiate da quelle di marketing per rendere fedeli i consumatori con giudizi sull’affidabilità del sito e sulla qualità della droga. Particolare attenzione viene riservata anche al packaging per occultare lo stupefacente inviato al domicilio.

L’Europa continua ad essere la principale produttrice di droghe di sintesi nonostante i numerosi sequestri di laboratori avvenuti in Belgio, in Olanda, in Polonia e nella Repubblica Ceca (in Italia, nell’agosto 2020, il sequestro in provincia di Bari di un laboratorio attrezzato per produrre diversi chilogrammi di amfetamine), mentre la produzione di metamfetamine è concentrata in Messico, in Cina, nelle Filippine e in Myanmar.

Impossibile fare una stima della produzione totale di tali droghe per l’assenza di un collegamento ad una determinata zona geografica come avviene per le droghe tradizionali collegata a luoghi specifici in cui si trovano le coltivazioni.

Le organizzazioni criminali continuano a privilegiare il traffico delle droghe tradizionali pur mostrando, di recente, una maggiore attenzione alle droghe sintetiche tenuto conto della forte espansione del mercato e dei conseguenti profitti.

Tratto da: liberainformazione.org

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