Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Mafie News Focus Carlo Calvi: ''I documenti di Gelli collegati alla strage di Bologna''

Mafie News

Carlo Calvi: ''I documenti di Gelli collegati alla strage di Bologna''

di AMDuemila
"Pagava i terroristi di destra con i finanziamenti di mio padre”
Il figlio del banchiere dell’Ambrosiano intervistato su La Stampa

Con 85 morti e 200 feriti la strage di Bologna è a tutti gli effetti la strage più letale della storia della Repubblica italiana. Quarant'anni dopo la Nazione si stringe attorno alla città e ai familiari delle vittime che ancora aspettano verità e giustizia dopo una lunga serie di inchieste giudiziarie e depistaggi che si trascinano da decenni. La Procura generale, negli ultimi due anni, ha compiuto una serie di accertamenti che mostrano un quadro tanto drammatico quanto grave e che porta al disvelamento dei mandanti del delitto. Secondo gli inquirenti tra le "menti" di quell'attentato figurano Licio Gelli, maestro venerabile della loggia massonica P2, e Umberto Ortolani come mandanti-finanziatori; l'ex capo dell'ufficio Affari riservati del ministero dell'Interno Federico Umberto D'Amato indicato come mandante-organizzatore; Mario Tedeschi, direttore della rivista "Il Borghese" ed ex senatore dell'Msi considerato organizzatore per aver coadiuvato D'Amato nella gestione mediatica della strage - preparatoria e successiva - nonché nell'attività di depistaggio delle indagini. Un'inchiesta avviata proprio seguendo i flussi finanziari di Gelli.
In un'intervista a La Stampa Carlo Calvi, figlio di Roberto, il banchiere dell’Ambrosiano trovato morto impiccato sotto il ponte dei frati neri a Londra nel 1982, ha commentato così le novità dell’inchiesta: "Conosco molto bene i documenti di Gelli e da tempo li ho collegati alla strage di Bologna, insieme ad altri pagamenti, anche dal Lussemburgo, agli antiquari e ai neofascisti che a Londra hanno costruito imperi finanziari insoliti. Sono certo che Gelli abbia finanziato gli estremisti di destra con i soldi del Banco Ambrosiano versati da mio padre. S’incastra perfettamente nei miei ricordi personali".
Nel flusso di ricordi Calvi ha raccontato degli incontri a Washington con un emissario di Ortolani, Bill Mazzocco, ed uno di Gelli, Philip Guarino. Questi erano "due oltranzisti repubblicani vicini all’amministrazione Nixon, platealmente anticomunisti. Una volta li incontrammo all’Hotel Mayflower, con il generale Vito Miceli, capo del Sid (servizio segreto civile) dal ’70 al ’74. Chiesi a mio padre di tenerli a distanza".
Il motivo? Proprio per quei rapporti con ambienti neofascisti di cui non facevano mistero.
Così il figlio del banchiere ha spiegato che il padre era "minacciato" da Gelli e Ortolani che "intrattenevano rapporti molto pericolosi con il terrorismo di destra e la malavita".
Quindi, rispondendo alle domande del collega Giuseppe Salvaggiulo, ha ricordato che il padre, che gli parlava della massoneria e della sua iniziazione, "era tra due fuochi". Un esempio chiaro sarebbe ciò che avvenne "dopo l’interrogatorio notturno del 2 luglio 1981 in cui denunciò ai giudici di Milano 'forti pressioni a carattere intimidatorio da parte di Ortolani'. Dichiarazione ritrattata sei mesi dopo a Roma".
Tra gli argomenti affrontati anche i rapporti del padre con il terrorismo di destra sin dall'inizio degli anni Settanta. "Il suo solo interesse era crearsi una rete di protezione nel mondo politico e finanziario - ha detto Calvi - A tal fine distribuì 300 milioni di dollari, somma sproporzionata, a Gelli e Ortolani. In parte per scopi come la fallita ricapitalizzazione della Rizzoli, in parte no. In parte ai neofascisti? Credo di sì". Quindi ha ricordato l'emersione di "enormi somme, quasi 10 milioni di dollari, versate da Gelli a Marco Ceruti".
Secondo il figlio del banchiere è dunque possibile che Gelli finanziasse direttamente D’Amato, già capo dell’ufficio affari riservati del Viminale, ("Con i soldi dell’Ambrosiano si finanziava chiunque fosse utile alla causa. Di D’Amato c’è traccia negli scritti di mia madre"). Quindi ha concluso con una speranza anche nella ricerca della verità sulla morte del padre proprio su questo filone investigativo, a lungo rimasto coperto.

In foto: Carlo Calvi e il padre Roberto in una foto d'epoca

Le recensioni di AntimafiaDuemila

DOSSIER BOLOGNA

DOSSIER BOLOGNA

by Antonella Beccaria

"Quando, alle 10:25, da quella valigia si sprigionò...

U SICCU

U SICCU

by Lirio Abbate

Lirio Abbate ci spiega perché la cattura di...


A UN PASSO DA PROVENZANO

A UN PASSO DA PROVENZANO

by Giampiero Calapà

Bernardo Provenzano, detto ’u Tratturi dai nemici, zu...

LA MAFIA CHE HO CONOSCIUTO

LA MAFIA CHE HO CONOSCIUTO

by Alfredo Galasso

Dall’incontro con Rocco Chinnici, Falcone e Borsellino al...


PAOLO BORSELLINO PARLA AI RAGAZZI

PAOLO BORSELLINO PARLA AI RAGAZZI

by Pietro Grasso

Una testimonianza civile per le nuove generazioni. Un...

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...


LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...

COSA NOSTRA S.P.A.

COSA NOSTRA S.P.A.

by Sebastiano Ardita

Nell'ultimo libro di Sebastiano Ardita il ritratto della...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa