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Processo trattativa Stato-Mafia

Fazzioli: “I cappellani penitenziari chiesero a Scalfaro di sostituire Amato”

amato-nicolodi Aaron Pettinari e Lorenzo Baldo - 15 gennaio 2015
L'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, l'ex Guardasigilli Giovanni Conso e l'ex segretario Dc Arnaldo Forlani sono stati citati a deporre al processo sulla trattativa Stato-mafia. Verranno sentiti a Roma il 3 febbraio nell'aula bunker di Rebibbia e il 4 e il 5 febbraio al tribunale di Roma. Nelle stesse date, sempre a Roma, deporranno anche gli ex capi del Dap Carlo Alberto Capriotti e Nicolò Amato. Capriotti e Conso sono indagati di procedimento connesso e quindi potrebbero avvalersi della facoltà di non rispondere.


Fazzioli: “I cappellani penitenziari chiesero a Scalfaro di sostituire Amato”
L'ex vice direttore del Dap: “Colloqui investigativi nelle carceri non registrati anche in quei primi anni '90”.
di Aaron Pettinari e Lorenzo Baldo - 15 gennaio 2015 - Ore 13:29
“Monsignor Fabbri mi disse che andarono dal Presidente della Repubblica per sollecitare qualche soluzione perché con Amato le cose non potevano più andare avanti in quel modo”. A raccontarlo è l'ex vice direttore del Dap Edoardo Fazzioli, ascoltato quest'oggi al processo trattativa Stato-mafia. “Mi disse che non era una questione amministrativa ma personale di Amato. Mi disse che a chiedere l'intervento fu anche la moglie di Amato”. Rispondendo alle domande del pm Nino Di Matteo il funzionario del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha anche raccontato due aspetti inediti. Il primo sempre in merito all'avvicendamento ai vertici del Dap in particolare in riferimento alla nomina di Di Maggio: “Ricordo che Giuseppe Falcone, ex presidente del tribunale dei minorenni, mi disse che il ministro lo aveva scelto come vice direttore del Dap. Poi però non è andata così”. La seconda “novità” emersa durante il dibattimento riguarda poi i colloqui investigativi in carcere nei primi anni ’90 in quella che appare quasi come una sorta di prequel del “protocollo farfalla”. “I colloqui investigativi - ha detto ai pm - possiamo leggere nell’articolo di legge, consentono alla polizia di entrare in carcere e, senza registrare nulla, di parlare direttamente con i detenuti, non so neanche se vengono registrati quando entrano in carcere. Come voi comprendete un colloquio molto delicato è molto utile sotto certi aspetti. Questa parte dell’ordinamento penitenziario non venne comunicata al Dap, ma rimase di competenza del gabinetto del ministro, intendo come gestione della norma”. A quel punto il pm ha chiesto di approfondire: “Ci sono dei casi in cui l’autorizzazione al colloquio investigativo è ministeriale, lei dice: ‘in quel caso non passava dal Dap, ma dal Gabinetto politico del Ministro. Perché ha introdotto questo argomento mentre parlavamo della posizione del dott. Giuseppe Falcone?”. E Fazzioli ha risposto: “Falcone non c’entra nulla. Se io posso entrare in carcere addirittura senza essere registrato e posso parlare liberamente con chi voglio… beh insomma…”. Di queste questioni l’ex vice direttore del Dap ha detto di non averne mai parlato all’interno del dipartimento.


Processo trattativa, Fazzioli: “Con Amato fummo defenestrati dal Dap”
di Aaron Pettinari e Lorenzo Baldo - 15 gennaio 2015 - Ore 12:22
“Dal Dap nel 1993 fummo letteralmente defenestrati. Ricordo che al mattino incontrai Conso, che mi baciò e mi abbracciò all'aereoporto di Ciampino ma non disse nulla. La sera alle 23 mi chiamò Amato e mi disse ' Edoardo ci hanno fregato'”. A raccontare l'episodio è l'ex vicedirettore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Edoardo Fazzioli, interrogato al processo per la trattativa tra Stato e mafia, che vede alla sbarra ex uomini delle istituzioni, come l’ex Presidente del Senato Nicola Mancino o il generale Mario Mori e capimafia come Totò Riina e Leoluca Bagarella. L’ex funzionario sta rispondendo alle domande del pm Nino Di Matteo sulla vicenda dell'avvicendamento al vertice del Dap. In precedenza Fazzioli ha detto di non aver mai preso visione dell'esposto indirizzato al Presidente della Repubblica e ad altre istituzioni, in cui alcuni familiari di mafiosi detenuti al 41 bis esprimevano critiche al carcere duro con gravi affermazioni nei confronti dello stesso direttore Nicolò Amato. “Non lo ricordo – ha detto vedendo il documento – Io quando vedevo le carte mettevo una sigla che qui non vedo. Potrebbe essere che questo documento sia stato lavorato forse dall'ufficio di polizia penitenziaria”. Inoltre Fazzioli ha detto di non ricordare di aver mai saputo da Amato della contrarietà, espressa dal capo della polizia Parisi, sul 41 bis né in merito alle insistenze di revoca, da parte del ministero dell'Interno, del carcere duro presso gli istituti di Poggio Reale e Secondigliano. Diversamente in merito alle proposte presentate da Amato, sempre in materia di carcere duro, dove venivano presentati provvedimenti quali la registrazione delle conversazioni dei detenuti con i familiari, o ancora la previsione che gli stessi possano essere sentiti ai processi con il sistema del collegamento audiovisivo. “Queste proposte venivano redatte da Amato ma non ho dubbi che vi fosse una concertazione tra tutti i dirigenti ed anche con i direttori delle carceri che vivevano il quotidiano”.

In foto:
Nicolò Amato


Giovedì
15 gennaio 2015
, dalle ore 9.30, si terrà la prossima udienza del processo trattativa Stato-mafia, data in cui verrà esaminato in qualità di teste l'ex vice dirigente del Dap Edoardo Fazzioli.
Nel processo, di competenza della Procura di Palermo, i pubblici ministeri dovranno accertare le responsabilità di chi è accusato di aver aperto un dialogo con Cosa nostra, al fine di far cessare la strategia stragista messa in atto nei primi anni ’90. Tra gli imputati, oltre a boss mafiosi (Totò Riina, Leoluca Bagarella, Antonino Cinà) figurano anche collaboratori di giustizia (Giovanni Brusca), ex politici (Nicola Mancino, Marcello Dell’Utri), ex ufficiali del Ros (Mario Mori, Antonio Subranni, Giuseppe De Donno) e Massimo Ciancimino.
Del processo si occupano i pm Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Vittorio Teresi.

E' possibile seguirlo in diretta/audio streaming qui!

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