
“Cinque giorni fa, all’inaugurazione dell’anno giudiziario in tutta Italia, l’intera magistratura italiana ha protestato violentemente contro i progetti di riforma della giustizia del ministro Nordio, cosa che non si era mai verificata con questa compattezza, facendo dimenticare le divisioni del caso Palamara, che è di appena due o tre anni fa, chiedendo addirittura il fermo biologico delle riforme della giustizia in Italia”. Così Saverio Lodato, giornalista e scrittore, intervenendo ieri sera a “Otto e Mezzo”, programma condotto da Lilli Gruber su La7, descrivendo la levata di scudi di giudici e magistrati contro le riforme proposte o realizzate dal ministro della giustizia Carlo Nordio. “Il procuratore nazionale Melillo - ha ricordato Lodato facendo un esempio - ci dice, e ha ragione, che il delitto di partecipazione a un rave party illegale è punito molto più pesantemente di un atto di pirateria informatica”. Mentre il procuratore di Palermo De Lucia “ci viene a dire che le intercettazioni telefoniche sono costate allo Stato 30 milioni ma hanno consentito il recupero di 400 milioni di euro in beni sequestrati e confiscati alla mafia”. Di fronte a queste osservazioni dei due procuratori - la prima inerente al Dl sicurezza emanato dal governo, la seconda riguardante l’intenzione di Nordio di limitare l’uso delle intercettazioni - “cosa ha fatto il ministro della giustizia? Niente”. “Ha respinto l’attacco della magistratura”. La puntata di ieri ha visto, insieme a Lodato, la partecipazione dei colleghi Aldo Cazzullo, Andrea Scanzi e Brunella Bolloli, e ha raggiunto grandi numeri in termini di ascolti con lo 8.26% di share e 1,796,327 di telespettatori. Oltre alle riforme disastrose del Guardasigilli, Lodato, uscito di recente in libreria con un nuovo libro-intervista al magistrato Nino Di Matteo dal titolo “Il colpo di spugna” (ed. Fuoriscena-Libri Rcs), presentato durante la diretta, ha parlato del caso di Ilaria Salis. La giovane insegnante è detenuta in Ungheria da 11 mesi con l’accusa di aver aggredito un gruppo di neonazisti e nei giorni scorsi è apparsa in aula in catene. Un caso, il suo, che sta mettendo in imbarazzo il governo per gli stretti rapporti con il presidente ungherese Viktor Orbán.
“Le immagini di Ilaria Salis sono state scioccanti e non si possono più nascondere, mi chiedo, se questa è la scena che si è verificata, cosa accade nel retroscena delle carceri di Orbán”, ha detto Saverio Lodato. “Mi chiederei anche quali sono, e lo chiedo al governo italiano, le condizioni carcerarie di questa ragazza. Tenuto che il padre ha detto che è stata sottoposta a tortura per confessare alcuni dei reati che le vengono contestati”. Oltre alle “scioccanti immagini”, ha commentato Lodato, “sconcertanti sono le dichiarazioni di alcuni uomini politici italiani”. Lodato ha citato il presidente del Senato La Russa e i ministri Salvini e Nordio.
“La Russa ha dichiarato che è rimasto colpito dalle immagini ma gli risulta che anche in Italia le condizioni di detenuti uomini prevedono il guinzaglio. A memoria mia - ha affermato il giornalista - non ho visto portato con il guinzaglio né Totò Riina, che aveva commesso centinaia di delitti, stragi e sciolto nell’acido persone, né Marcello Dell’Utri, senatore di Forza Italia condannato in via definitiva dalla Cassazione per reato di concorso esterno in mafia né Matteo Messina Denaro. Il quale, quando venne arrestato, sembrava di assistere a una sfilata di moda maschile che camminava con le mani assolutamente libere. Quindi, come direbbero i veneti, ‘prima di parlare tase’. Perché questo è il quadro che noi abbiamo davanti”, ha sentenziato Lodato.
Quindi è il caso delle uscite di Matteo Salvini. Il ministro “vuole che questa ragazza, se ritenuta colpevole, non debba più esercitare la professione di insegnante. Non solo. Dice che dove rimanere a scontare la pena in Ungheria. Io domanderei a Salvini cosa ne facciamo allora delle centinaia di parafascisti che hanno assaltato la sede della CGIL? Togliamo a tutti lo stipendio nelle attività in cui lavorano oggi? Perché probabilmente l’attacco alla sede della CGIL è qualcosa di più forte nell’essere stati assolti, con formula piena, per aver capovolto un gazebo” (il riferimento è all’episodio in cui la Salis venne accusata dalla Lega di aver assalito un gazebo. La donna fu poi assolta, ndr).
“E arriviamo a Nordio che ha dato parere negativo per la decisione della Cassazione di concedere l’estradizione a Don Franco Reverberi (accusato di aver partecipato alle torture di oppositori politici durante la dittatura argentina, ndr), cittadino di origini italiane, appartenente alla diocesi di Parma dove fino a qualche anno fa diceva messa, di fronte alla richiesta, accettata dalla Cassazione, dei legali del governo argentino, dove adesso c’è un premier che quanto a fascismo non deve imparare nulla da noi italiani, motivando il suo respingimento dell’estradizione per motivi umanitari e di salute”. “Quindi noi in Italia - ha commentato Lodato - ci teniamo i torturatori accusati dalle autorità argentine di aver partecipato al regime di Videla, ai desaparecidos e alle vicende che riguardano la Plaza de Mayo ma quando invece c’è qualcuno che incappa in questioni di ordine pubblico avendo i calzini rossi o avendo dei precedenti di appartenenza a partiti di sinistra è bene che se ne stiano con le catene nei paesi stranieri”.
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La rubrica di Saverio Lodato
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