di Saverio Lodato
La faccia di Giorgia Meloni è terrea.
Significato di terrea (Dizionario italiano ragionato del D’Anna): (“Che richiama il colore della terra - riferito quasi esclusivamente a persona la cui carnagione riveli una paura fisica o un forte disagio psichico”).
Precisiamo che la “faccia terrea” della nostra premier, che si intravede nelle foto e nelle immagini di queste ore, le fa onore.
Le immagini della frana di Niscemi raccontano di una natura implacabile, imbestialita con gli esseri umani, stufa di montagne di chiacchiere che si protraggono da decenni.
E che potrebbe fare la nostra premier?
Come può lei, “povera ragazza della Garbatella”, arginare una frana che procede, lento (?) pede, su un fronte di quattro chilometri? E che a sentir quello che si dice avrebbe movimentato una massa di terra doppia rispetto a quella del Vajont? 
Ovviamente è sottinteso che neanche gli oppositori della Meloni avrebbero in tasca la ricetta se fossero loro al governo in questo momento.
Resta il fatto che è lei al governo e che da lei i cittadini attendono iniziative.
Una premier, in questo momento, dovrebbe prendere a pedate due ministri come Salvini e come Musumeci.
I quali entrambi, in queste ore, sono lì a mostrarsi alle telecamere di regime per strepitare che i soldi stanziati per il Ponte sullo Stretto di Messina guai a toccarli.
Se la Meloni vuole recuperare un po' di colorito li cacci tutti e due al più presto, dopo averli presi, solennemente e sonoramente, a pedate.
Può farlo?
Ma no che non può farlo.
Ecco perché è terrea, perché per la prima volta ha davvero paura.
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La rubrica di Saverio Lodato
Foto © Paolo Bassani
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