di Saverio Lodato
No, Giuliano Ferrara.
Basta così. Ca suffit. Hai fatto tanto, nella tua carriera.
Hai difeso, a oltranza, all’arma bianca, nel bene e nel male, tutto il difendibile, e l’indifendibile. Volitivo e irruento, hai fatto da patrocinatore di un’Italia che non c’è più. Ma che non vuole uscire di scena. Hai avuto parole buone, buonissime, e spesso - lo riconoscerai -, zucchero e miele, per Giulio Andreotti, Silvio Berlusconi, Lino Jannuzzi, Bruno Contrada, Marcello Dell’Utri, Totò Cuffaro, l’elenco sarebbe interminabile, osando l’impossibile, qualche volta persino il ridicolo.
Lo dico serenamente, sapendo bene che lo hai fatto approfittando, e non poco, di quell’intelligenza che ti veniva riconosciuta da quella pletora di giornalisti italiani, qualche volta, al caso, viscidetti, usi a dire: “Giuliano Ferrara? Gli scapperà anche qualche cazzata. Ma quanto è intelligente, e quanto parla bene. E’ colto, è colto".
Intelligenza e cazzate indiscutibili. Ma sono opinioni le nostre, e ce le perdonerai.
Ora però, si dà il caso che, dentro il centro destra, fra i fascisti di ultimissima generazione, per dirla con chiarezza, sia esplosa una querelle di tutto rispetto a proposito di questo governo, degli atti effettivamente compiuti dalla signora Giorgia Meloni, che lasciano taluni esponenti intellettuali della destra interdetti rispetto ad aspettative loro che sarebbero rimaste inevase. Insomma. Sono insoddisfatti. Che vogliamo fare?
Che c’è di strano? Niente. Litigano. Era ora. Si accorgono che la corda non si può tirare all’infinito. Che la cultura, come il coraggio manzoniano, se uno non ce l’ha non se la può dare. E lasciamo perdere, perché prevedo l’obiezione, e il prurito divertito di certi opinionisti di sinistra (numerosissimi) che in tv si spingono a dire che la destra almeno, litigando sulla cultura, fa cultura, mentre la sinistra è come la morta gora. Non litiga, ergo non fa cultura.
E tu che fai? Ci rifili sul Foglio un'''ode al galleggiamento", per spiegare a tutti i mortali, di destra e di sinistra, che siamo governati dal migliore dei governi possibili. Suvvia, a tutto c’è un limite.
Ma quale egemonia. Quali casematte, da espugnare o infarcire di propri fedelissimi.
A destra, poi. Da Dante Alighieri a Pasolini al Mister degli Anelli non è che infiocinando nomi si cancellano le lapidi dei Fratelli Cervi, al cui papà, Alcide, Silvio Berlusconi buonanima, voleva andare a rendere omaggio, non sapendo che da tempo non c’era più. Sarebbe troppo facile.
Né vogliamo parlare dei fascisti di oggi, assurti alle massime cariche dello Stato, e che Giuliano Ferrara conosce benissimo.
Ci chiediamo però, questo sì, perché un uomo di vaglia come Giuliano Ferrara, passato indenne attraverso comunismo d’antan, andreottismo, berlusconismo e mafia, abbia ancora la voglia di difendere anche l’attuale compagnia di giro che ci governa.
Giuliano Ferrara, ca suffit.
Hai già dato tanto alla ricchezza del pensiero politico del nostro Paese, può bastare.
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La rubrica di Saverio Lodato
Foto © Imagoeconomica
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