Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

peregrino wattdi Salvatore Borsellino
La sentenza di oggi che, in un processo con rito abbreviato, con giudice monocratico, ha assolto Mannino per “non aver commesso il fatto” dall’accusa di “attentato al corpo politico dello Stato” mi ha colpito come un pugno al plesso solare che ti toglie di colpo il respiro.
Anche se bisognerà aspettare di leggerne le motivazioni per valutarne le implicazioni, perchè dalla sola locuzione della sentenza non si evince la negazione dell’esistenza di quella scellerata trattativa tramafia e Stato, che io ho sempre ritenuto e continuo a ritenere essere stata la causa scatenante dell’accelerazione dell’esecuzione della strage di Via D’Amelio, si tratta in ogni caso di un gravissimo precedente che non potrà non avere ripercussioni sul filone principale del processo che si svolge a Palermo.

Anche se bisogna rispettare le sentenze della magistratura, la mia convinzione non cambia in nulla, si tratta del convincimento di un giudice, di una singola persona a fronte di quella che è la mia profonda convinzione. Ma nè la convinzione, pur tramutata in sentenza, di un giudice monocratico, nè la mia, che è quella alla fine di un semplice cittadino, possono cambiare la Verità, quella che verrà e non potrà non venire alla luce e diventare, quella sì, una verità storica.
In questo momento però il mio stato 
d’animo è quello di chi, quando crede di essere arrivato in vista della fine del suo cammino, di avere scalato le rampe del Monte do Gozo e di avere ancora solo pochi tornanti da fare per scorgere le prime case di Santiago di Compostela, la sua meta, si accorge che le poche forze che ancora gli restano non gli permetteranno di arrivare a varcare le soglie della Cattedrale, di vedere lui, con i suoi occhi, la Verità e la Giustizia.
lapide guglielmo watt peregrino Anche per lui ci sarà una lapide come quella, a Salceda, che recita “Guglielmo Watt, peregrino, abrazo a Dios a los 69 anos, a una jornada de Santiago, el 25 de agosto de 1993”.
Ma la mia speranza ormai non può più morire, ormai ho saputo cosa significava la speranza di Paolo nell’ultimo giorno della sua vita, quando scriveva “quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di combattere di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuto”.
Un giorno ci sarà qualcuno, forse sarà uno dei tanti giovani ai quali ho parlato in questi anni, che raccoglierà il mio bastone di pellegrino, la mia Agenda Rossa, e gli farà varcare la soglia del
  la Cattedrale.
(4 novembre 2015)

ARTICOLI CORRELATI

“Non ha commesso il fatto”, Mannino assolto

Non vinceranno in eterno

Assoluzione Mannino, Ingroia: ''L'esistenza della trattativa non si cancella''

Sentenza Mannino, Ingroia: ''Su processo trattativa incide poco''

Processo trattativa, per Mannino sarà il giorno della sentenza?

Manifestazione dopo assoluzione Mannino: “Giustificateli tutti”

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy