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di Nicola Trafaglia
La violenza di genere colpisce ogni giorno nel nostro Paese migliaia di donne per il solo fatto di esserlo. Gli esempi sono migliaia e riguardano il mondo intero ma non è un fenomeno recente, viene da lontano e non è frutto di raptus o di follia nè un problema sanitario o di ordine pubblico.  E’ trasversale alle classi sociali ed è il risultato storico della cultura patriarcale e della disparità enorme di potere tra uomini e donne. Sette milioni di donne che vivono in Italia hanno subito violenze fisiche o sessuali nella loro vita e se si aggiunge la violenza psicologica il numero sale nel nostro Paese a nove milioni. Le più efferate violenze vengono da partner o ex e così più del 60 per cento degli stupri.

Le donne finalmente si mobilitano per questo in tutto il mondo, un risveglio che va dal Cile all’Argentina, dalla Polonia alla Turchia, due paesi questi ultimi in cui le donne hanno ottenuto di recente importanti traguardi.

Ora tocca  al nostro Paese in cui è molto importante dare forza alle donne che subiscono violenza, per farle sentire meno sole, schierarsi al fianco delle donne nei Centri Antiviolenza, con le donne che lavorano nelle forze dell’ordine. I centri Antiviolenza da trent’anni operano in Italia, sostengono le donne che vogliono liberarsi dalla violenza e non hanno altra finalità se non quella della libertà di scelta e dell’autonomia di tutte.  I provvedimenti dei governi sono stati spesso frammentari, incoerenti e poco costruttivi.

Bisogna che le donne, e gli uomini che sono preoccupati per la violenza ancora intollerabile che c’è, siano uniti e lavorino insieme per ottenere risultati dal governo e dalle comunità. La manifestazione di ieri a Roma  è stata un episodio importante di crescita per questa lotta che non può non interessare tutti quelli che lottano per un’Italia migliore e più democratica e c’è da sperare che anche i media capiscano l’importanza della lotta prima e dopo il referendum del 4 dicembre prossimo.

Tratto da: articolo21.org

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