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unioneeuropea-colordi Nicola Tranfaglia - 13 giugno 2015
C'è un piccolo sito fatto da giovani e vecchi economisti nel nostro Paese,che si chiama la voce.info che pubblica periodicamente commenti e statistiche di qualche interessa per un lettore attento dell'Italia contemporanea. E stamattina ci ha dato notizia che, a fine giugno, i presidenti di Banca centrale europea e Eurogruppo pubblicheranno un rapporto con proposte per un rafforzamento della governance economica dell'unione monetaria europea, che resta per ora forse la maggiore acquisizione degli originali trattati europei. Da questo punto di vista, può essere utile esaminare gli ultimi dati disponibili di Eurobarometro per capire come è cambiato nella zona euro l'atteggiamento degli europei nei confronti dell'Europa. La fiducia nelle istituzioni europee è molto bassa.

Dal 2008 è diminuita ovunque nell'aria euro e più marcatamente in certi paesi piuttosto che in altri. A fine 2013 la percentuale di fiducia media era scesa al 25 per cento. Ora di recente c'è stata una ripresa della fiducia in Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo(Sud) così come in Francia e in Italia(Centro) mentre è rimasta invariata nei paesi del Nord. Dietro al calo di fiducia sembra esserci un cambiamento nel significato che l'Europa sembra avere per gli europei Europabarometro comprende una sezione in cui si chiede agli intervistati che cosa significhi per loro personalmente l'Unione europea. Tra il 2008 e il 2014 la percentuale di intervistati per i quali l'Unione europea è associata all'idea di "prosperità economica" e "democrazia" è aumentata nel Nord ma diminuita nel Centro e nel Sud. La percentuale di intervistati che associano l'Unione europea alla idea di "disoccupazione" è invece aumentata significativamente in tutti i gruppi. Emerge anche un calo più generalizzato della soddisfazione riguardo al processo democratico sia in Europa sia a livello nazionale. In Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo, la percentuale media di intervistati che dichiarano di essere "molto soddisfatti" o "abbastanza soddisfatti" della "democrazia in Europa" è scesa dal 60 al 30 per cento. Il senso della soddisfazione riguardo alla democrazia nel proprio paese è in caduta libera dal 2007, passando dal 70 per cento a poco del 20 per cento degli intervistati. C'è un altro aspetto importante in questa storia che ha a che fare con la fiducia "relativa". A sette anni dall'inizio della crisi, i cittadini dei paesi del Sud e del Centro dell'area euro continuano ad avere più fiducia nell'Unione europea che nei governi nazionali. Prima della crisi, lo stesso valeva per i paesi del Nord, benché il divario di fiducia a favore dell'Unione europea fosse minima. La fiducia nelle istituzioni nazionali è letteralmente crollata nel Nord, segnale di una crisi più ampia e generalizzata della leadership e delle istituzioni politiche nazionali. Nei paesi del Nord, invece, la fiducia nella Ue è scesa esattamente come quella nei governi nazionali. E una simile differenza fa capire meglio la profondità della crisi non soltanto economica che ha attanagliato e ancora insidia paesi come il nostro, la Grecia, la Spagna e altri non lontani da noi. 

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