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commissione antimafia bindidi Nicola Tranfaglia - 11 giugno 2015
Non sarebbe il caso di ritornare ancora una volta sulla vicenda che ha visto al centro delle polemiche la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi e l'appena eletto presidente della regione Campania ed ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca se non fosse che quest'ultimo a continuare a proferire insulti e offese di ogni genere nei confronti della Bindi e di una Commissione che, pur con tutte le sue contraddizioni e i suoi errori accumulati in più di mezzo secolo, ha compiuto una delle iniziative migliori assunte da chi ha governato il Bel Paese dal miracolo economico ad oggi.

E allora vale la pena di cercare di mettere le cose a posto anche sulla vicenda De Luca che ancora tiene banco sui nostri schermi televisivi quotidiani. 
La presidente della Commissione ha ricordato, come era necessario, che il lavoro di analisi delle liste elettorali per le elezioni regionali e comunali che si sono svolte alla fine del maggio scorso è stato "il frutto di un'iniziativa largamente condivisa dai gruppi parlamentari. Lo spirito non è stato e non è quello di creare indebite black list né, tanto meno, improprie white list bensì solamente quello di assolvere a un compito della Commissione, stabilito dalla legge. Il compito è stato quello di attenersi esclusivamente al codice di autoregolamentazione approvato all'unanimità in Commissione Antimafia il 23 settembre 2014”. Il totale dei procedimenti giudiziari segnalati dalla Direzione nazionale antimafia sono stati in totale 95, a carico di 77 soggetti. Le procure distrettuali e circondariali interpellate dalla Commissione per la verifica successiva dei dati sono state in tutto 28. Riguardo al caso De Luca, Rosy Bindi ha detto testualmente:" La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, il 27 maggio scorso, ha fornito un riscontro relativo al caso De Luca trasmettendo la corposa documentazione di oltre 300 pagine, subito messa a disposizione dei magistrati della Commissione ed esaminata all'indomani insieme a tutti gli altri casi restanti."
La Presidente ha aggiunto che la mattina della riunione dell'Ufficio di presidenza ha acquisito ulteriori informazioni personalmente dalla procura salernitana. Soprattutto per togliere qualsiasi idea che ci fosse stata una sorta di particolare accanimento in quel caso rispetto ad ogni altro. La verità, forse, è che ci sono persone in questo Paese che non tollerano in nessun modo che ci siano indagini serie e obiettive, senza parzialità, su alcunché. Questo è lo stadio di degenerazioni nelle istituzioni come nei mezzi di comunicazione che dobbiamo purtroppo ormai constatare.

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