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renzi-delucadi Nicola Tranfaglia - 29 maggio 2015
L'attesa è finita e, come era facile immaginare, la Campania è la regione in cui gli "impresentabili", cioé quei candidati che non hanno rispettato i requisiti richiesti dal codice di autoregolamentazione, sono addirittura diciassette (13 in Campania e 4 in Puglia). Tra di essi c'è il capolista del partito democratico in Campania che domenica sera potrebbe essere indicato dalla maggioranza degli elettori come il nuovo presidente della regione, cioè l'ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. E così ha smentito nettamente il capo del partito democratico nonché presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi che ancora stamattina nella sua lettera quotidiana ha scritto: ”Sono pronto a scommettere, come tutti sanno ma nessuno ha il coraggio di dire, che nessuno di loro verrà eletto. Sono quasi tutti espressione di piccole liste civiche." Una frase che è stata, senza dubbio, una gaffe vera e propria a due giorni dal voto.

Naturalmente il caso De Luca è stato come un ricostituente per quello che quasi tutti danno oggi come sconfitto nelle prossime elezioni regionali, l'uomo di Arcore che si è lasciato andare a frasi roboanti: "Non sono tra quelli che gridano allo scandalo per gli impresentabili nelle liste; in ogni caso ce ne sono molti di più a sinistra che nel centro-destra. Io sono un garantista, serve una sentenza definitiva per definire colpevole una persona." E si tratta di una persona che ha già avuto molti processi e dovrà affrontare presto nuovi dibattiti e udienze. Resta l'incertezza, in ogni caso, su quando e come sarà applicata quella legge - la Severino del 2012 - che probabilmente gli impedirà di prender possesso dell'incarico e lo costringerà a una sospensione di diciotto mesi. Non ci resta che stare a vedere.

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