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di Nicola Tranfaglia - 29 aprile 2015
Dopo una lunga trattativa che si è protratta per molti giorni il comitato dell'Unione Europea per la salute delle piante ha adottato le misure necessarie contro la Xylella che ha prodotto in una regione grande produttrice di olio come la Puglia una crisi gravissima. Tra le prime misure c'è "la eradicazione degli alberi malati nelle aree infette e di tutti le piante ospiti situate in un raggio di cento metri che includono la rimozione delle piante e la distruzione delle piante infette a prescindere dal loro stato di salute". Queste misure includono inoltre "la possibilità per l'Italia di applicare misure di contenimento nell'intera provincia di Lecce,dove l'eradicazione non è più possibile.". In questo caso "viene mantenuto il requisito di rimuovere sistematicamente tutte le piante infette e di testare le piante circostanti nell'arco di 100 metri in una zona di 20 chilometri adiacente alle province di Brindisi e di Taranto." Inoltre "importazione e movimentazione nell'Unione Europea di piante vive note per essere suscettibili alla Xylella nel mondo saranno soggette a strette condizioni con un "bando specifico" per le importazioni di piante di caffè provenienti da Honduras e Costa Rica, dato l'elevato rischio di essere infettate dal batterio."E si afferma inoltre che "di quanto accaduto e sta accadendo in Puglia dovranno essere individuate le responsabilità e comprendere la ragione per la quale le istituzioni regionali e nazionali che erano a conoscenza dell'emergenza Xylella da oltre tre anni, hanno atteso così tanto tempo per adottare misure che si sono poi tradotte nel piano Siletti di massiccia eradicazione, poi bocciato dal Tar del Lazio. Il leader nazionale dei Verdi Bonelli ha dichiarato:" la decisione dell'Unione Europea dimostra che se si fosse intervenuti in tempo le eradicazioni degli ulivi si sarebbero potute evitare attuando politiche di contenimento e buone pratiche per tutelare le piante dal contagio. E' in corso un attacco contro il patrimonio storico ambientale ed economico della Puglia rappresentato dai secolari ulivi. Difendiamo la Puglia e la sua storia." Anche la Coltivatori Diretti con il presidente Gianni Cantele dice di no alla decisione di Bruxelles:" Non siamo disposti a sacrificare alcun albero sano. Deve passare il "metodo" di testare le piante circostanti. Non possiamo accettare quanto disposto a livello comunitario ovvero la rimozione e distruzione delle piante infette e di tutte le piante ospiti nel raggio di cento metri a prescindere dal loro stato di salute." E gli fa eco il presidente della Coltivatori Diretti di Puglia con analoghe posizioni. Ora non c'è dubbio che la decisione sia arrivata tardi e che con un intervento fatto più presto si poteva certo evitare quello che oggi è inevitabile. Ma date le dimensioni dei danni economici e sociali occorre ancora riflettere con una collaborazione effettiva tra il comitato europeo e le istituzioni nazionali e locali.

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