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berlusconi-giuramento-mattarelladi Nicola Tranfaglia - 3 febbraio 2015
Nel limpido discorso di insediamento al Quirinale, il presidente Mattarella ha ragione sottolineato la parte della nostra costituzione che riguarda la libertà e il pluralismo dell'informazione che purtroppo da un certo tempo a questa parte non danno sulla penisola le garanzie e la continuità indispensabili  per fornire agli italiani gli strumenti necessari di giudizio e di partecipazione alla vita pubblica nazionale e locale. Non è possibile qui parlare delle ragioni che hanno condotto a una simile situazione se non richiamando gli articoli centrali del dettato costituzionale, a cominciare dall'art. 3 e dal 21, e un piccolo, straordinario saggio come quello dell'americano Walter Lippmann che il giovane editore Donzelli pubblicò per la prima volta in Italia con una mia prefazione. Questo si avverte con particolare chiarezza da quando è entrato in scena(ormai più di vent'anni fa) l'imprenditore di Arcore, Silvio Berlusconi, proprietario di più televisioni e di un vero impero giornalistico, che conquistò la prima volta il potere con le elezioni del  1994 e poi è riuscito con qualche intervallo a mantenerlo in quello che mi è accaduto dover definire come il "ventennio populistico" della nostra amata repubblica.

Non c'è quindi da stupirsi se si guarda alla condizione di Silvio Berlusconi condannato a quattro anni di carcere per una frode fiscale di 368 milioni di dollari che vuol dire poco più di due milioni di dollari all'ora. Ora il tribunale di Milano, disattendendo le richieste della procura, ha deciso di accettare la richiesta di sconto di pena avanzata dall'ex presidente del Consiglio che finirà di scontare al pena con i venerdì trascorsi per poco più di un anno  nell'ospizio di Cesano Boscone.
Se la potrà cavare così con 168 ora trascorse dal maggio 2014 al marzo 2015 tra gli anziani dell'Istituto Sacra Famiglia di quel paese lombardo.
La condanna riguarda, è vero, per aver frodato "soltanto" 7,3 milioni di euro con i bilanci Mediaset a proposito dei diritti televisivi ma altri 6,6 milioni di euro riguardano il 2001 e sono stati cancellati dalla prescrizione  e in totale, scrivono i magistrati nella sentenza, "le maggiorazioni di costo realizzate negli  anni dal sistema offshore di Mediaset sono almeno 368 milioni di dollari". Berlusconi li sanerà passando, entro il prossimo otto marzo 2015,42 venerdì alla Sacra Famiglia per un totale di 168 ore. Dunque avrà "lavato" per la precisione 2 milioni e 190 mila dollari.
Dall'otto marzo prossimo, Berlusconi tornerà a tutti gli effetti un uomo libero. Niente più vincoli di orario e di residenza, non sarà più obbligato a rientrare in casa entro le ventitrè, a non lasciare la Lombardia se non per recarsi a Roma e soltanto dal martedì al giovedì. Resta per ora non candidabile ma se il governo Renzi proporrà un decreto ad hoc per la depenalizzazione della frode fiscale inferiore al tre per cento del patrimonio dell'imputato la condanna sarà definitivamente azzerata.
Certo non si può dire che i guai giudiziari dell'uomo di Arcore siano definitivamente risolti perché c'è l'appello per il caso Ruby e altre vicende che non sono ancora concluse.
Ma non c'è dubbio sul fatto che lo sconto della pena è un passo avanti per quel ritorno alla piena agibilità politica cui l'ex cavaliere aspira più che ad ogni altra cosa.
Staremo a vedere anche se non ci riempie di gioia il ritorno sulla scena di un personaggio che finora-questo è un giudizio che credo di poter esprimere senza dubbio-non ha fatto un gran bene al Paese.