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La follia della guerra continua. Ma del resto lo sappiamo, porta lavoro, o almeno questa è la giustificazione che trovano personaggi del calibro di Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria.

Joe Biden
, nel frattempo, ha minacciato di ricorrere all’uso dell’arma nucleare se continuerà l’escalation militare dell’esercito russo in Ucraina. Jens Stoltenber, il Segretario Generale della NATO, dal canto suo ha dichiarto che il generale Tod Walters, il Comandante Supremo Alleato in Europa, nonché Comandante degli Stati Uniti in Europa, “ha attivato gli elementi difensivi chimici, biologici, radiologici e nucleari della NATO”, e che “gli Alleati stanno dispiegando ulteriori strumenti di difesa chimici, biologici e nucleari”.

Mentre quindi anche gli Stati Uniti si rendono colpevoli dell’utilizzo di armi chimiche, le stesse armi chimiche per cui in passato sono state giustificate troppe guerre (Colin Powell docet), il mondo unipolare a guida statunitense descritto nel “Quadriennial Defence Review Report”, rilasciato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti il 30 settembre 2001, sembra ormai giunto al termine, parola di Xi Jinping, il quale ha dichiarato senza mezzi termini: “Il tentativo USA di sopprimere noi e la Russia non riuscirà”

L’Italia, nel frattempo, continua ad alimentare il conflitto. Recentemente è stato confermato che porteremo le spese militari fino al 2% del PIL, arrivando quindi a spendere 100 milioni di euro al giorno, 40 miliardi all’anno, tutto questo mentre gli individui in condizioni di povertà assoluta hanno raggiunto i 5,6 milioni nel nostro Paese. 

Putin, per contrastare le sanzioni occidentali, la caduta libera del rublo e per fare scacco matto all’Occidente ha fatto due mosse, due mosse che hanno spiazzato il mondo intero: ha dichiarato che da ora in avanti il gas russo potrà solamente essere pagato in rubli; la BC russa ha annunciato inoltre che il valore del rublo sarà legato all’oro: serviranno 5.000 rubli per acquistare 1 grammo di metallo prezioso.
Dunque, da questi giorni, il costo dell’oro su scala internazionale risulterà del 10% meno oneroso se l’acquisto verrà effettuato in rubli anziché in dollari.

La situazione europea, in tutto questo gran baccano, non è delle migliori. Gli Stati Uniti hanno annunciato che a riusciranno ad esportare verso l’Europa 50 miliardi di metri cubi di gas liquefatto all’anno, almeno fino al 2030. Il gas liquefatto ha bisogno di trattamenti altamente inquinanti, e in Europa non siamo ancora attrezzati con le infrastrutture necessarie alla rigassificazione. Ma in barba alla transizione ecologica. Per la “democrazia”, ovviamente quella democrazia che permette di preservare gli interessi dei migliori a scapito dell’intera collettività, questo ed altro.

La rubrica "L'angolo di Piras"

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