Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

di Giulietto Chiesa - 7 maggio 2011
La fine di Osama bin Laden, quella ufficialmente timbrata dal presidente George-Barack O’bush, vorrebbe chiudere il capitolo dell’11 settembre.
Non avverrà, ovviamente, perchè apre più interrogativi di quanti non ne vorrebbe sciogliere.
Ma è interessante sotto diversi aspetti.


Primo: una storia oscura, oscurissima, non può essere chiusa dai suoi perpretratori se non attraverso un episodio altrettanto oscuro.
Secondo: l’improntitudine dei poteri massimi mondiali mostra che essi intendono passare dal racconto del “verosimile” (condito con la menzogna più grande, che è il silenzio) al racconto dell’inverosimile. Cioè sono convinti di poter far digerire al mondo intero la storia che gli asini volano. Vedremo se ci riescono.
Terzo: augurandoci che l’America non sia rappresentata dalla canea di iloti che danzava e festeggiava per le strade di New York, rileviamo che le danze per l’uccisione del nemico in occidente sono state dello stesso tipo di quelle (che hanno provocato l’indignazione di tutto il mainstream occidentale) che seguirono in alcune città del mondo arabo, il crollo delle torri. Ma non ho notato molta indignazione sui media italiani.

Qualcuno ha un’idea in proposito?

Tratto da:
ilfattoquotidiano.it

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy