Scompare dalle agende politiche la lotta alla mafia, eletto al Senato Roberto Scarpinato

Un Paese senza memoria e senza dignità. E' la prima analisi che viene spontanea a seguito di questo voto dove a vincere le politiche è il centrodestra.
Da questo momento la democrazia, la libertà, la giustizia sono in serio pericolo, messe a repentaglio da gente che anziché servire il bene Comune, occupa le istituzioni e le piega alle sue ambizioni di potere. Ed è per questo che siamo un Paese senza speranza e senza futuro.
Queste politiche del 2022 sono le meno partecipate della storia d’Italia (solo il 63,9% degli aventi diritto si è presentato alle urne). Riassumendo, il voto conferma le attese e a vincere è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Lo spoglio è ancora in corso, ma il successo di Fratelli d'Italia è netto e il partito erede del Msi (forza politica di orientamento neofascista) ha trascinato la coalizione di centro destra alla vittoria superando il 26%.
Sorprende, in negativo, la performance della Lega (sotto il 9%). Mentre Forza Italia di Silvio Berlusconi, raggiunge quasi la formazione di Matteo Salvini. Ma nel complesso la coalizione vincente si attesta attorno al 44%, a fronte di un dato che va poco oltre il 26 registrato dal centrosinistra dove il dato più significativo è quello del Partito Democratico che non riesce a sfondare l'asticella del 20% (mentre scriviamo Enrico Letta ha annunciato che non si ripresenterà al congresso, perciò si dimetterà, unico gesto politico positivo del segretario PD). Continuando con i risultati allo spoglio, l'alleanza Verdi-Sinistra italiana ha superato lo sbarramento del 3% (anche se in coalizione è sufficiente andare oltre l'1% per entrare in Parlamento) e si attesta al 3,6%.


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(Dati aggiornati al 26-09-2022 - ore 12.06)


Non raggiunge la soglia la lista di Emma Bonino, leader di PiùEuropa. Flop di Impegno civico di Luigi Di Maio (0,55%). Sotto le aspettative, per lo meno quelle dei suoi due leader, Matteo Renzi e Carlo Calenda, anche il Terzo polo, che non arriva alla doppia cifra fermandosi attorno all’8%. Sorpresa, invece, per il Movimento 5 Stelle che ha raccolto i frutti di un intenso tour elettorale dell’ex premier Giuseppe Conte raccogliendo un oltre 15%.
Per quanto riguarda le altre formazioni, Italexit di Gianluigi Paragone si ferma sotto il 2%, mentre sia Unione popolare di Luigi de Magistris sia Italia Sovrana e popolare di Marco Rizzo superano di poco l’1%, un risultato comunque importante contando il poco tempo a disposizione per la campagna elettorale (circa due mesi). Riguardo ai collegi uninominali la novità riguarda il collegio di Fuorigrotta per la Camera dove, secondo l'istituto Youtrend, è eletto l'ex generale ed ex ministro Sergio Costa (M5S) che sconfigge Luigi Di Maio (centrosinistra), Mara Carfagna (Az/Iv) e Mariarosaria Rossi (centrodestra). Pierferdinando Casini, invece, vince la sfida di Bologna contro Vittorio Sgarbi. Con queste elezioni l’Italia vira a destra, come mai prima d’ora dal dopoguerra. “Il primo presidente del consiglio italiano di estrema destra dai tempi di Mussolini", ha titolato la Cnn sul suo sito. L’emittente statunitense descrive Giorgia Meloni come “euroscettica, profondamente conservatrice, apertamente anti-LBGT e orientata su politiche anti-migratorie”. Una lettura largamente condivisa dal resto della stampa estera. Ma il neo-fascismo, la politica reazionaria, la lotta all’immigrazione, alla magistratura (per non parlare del contrasto alle lotte sindacali) non sono le uniche questioni alle quali, con ogni probabilità, assisteremo con il prossimo governo. A preoccupare c’è anche la lotta alla mafia che verrà completamente depotenziata fino a favorire gli interessi delle grandi consorterie criminali.


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(Dati aggiornati al 26-09-2022 - ore 12.06)


I boss si stanno già sfregando le mani. Su tutti Giuseppe Graviano, boss stragista di Brancaccio che con al governo la Join venture Forza Italia-Fratelli d’Italia - di cui, tra l’altro, a due giorni dal voto sono stati arrestati due candidati per voto di scambio e corruzione - potrà ben sperare di vedersi aperta la cella al 41bis grazie all’accesso di permessi premio (ricordiamo che la vecchia legislatura ha affossato definitivamente la riforma dell’ergastolo ostativo). A sperare è anche Matteo Messina Denaro, pure lui boss stragista, latitante da ormai 30 anni. Un governo di centro destra, con dentro l’uomo (Silvio Berlusconi) che finanziò Cosa nostra per decenni, certamente non si straccerà le vesti pur di assicurarlo alla giustizia. Anche perché con tutti i segreti di cui è a conoscenza “u siccu”, catturarlo significherebbe rischiare che questi sollevi il vaso di Pandora su quegli anni terribili svelando i taciti accordi stretti al tempo tra mafia e politica. Ad ogni modo, se da un lato inquieta, e non poco, il successo elettorale della coalizione di centro-destra, accompagnata dalla solita cloaca ultra garantista e clientelare, dall’altro possiamo sperare che questa non avrà vita facile, quantomeno in Senato, con l’elezione in Calabria di Roberto Scarpinato, ex procuratore generale di Palermo. Candidatosi da indipendente nei Cinque Stelle, l’ex magistrato ha già detto che farà la guerra ai “clan” della politica, alle oligarchie, alla borghesia mafiosa. Insomma si metterà di traverso al sistema criminale integrato.

Foto © Imagoeconomica


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