Durante il plenum ricordato anche il presidente dell’Europarlamento David Sassoli

Oggi al Csm si è tenuta la prima seduta plenaria del 2022.
In apertura del plenum ha preso la parola il consigliere togato Nino Di Matteo, il quale ha ricordato che tra pochi giorni i magistrati Roberto Scarpinato (ex procuratore generale di Palermo) e Teresa Principato (attualmente sostituto procuratore alla procura nazionale antimafia) verranno collocati a riposo per il raggiungimento dei limiti di età, sottolineandone i meriti, le capacità, e mettendo l’accento sulla delicatezza e la profondità delle loro attività di indagine e in sede dibattimentale. Sono “due magistrati che hanno vissuto e rappresentato la storia della meglio magistratura italiana negli ultimi decenni - ha detto Di Matteo - soprattutto a partire da quel 1992 che entrambi vissero mentre affianco di Paolo Borsellino in particolare svolgevano le funzioni di sostituto procuratore della Dda di Palermo. Per me e per molti altri magistrati il dottor Scarpinato continuerà a rappresentare un esempio, un punto di riferimento insostituibile per la lucidità e profondità delle sue analisi sui sistemi criminali, per la capacità di cogliere gli aspetti più occulti e reconditi della loro reciproca interferenza, per la visione alta e sempre orientata all'effettiva applicazione dei principi costituzionale di ogni questione di giustizia, per l'indipendenza, la determinazione, l'eccezionale coraggio che Roberto Scarpinato ha dimostrato in momenti e contesti particolarmente delicati. Penso solo ad esempio alla reazione alla strage di via d'Amelio e ad una gestione opaca in quel momento della procura di Palermo che sfociò in una sua importate audizione al Consiglio superiore della magistratura nella quale, tra l'altro, svelò aspetti importanti fino allora non conosciuti delle attività e delle intenzioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino prima delle rispettive uccisioni. Penso ancora alla istruzione e alla conduzione dibattimentale in primo grado del processo Andreotti, penso alla ricerca e alla individuazione di possibili responsabilità esterne a Cosa Nostra nella lunga teoria di stragi e delitti eccellenti. Attività quest'ultima che, lo voglio sottolineare, il dottor Scarpinato in prima persona, direttamente e instancabilmente e fino a questi ultimi giorni ha portato avanti anche come procuratore generale di Palermo in quanto titolare di indagini avocate da quell'ufficio in un più ampio contesto di coordinamento con la Procura Nazionale Antimafia e altre Dda. A questo coordinamento le intuizioni e le indagini di Roberto Scarpinato hanno fornito fino all'ultimo impulso e concretezza. Anche per questo il pensionamento del dottor Scarpinato rappresenta a mio avviso una dispersione di memoria, di profondità di analisi, di capacità di volare alto e di vedere lontano che non sarà facile colmare. Un ringraziamento particolare credo che la magistratura italiana lo debba anche a Teresa Principato, in ultimo sostituto alla procura nazionale antimafia e prima per lungo da sostituto a Palermo, da aggiunto a Trapani, poi da aggiunto nuovamente a Palermo protagonista di importanti inchieste, sfociate nei maxi processi nelle articolazioni di Cosa Nostra e Stidda nell'agrigentino a quelle sull'articolata rete di protezione mafiosa e non solo delle latitanze di Bernardo Provenzano prima e Matteo Messina Denaro dopo. Roberto Scarpinato e Teresa Principato hanno pagato anche in termini di compressione della propria sfera di libertà, prezzi molto alti per la loro meritoria attività, per la forza e la coerenza della loro azione. Mi sento in dovere di affermare che il Paese dovrà conservare nei loro confronti sentimenti di profonda gratitudine”. Infine anche il Csm ha voluto ricordare David Sassoli, con le parole del vice presidente David Ermini e del consigliere Filippo Donati, laico dei 5S e presidente della Rete europea dei Consigli di Giustizia. Ermini, che era legato da un rapporto di amicizia al presidente del Parlamento europeo, ne ha evidenziato le doti umane ("era una persona di trasparenza e limpidezza assolute") e politiche ("ha esercitato il suo compito in modo esemplare, non e' mai stato un uomo di parte, era un grande europeista"). "Un uomo delle istituzioni, una grande persona che ci ha rappresentato con coraggio e determinazione all'estero - ha detto Donati- Ne sentiremo tutti la mancanza".

La meglio magistratura
Roberto Scarpinato
rappresenta certamente quella magistratura in grado ancora di prendere su sé l’onere della ricerca di alcune verità scomode. Sempre capace di fare un'ampia analisi sociale delle relazioni che caratterizzano la mafia ed il sistema criminale, Roberto Scarpinato ha più volte puntato il focus sui “segreti inconfessabili” i quali rappresentano “l’anima stessa del potere, come diceva Giovanni Falcone" e che “alcuni di questi segreti sono certamente a conoscenza di alcuni dei capi di Cosa Nostra condannati all’ergastolo per le stragi".
Attualissimo il suo discorso tenuto al convegno intitolato “Quale mafia ha ucciso Paolo Borsellino?” in cui aveva affrontato l’argomento dell’inevitabile connubio tra il potere e i “sistemi criminali” addentrandosi nei rapporti tra il “cervello borghese e lupara proletaria". Un magistrato dalla schiena dritta che, insieme ai sui colleghi Nino Di Matteo, Nicola Gratteri, Giuseppe Lombardo altri come loro ha subito nel corso degli anni minacce pesantissime, anche di morte, ed è sempre stato oggetto di un “colpevole silenzio” da parte sia dalla politica e sia da alcuni colleghi magistrati.
Assieme a lui, come anticipato da Di Matteo, sarà collocata a riposo anche la dottoressa Teresa Principato, la quale ha portato avanti la ricerca del latitante Matteo Messina Denaro, protetto, secondo il magistrato, da “una rete massonica”, della ‘Ndrangheta calabrese e sorretto da una rete di “borghesia professionale”, politica e imprenditoriale.
Lavori estremamente delicati quali portati avanti da Roberto Scarpinato e Teresa Principato, in grado di dissipare il puzzo delle molte bugie che vengono raccontate e che ancora oggi rappresentano materiale prezioso per chi vuole ricercare la verità.

Rielaborazione grafica by Paolo Bassani

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