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Il consigliere del Csm: "Sono onorato della vicinanza del Presidente della Repubblica"

Anche la più alta carica dello Stato si è unita a tutti coloro che nei giorni scorsi hanno espresso la loro solidarietà nei confronti del consigliere togato del CSM Nino Di Matteo.
Il messaggio è stato fatto pervenire dal vice presidente del CSM David Ermini il quale lo ha letto all'inizio della odierna seduta plenaria. "Nella prima occasione pubblica, dopo le recenti gravissime minacce rivolte al consigliere Nino Di Matteo da un boss che è attualmente detenuto, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha incaricato di rappresentargli la sua affettuosa vicinanza ed il forte impegno da parte di tutte le istituzioni nel contrasto alla criminalità organizzata e la più ferma determinazione nel proteggere i magistrati, le Forze dell'Ordine e tutti coloro che sono esposti per l'azione coraggiosa contro la criminalità e contro le mafie. Avevo già avuto modo personalmente di manifestare nell'immediatezza al consigliere Di Matteo la nostra solidarietà ma ritengo che sia il plenum la sede pubblica appropriata per dirgli che naturalmente siamo tutti al suo fianco" ha concluso il vice presidente del CSM.
Un messaggio semplice nella sua forma, ma che rappresenta una grande presa di posizione da parte della più alta carica dello Stato la quale, in qualità di parente di vittima di mafia, può comprendere più di altri le gravissime minacce rappresentate dalle organizzazioni criminali ed un progetto di morte nei confronti di Di Matteo che, come fu messo nero su bianco dai giudici nisseni che archiviarono la prima inchiesta, sono tutt'ora in corso e pienamente operativi.
Un progetto di attentato che è tornato alla ribalta dalla recente notizia delle dichiarazioni espresse nel carcere milanese di Opera, da parte di Gregorio Bellocco, boss di 'Ndrangheta e capo della cosca di Rosarno.
“Anche il giudice Di Matteo lo ammazzano. Gli hanno già dato la sentenza” diceva durante l'ora di socialità con Francesco Cammarata, boss della famiglia di Riesi.
Durante la seduta plenaria inoltre è stato lo stesso consigliere togato a rispondere al messaggio del presidente della Repubblica sottolineando che "l'attenzione, la vicinanza e la solidarietà espressa nei miei confronti, per il tramite del vice presidente Ermini, dal Presidente della Repubblica mi onorano e costituiscono non solo per me, ma sono sicuro per tutti i magistrati impegnati sul fronte del contrasto alle diverse forme di criminalità organizzata, un importante incentivo a perpetuare l'impegno a contrastare ogni forma di criminalità. Sempre nel solco del rispetto e della effettiva applicazione dei valori costituzionali e nella consapevolezza, oggi da troppe parti trascurata, del ruolo decisivo che la magistratura ha avuto, ha, e che continuerà ad avere in questa lotta di libertà e democrazia".
Adesso, però, all'appoggio di molti magistrati - compresi i vertici dell'Anm - della società civile si aggiunge la voce del Presidente della Repubblica. Una presa di posizione che, si spera, possa dare un input a tutte le istituzioni a schierarsi apertamente al fianco di Nino Di Matteo e contro quei sistemi criminali che mettono a repentaglio la nostra democrazia.

Foto © Imagoeconomica

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