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Il procuratore aggiunto al webinar di Confartigianato: "Il Covid può aiutare le mafie a diventare banche"

"La ‘Ndrangheta risulta essere oggi la più ricca organizzazione criminale al mondo. Anche per questo tenterà - in tre fasi - di avvantaggiare se stessa anche in relazione agli spazi operativi che la pandemia ha aperto". Sono state queste le parole con cui  il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo è intervenuto ieri al webinar di Confartigianato Imprese Calabria intitolato “Dall’emergenza Covid a quella economica e finanziaria: il rischio per le imprese” durante il quale si sono affrontati diversi temi tra cui lo stato di salute delle imprese in relazione alla pandemia ancora in corso e i rischi futuri, nel breve e nel lungo periodo.
Oltre al magistrato hanno partecipato anche Licia Redolfi dell’Osservatorio Mpi Confartigianato, il Direttore delle Politiche Economiche, Bruno Panieri, Federica Ricci, responsabile istituzionale e normativo Fedart-Fidi. L'incontro è stato moderato dal presidente Roberto Matragano.
Durante il suo intervento Lombardo ha ribadito che "bisogna impedire in tutti i modi che progetti criminali ricostruiti già alcuni decenni fa dalla Commissione parlamentare, vadano in porto perché altrimenti rischieremmo di perdere il controllo dei sistemi finanziari legali" dal momento che "i soldi sporchi dei clan possono destabilizzare il sistema finanziario" già messo sotto pesante pressione della pandemia.
Infatti come ha ricordato il pm reggino "il Covid incide e inciderà ancora sulla fragilità del sistema imprenditoriale italiano. Bisogna anzitutto chiedersi se le azioni di sostegno alle imprese riusciranno a impedire l’immissione massiccia di capitali sporchi nel mercato finanziario; la seconda domanda è sulle criticità più evidenti delle piccole-medie imprese; in ultimo bisogna chiedersi come il crimine organizzato cercherà di sfruttare la crisi".
E per cercare di dare una risposta agli interrogativi sollevati, il procuratore Lombardo ha preso come punto di riferimento una relazione della Commissione Parlamentare dei primi anni '90 "secondo cui, già allora, veniva intravista la possibilità di un salto in avanti in ambito finanziario delle organizzazioni criminali che avevano l’intenzione di diventare banche". 
Ed è proprio su questo scopo che la 'Ndrangheta ha costruito la sua strategia, la quale, come ha detto Lombardo, parte da una fase iniziale in cui "le grandi mafie, in particolare la ‘Ndrangheta, si limiteranno a osservare l’andamento dell’economia e inasprire situazioni di disagio sociale. Continueranno ad operare per mantenere inalterato il loro ruolo nello scacchiere criminale dove le singole associazioni si muovono in modo sinergico. Dopodiché beneficeranno di una serie di indicatori forniti direttamente da esperti del settore (ormai organici al sistema secondo l’impostazione della Dda reggina, ndr) per capire in quali settori investire i capitali sporchi". Con l’assoluzione di queste fasi, ha aggiunto Lombardo porterà a compiere il passo decisivo, ossia quello di "attuare operazioni di riciclaggio imponenti che nel breve-lungo periodo potrebbero creare instabilità del sistema finanziario italiano".
"Non assisteremo forse a prestiti che potranno sfociare in elargizioni di rilevanza penale, ha precisato il magistrato, perché saranno scollegati dal porre in essere comportamenti di tipo usuraio. A mio avviso collocheranno i capitali sporchi nel mercato attraverso operazioni a tasso zero. Potremmo assistere a una delle più grandi operazioni di 'doping finanziario' della storia recente".
Questi fattori esposti da Lombardo uniti alla situazione creata dal Covid hanno creato "l’occasione attraverso cui creare un sistema bancario parallelo in cui la ‘Ndrangheta tenterà di diventare finanziatrice. Questo la porterà a finanziare non la piccola-media impresa in crisi, ma il sistema stesso, destinato a generare quel tipo di sostegno di cui l’impresa ha bisogno. Questo sarebbe drammatico" anche perché la 'Ndrangheta "continuerà a lavorare a stretto contatto coi territori rafforzando il suo ruolo di stabilizzatore sociale atipico".
Nella conclusione del suo intervento il magistrato reggino ha invitato alla creazione di determinate misure di prevenzione che facciano da scudo contro l’ingresso dei capitali illeciti nei mercati finanziari perché se ciò dovesse avvenire l’azione di contrasto dal punto di vista giudiziario potrebbe essere già troppo tardiva. "Dobbiamo trovare il modo di aumentare la nostra sensibilità nel comprendere qual è la direzione che i capitali sporchi possono prendere nel momento in cui la pandemia stabilizzerà gli aspetti negativi. Ciò onde evitare che le tendenze criminali ci facciano perdere le tracce dell’operatività finanziaria della ‘Ndrangheta" ha concluso il magistrato.
In merito alla situazione di nuovi strumenti ha preso la parola Federica Ricci, la quale ha detto che si stanno approntando ed evolvendo strumenti come i “Confidi” che cercano di mantenere le imprese quanto più possibile nel solco della legalità poiché "gli strumenti, come il fondo per la prevenzione per l’usura, non sono più in grado di supportare le crescenti necessità delle imprese".
Mentre il Licia Redolfi dell’Osservatorio Mpi Confartigianato ha evidenziato come la Calabria abbia una incidenza di "lavoratori irregolari" rispetto al "numero dei degli occupati totali". A fargli eco il Direttore delle Politiche Economiche, Bruno Panieri il quale ha sottolineato che il fenomeno del lavoro abusivo rischia di mutare "da ammortizzatore a condizione permanente" soprattutto a fronte  degli effetti derivanti dall’emergenza Covid sul mercato delle imprese. "Le imprese che sono in difficoltà economica - ha poi aggiunto - rischiano di diventare maggiormente appetibili per le organizzazioni criminali".

Fonte: corrieredellacalabria.it

Foto © Imagoeconomica

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