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La Commissione antimafia vuole vederci chiaro. Ed anche noi!

Qualche giorno fa, su Facebook, Nicola Morra ha lanciato un appello per accendere un faro su un caso di cui la Commissione Parlamentare antimafia, da lui presieduta, si è occupata la scorsa estate: la vicenda del luogotenente Paolo Conigliaro, sentito a fine luglio in un'udienza che è stata in gran parte secretata, che ha messo in evidenza l'esistenza di un "caso Capaci" e di un “cortocircuito” dentro l’Arma dei Carabinieri.
Una storia che intreccerebbe pericolosamente quei medesimi fili che il Sistema Montante avrebbe.
A depositare l'interrogazione a ben tre ministri (Interni, Difesa e Giustizia) sono stati 18 deputati e l'iniziativa è partita dalla deputata 5 Stelle, Stefania Ascari, coinvolgendo altri deputati, da Aiello a Baldino e ancora Alaimo, Giarrizzo, D’Orso, Salafia, Saitta, Sodano, Cantone, Verini, Giuliano, Palmisano. Parlamentari pentastellati e del Pd. Insomma un dato importante.
Morra, nel suo intervento sui social, ha evidenziato la mancata attenzione mediatica della notizia, salvo qualche sito locale.
Ad essersi occupato di questa vicenda è sicuramente stato il collega Rino Giacalone, direttore del sito Alqamah.it, con cui collaboriamo e che abbiamo più volte ripreso. Ma sul piano nazionale non c'è stato molto risalto.
"Perché non è stato dato eco all'interrogazione? - si è chiesto Morra - Perché si ponevano questioni afferenti anche il Sistema Montante. In quanto alcuni dei protagonisti delle vicende che sono state tratteggiate nell'audizione e del luogotenente Paolo Conigliaro, avvenuta a fine luglio, vedono protagonisti soggetti con ruolo fondamentale della vicenda che per troppo poco tempo è stata al centro dell'opinione pubblica".
E poi ancora: "Nel Sistema Montante vengono coinvolti Ministri, uomini della pubblica sicurezza, prefetti, Confindustria e quando si toccano certi poteri immediatamente si cerca di disinnestare l'ordigno".
Nell'interrogazione, che riproponiamo integralmente, si cerca di far chiarezza su tutta la vicenda Conigliaro. Il luogotenente denunciò il malaffare e gli intrecci per trasformare la destinazione d'uso di una zona commerciale di un’area industriale, una volta occupata dal complesso Vianini, per costruire un centro commerciale.
Conigliaro scrisse una proposta di scioglimento per mafia del Comune e indicò per nome e cognome suoi colleghi affaristi, ma il Comune non fu sciolto e sotto processo, per assurdo, è finito lui.
Morra nel video ha annunciato che la Commissione antimafia farà un approfondimento su certe vicende perché "sarebbe il caso che lo Stato non si sottraesse al controllo".
Come ha detto Morra noi, di ANTIMAFIADuemila, abbiamo voluto dare risalto all'interrogazione proprio perché ci sono quesiti che devono trovare una risposta.
Perché da luglio scorso la politica nazionale non è mai intervenuta sul punto? Perché nessun giornale ha fin qui approfondito la vicenda? Forse perché legati a poteri forti? Speriamo che le risposte possano arrivare all'interrogazione dei parlamentari e che il Governo, ed in particolare un ministro chiave in questa vicenda come Lamorgese, non continui a fare orecchie da mercante nella lotta alla mafia. Già abbiamo visto come sia stata relegata ad un miserabile 13esimo posto nei 26 punti stabiliti dal governo del Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico.
Per non parlare degli scandali della gestione carceri e le scarcerazioni dei boss nel periodo della pandemia o la questione del caso Bonafede con la mancata nomina di Di Matteo al Dap. Anche in questi casi vi furono interrogazioni, ma le risposte furono vaghe o assenti. Solo il tempo dirà se anche in questo caso dovremo aspettarci la medesima linea di Governo.


capaci panoramica tratta da wikipedia def 820

Panoramica del comune di Capaci © Wikipedia


Il testo integrale dell'interrogazione

Qui il testo dell'interrogazione:
Al Ministro della difesa, al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia - Per sapere - premesso che:
Il 22 luglio 2020, è stato audito in Commissione antimafia il luogotenente dell’Arma dei carabinieri, Paolo Conigliaro, già comandante dei Carabinieri di Capaci dal 2013 al 2018;
Conigliaro ha trattato 3 questioni tra loro collegate, accadute a Capaci durante tale periodo: la redazione di una proposta di scioglimento del Comune di Capaci per infiltrazioni mafiose, mai sottoposta dal competente Comando Provinciale dei Carabinieri al Prefetto di Palermo, consentendo il trascorrere dell’intero mandato dell’amministrazione comunale; un’indagine legata alla realizzazione di un centro commerciale a Capaci, in cui erano coinvolti soggetti del c.d. «sistema Montante»; le interferenze, le omissioni, il demansionamento e trasferimento di Conigliaro dalla Stazione di Capaci;
la proposta di accesso ispettivo presso il comune di Capaci per infiltrazioni mafiose, ex art.143, c.2, TUEL, redatta da Conigliaro nel novembre 2014 e costantemente aggiornata, conteneva le seguenti motivazioni: frequentazioni degli amministratori con mafiosi condannati con sentenza definitiva per il reato di cui all’articolo 416-bis; monopolio dei lavori di movimento terra per le concessioni edili rilasciate dal comune da parte di società riconducibili a contesti mafiosi; vicende investigative relative ai funzionari comunali; processioni religiose con inchini e soste presso l’abitazione di soggetti riconducibili al contesto mafioso; confraternite religiose cui risultano iscritti mafiosi e funzionari comunali; appalti; vicende inerenti alla polizia municipale e l’ammanco per migliaia di euro di buoni pasto del comune; realizzazione di impianti di distribuzione di carburanti direttamente correlati con l’amministrazione comunale e presunte attività di voto di scambio politico-mafioso;
Conigliaro ha anche formalizzato numerose denunce sia alla Procura della Repubblica di Palermo, sia alla Procura militare di Napoli e la quasi totalità di esse non risulta iscritta nel registro delle notizie di reato ma valutate come fatti non costituenti reato;





Conigliaro come Comandante della Stazione di Capaci ha anche svolto un’importante indagine in relazione alla costruzione di un centro commerciale nell’ex area industriale Vianini, oggetto di un'archiviazione "lampo": il 5.6.2018 è stata depositata la richiesta di archiviazione presentata il 1 giugno 2018 dal P.M., accolta il giorno seguente dal G.I.P. 6 giugno 2018;
dopo 5 anni di intensa attività investigativa, Conigliaro è stato tuttavia estromesso dal Comando della Stazione di Capaci con il pretesto di un singolare procedimento giudiziario a suo carico per presunta diffamazione a mezzo whatsapp; procedimento archiviato dal G.I.P. di Palermo, mentre per lo stesso identico fatto risulta rinviato a giudizio dal G.U.P. Militare di Napoli;
in audizione Conigliaro ha affermato: “quando ho chiesto il risarcimento morale e di essere reintegrato nel mio incarico, mi è stato detto che c’è la pendenza penale a Napoli. […] Ci sono ufficiali dell’Arma dei carabinieri che oggi ricoprono gradi apicali, certamente non paragonabili a quelli di un comandante di stazione, i quali sono a processo per depistaggio; mi pare che nessuno li abbia demansionati [...]”;
durante l’audizione sarebbe stato riferito in merito ad “alcuni Carabinieri dipendenti che portavano i curriculum vitae a questi signori sospettati di mafia, per far assumere i parenti” -:
quali iniziative sono state intraprese da parte della prefettura di Palermo tra il 2013 e il 2018 in relazione a procedure ex articolo 143 TUEL presso il comune di Capaci;
quali iniziativa intenda intraprendere al fine di verificare, per le parti di propria competenza, i fatti riportati dal luogotenente dell’Arma dei carabinieri, Paolo Conigliaro, nel corso dell’audizione del 22 luglio 2020 in Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, anche tramite attività ispettiva presso il comando provinciale dei carabinieri di Palermo;
di quali informazioni dispone, per le parti di propria competenza, in merito all'attività svolta dal comune di Capaci nell’ambito dell’iter per la costruzione di un centro commerciale nell’ex area industriale Vianini.

Foto di copertina © Imagoeconomica

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