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di Giorgio Bongiovanni

Lombardo: "Ecco il Sistema mondiale criminale integrato"

Associazione mafiosa e riciclaggio. Sono queste le accuse nei confronti dell'imprenditore Roberto Recordare, indicato dagli inquirenti come uno dei più grandi riciclatori di tutti tempi di denaro delle mafie, e da almeno due anni indagato dalla Procura di Reggio Calabria.
Gli elementi emersi ieri, ricavati dall'informativa della Squadra mobile finita agli atti del processo "Eyphemos", indicano come dalle mani di un singolo uomo passassero flussi di denaro immensi: un tesoro di miliardi.
E' lo stesso indagato, in un'intercettazione a parlare dell'esistenza di almeno 36 miliardi cash, già pronti per essere restituiti.
Un dato attestato grazie ad un trojan inserito nel telefono tramite cui è stato trovato il certificato di un fondo del valore di 36 miliardi di dollari, depositato presso la Banca centrale di Danimarca.
Leggendo le carte dell'informativa non è ben chiaro se l’operazione sia andata o meno in porto, ma gli investigatori spiegano come i numeri del giro sarebbero stati anche maggiori.
In un colloquio con una sua consulente, intercettato nell’agosto del 2017, è lo stesso Recordare a dire di gestire in tutto 500 miliardi.
Ed è certo che con le perquisizioni svolte sono stati rinvenuti nel computer documenti che attestano l'esistenza di una rete mondiale, con conti aperti in svariati luoghi (da Cipro a Hong Kong passando per Afghanistan, Croazia, Bulgaria, Tunisia) e carte di credito intestate a vari prestanome, cittadini dell’Europa dell’Est e della Penisola Arabica.
Carte di credito che, annotano gli inquirenti, a loro volta sono agganciate a conti in Paesi dove i controlli antiriciclaggio scarseggiano. Posti come gli Emirati Arabi.


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E' sempre Ricordare a rivelare come "là la droga non la devi toccare se tu invece commerci droga e la ricicli, i soldi se li prendono e basta”.
L'inchiesta, su cui vige il massimo riserbo, conferma l'esistenza del Sistema criminale integrato, con le mafie che si servono dei medesimi canali per riciclare i ricavati dei propri traffici illeciti.
Argomenti che abbiamo toccato più volte in questi anni con Giuseppe Lombardo, oggi procuratore aggiunto di Reggio Calabria che con le sue inchieste ha sviscerato i complessi intrecci mafioso-politici e lobbysti toccando quei “fili” spesso definiti “dell’alta tensione”, oltre ad aver coordinato l'arresto di alcuni dei più importanti boss di 'Ndrangheta.
A far parte di questo Sistema criminale, diceva Lombardo in un'intervista a noi rilasciata già nel giugno 2015"un insieme di soggetti, sono tutti coloro i quali operano in maniera infedele negli ambiti strategici a livello mondiale, soprattutto in ambito finanziario, economico, imprenditoriale, ma anche politico e istituzionale". E poi ancora aggiungeva: "Sono soggetti che hanno rapporti stabili in settori chiave, che passano dal sistema bancario ai principali sistemi finanziari e, soprattutto, entrano in quegli apparati che governano il potere reale. L'errore di fondo da non fare è considerare nel 2015 la 'Ndrangheta come un'organizzazione tipicamente calabrese o Cosa Nostra come un'organizzazione tipicamente siciliana, perché operano in un mercato mondiale ed in quello spazio economico godono di autorevolezza senza pari. Se da una parte sembrano aver perso le loro singole individualità, in realtà hanno acquistato un potere sempre maggiore proprio perché non si presentano come espressioni di singole realtà locali: nel momento in cui il grande capo mafia calabrese ha necessità di operare in uno Stato estero o ha necessità di aprire nuovi canali operativi in ambito finanziario, ricorre al sistema criminale integrato di cui è parte che lo agevola e lo protegge, rendendolo invisibile". La nuova indagine calabrese offre uno spaccato su questo mondo che è sempre più necessario comprendere e contrastare.
Perché, come ha detto ieri il consigliere togato Sebastiano Ardita, di fronte alle nuove povertà "le oligarchie criminali si apprestano a controllare i mercati mondiali, attraverso i mercati si possono controllare le stesse democrazie". Per questo motivo vi proponiamo una serie di articoli che approfondiscono l'argomento.

Foto © Imagoeconomica

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