Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

di Giorgio Bongiovanni
Il clown Donald Trump si esibisce alla Convention dei pagliacci

Il peggior presidente della storia degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, si è esibito alla Convention del partito Repubblicano. Ad accompagnarlo, martedì, è arrivata anche la First Lady Melania, che Trump ha chiamato a intervenire per fare da mascotte alla sua esibizione. Niente pubblico a Charlotte, North Carolina, per via delle misure anti-covid ma ad attendere il presidente c’è stata comunque una claque di 366 delegati che hanno acclamato il Tycoon di New York ad ogni intervento. "Dobbiamo fare molta attenzione - ha detto Trump ai delegati che lo hanno ricandidato - nel 2016 i democratici hanno spiato la nostra campagna, ora ci provano con il voto di corrispondenza. Stanno cercando semplicemente di imbrogliare per vincere, lo hanno già fatto con lo spionaggio l'ultima volta e li abbiamo beccati". Immediati gli applausi dal pubblico che ha incitato il presidente a restare in carica altri 4 anni. “More four years, more four years!”, hanno gridato i presenti a Donald Trump che ha risposto con fare provocatorio: “Se volete farli impazzire dite altri 12 anni", riferendosi ai democratici. Tralasciando una possibile vittoria del rivale dem Joe Biden, ex vice presidente durante il mandato Obama e amico di Hillary Clinton, che riteniamo il candidato meno adatto del partito Democratico, cosa significherebbero per l’America altri 4 anni di amministrazione Trump? Per rispondere a questa domanda è sufficiente posare lo sguardo su quanto avvenuto in America nell’ultimo anno e mezzo. A partire dal Coronavirus. Donald Trump è stato uno dei leader reazionari, insieme a Boris Johnson e Jair Bolsonaro, ad aver pesantemente sottovalutato la minaccia comune della pandemia. L’amministrazione Trump si è mossa in grave ritardo rispetto agli altri paesi e a pagare questa negligenza mista a negazionismo sono stati i cittadini con 178mila morti e quasi 6 milioni di contagi, senza contare la crisi economico-sociale che ne è conseguita e che, in qualche modo, poteva essere contenuta se le autorità si fossero mosse per tempo. Non solo. Sempre durante la crisi sanitaria Trump ha presentato bilanci che riportano, come ha affermato il famoso linguista e intellettuale Noam Chomsky, “tagli al Centro di Prevenzione e Controllo delle Malattie e in altri campi relazionati con la sanità. Aumentando invece il finanziamento alle industrie di energia fossile, alle spese militari, al famoso muro”. Altro punto di analisi, sempre in chiave elezioni, è il sentimento razzista delle forze di polizia - nonché di una buona fetta della popolazione - cresciuto in maniera considerevole durante questi ultimi 4 anni di governo. Da ricordare è il caso George Floyd, il giovane padre afroamericano morto soffocato durante l’arresto da parte degli agenti di polizia. La sua morte ha scatenato la rabbia di tutta la comunità afro americana che è scesa in strada in oltre 100 città del Paese. Le manifestazioni, arrivate anche oltreoceano, sono state contenute con la forza dalla Guardia Nazionale sguinzagliata da Trump. Le tensioni, nonostante gli ultimi due casi dei giorni scorsi in Louisiana e Wisconsin, si sono sciolte il mese scorso ma si contano 21 civili morti, centinaia di feriti e migliaia di arresti. Sempre nel corso dell’ultimo anno Donald Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele. Ha promosso e firmato un piano, detto “affare del secolo”, per la pace coi palestinesi che, come abbiamo più volte scritto, rappresenta in tutto e per tutto una truffa e un insulto per il popolo palestinese. E per ultimo - ma potremmo continuare ancora - a fine anno ha firmato un disegno di legge sulla Difesa che autorizza un investimento in armamenti pari a 738 miliardi di dollari. Una spesa colossale che si sposa perfettamente con la descrizione dell’America del regista americano di fama mondiale Oscar Oliver Stone, che in questi giorni è in tour in Italia per promuovere la sua autobiografia. “Il mio Paese è ossessionato dal denaro - ha detto il due volte premio Oscar alla regia - Il Dio dollaro è speso unicamente per la cosiddetta sicurezza nazionale, cioè per gli armamenti militari, dimenticando il benessere reale degli americani, la salute, le infrastrutture". Ma l’America, va riconosciuto, non è solo terra di guerrafondai, avidi neocon o neo liberali. Né tantomeno di pagliacci come Trump e i suoi adepti che cerca di fare il pelo alla Russia di Putin e piega la testa alle richieste imperialiste e schizofreniche dei vertici del Pentagono, NSA e del Dipartimento di Stato. L’America è tanto altro. E’ culla di alcune delle menti e dei talenti più luminari del XX secolo: JFK, Martin Luther King, Malcom X, Angela Davis. O di attori di grandissimo spessore come Al Pacino, Robert Redford, Susan Sarandon, Meryl Streep e Robert De Niro. Quest’ultimo tra l’altro distintosi di recente per una campagna molto dura contro Donald Trump. Celebre la frase rivolta al presidente: "Lo prenderei a pugni in faccia". Speriamo dunque che l’America possa risvegliarsi e far emergere le sue grandi personalità politiche, e non. Dice il proverbio “la speranza è l’ultima a morire”, ma se Donald Trump verrà riconfermato la speranza, a questo punto, morirà.

Foto © Imagoeconomica

ARTICOLI CORRELATI

Taccia questo buffone!

Robert De Niro: ''Trump? Un gangster e un corruttore, dovrebbe andare in carcere''

Vince Trump, il ''cavallo di Troia''

What do you want to do ?
New mail
TAGS:

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy