Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Ora basta alla speculazione sulla pelle umana
di Giorgio Bongiovanni

A scanso di equivoci lo dico subito: quando parlo di "spezzare le gambe" non parlo fisicamente, ma moralmente ed eticamente.
Perché è un misto tra rabbia e senso di nausea quello che si prova quando si apprende che parlamentari, un Presidente della Regione o altri consiglieri regionali hanno spudoratamente richiesto all’Inps il bonus di 600€ previsto dal governo per sostenere le partite iva messe letteralmente in ginocchio durante l'emergenza Covid-19.
C'è già chi li chiama i "furbastri di Montecitorio", ma andrebbero definiti come delinquenti nel momento in cui, con il loro agire, non hanno solo offeso l'intelligenza degli italiani, ma hanno sottratto dei fondi a chi veramente aveva bisogno di un aiuto durante il lockdown per il coronavirus. E di persone in difficoltà, lo dicono i numeri, ce ne sono davvero tante in Italia che a causa di questa crisi si sono avvicinate allo stato di povertà.
Ora che il collegio del Garante della Privacy ha certificato che per parlamentari ed amministratori locali non vi è alcuno "scudo" dietro cui trincerarsi per evitare che siano diffusi i dati personali.
Diversamente ciò vale per chi è in condizioni di disagio economico o sociale e non certo per chi percepisce indennità mensili lorde di oltre diecimila euro. Quindi aspettiamo di conoscere i nomi, augurandoci che il popolo italiano trovi uno scatto di orgoglio e scenda in piazza a protestare, come quando vi fu il lancio di monetine nei confronti di Bettino Craxi. Perché possono cambiare gli anni, così come le casistiche, ma l'animo dell'uomo resta profondamente "corruttibile".
Poco importa se il fatto non si inserisce alla voce dei reati penali. Il gesto è indegno nella sua stessa essenza e il popolo italiano, di fronte agli sciacalli, non può essere né tollerante, né smemorato. Ricordino alle prossime elezioni i nomi di quei soggetti che hanno disonorato le istituzioni e non li votino. Perché se così non fosse significherebbe essere come loro o addirittura peggiori.
Ma l'avidità non è solo di una parte della nostra classe politica, ma anche di quei potenti che rifiutano in ogni modo di assumersi le responsabilità dei massacri compiuti sulla pelle degli italiani. Figure come i fratelli Benetton che, nonostante la strage del ponte Morandi e la morte di 43 persone, mostrano tutta la loro diabolica mentalità nel momento in cui si dicono disponibili ad uscire da Autostrade per l'Italia, ma solo alle proprie condizioni di guadagno.
L'ennesimo schiaffo in faccia a quelle famiglie che hanno perso i propri cari nel massacro di Genova. Quando si perdono i propri cari in maniera tragica niente potrà davvero risarcire i parenti delle vittime, ma i Benetton dovrebbero inginocchiarsi davanti a loro e garantire un sostentamento mensile affinché possano continuare a vivere degnamente, senza sofferenze o problemi economici o di salute, dopo quanto avvenuto.
Sui Benetton, eticamente già colpevoli e responsabili, abbiamo sostenuto più volte in questi anni la necessità di indagare per omicidio colposo (art.589 del cod.p.p.) e la speranza è che prima o poi possano effettivamente pagare per i crimini commessi martoriando la povera gente.

Foto © Imagoeconomica

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy