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di Giorgio Bongiovanni
Il Coronavirus aggredisce il presidente brasiliano arrogante

Il "presidente nero" Jair Messias Bolsonaro è stato affetto dal Covid-19. A confermarlo è lo stesso premier brasiliano di estrema destra durante un meeting con alcuni cronisti nel Palazzo Dell'Alvorada. Le voci di un possibile contagio circolavano sui principali tabloid già da lunedì ma l'ufficialità è arrivata solo martedì. "Sì, sono risultato positivo al test. - ha detto Bolsonaro con tono preoccupato - E' iniziato tutto domenica con una breve indisposizione quando ha avvertito stanchezza, indisposizione e febbre a 38 gradi". "Ma ora mi sento perfettamente bene, ho solo sintomi lievi”. La notizia in poche ore ha scatenato le polemiche in tutto il Paese. Jair Bolsonaro, infatti, la scorsa settimana ha incontrato varie persone. Per impegni istituzionali, di governo, amici e parenti o semplici sostenitori. Il problema adesso è risalire indietro nel tempo, di almeno due settimane, il periodo di incubazione del virus, e contattare tutti coloro che sono stati in contatto con lui. A partire da due ministri del suo governo che si sono fatti il test, e l'ambasciatore statunitense in Brasile Todd Chapman che lo scorso 4 luglio si sono incontrati per una grigliata in occasione della festa dell'Indipendenza senza mantenere le adeguate distanze di sicurezza e mascherine. Ma la rabbia della popolazione è concentrata principalmente sull'ostinazione che Bolsonaro ha avuto per mesi nel negare categoricamente a sé stesso e all'intero Brasile, il Paese maggiormente colpito dal Coronavirus in Sud America con oltre 68.000 decessi e 1,7 milioni di contagi, le adeguate misure precauzionali. Sottovalutando e minimizzando, in più di un'occasione, la reale pericolosità dello stesso. Un atteggiamento spocchioso e immaturo che per diversi aspetti ricorda quello del presidente britannico Boris Johnson. Anche lui aveva minimizzato la natura del Covid-19. Anche lui si era fatto promotore di contromisure d'emergenza scarne e inadeguate alludendo addirittura a clamorose teorie di "immunità di gregge". E anche lui è stato affetto dal Coronavirus mettendo a rischio non solo la salute sua e quella dei familiari, ma anche quella di chi ha incontrato, tra vertici istituzionali e uomini della politica rischiando di paralizzare il Paese. Ora la famosa legge di causa ed effetto, come il Coronavirus, non ha risparmiato nemmeno l'omologo brasiliano. Il premier britannico, dopo lo spavento, ne è uscito indenne e ha finalmente adottato tutta una serie di misure straordinarie volte a contenere l'ondata dei contagi in Inghilterra. Non resta che augurarci che anche Jair Bolsonaro possa presto guarire dalla malattia facendo tesoro di questa brutta esperienza e quindi iniziare a rivalutare l'emergenza sanitaria cercando, come possibile, di intervenire in maniera adeguata contro l'espandersi della pandemia in Brasile. Un Paese, ricordiamo, che riversa in grandi difficoltà di tipo economico-sociale e dove un altro virus, quello della corruzione, striscia da anni per le strade delle città e per i palazzi del potere.

Foto © Imagoeconomica

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