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mutolo gaspare mascheradi Giorgio Bongiovanni - Video
Gli arresti a Palermo dei nuovi capi della mafia
"Sopravvissuto alla guerra di mafia, Mineo, era stato eletto capo mafia per far da guida ai giovani mafiosi di Palermo". Così ha commentato gli arresti dei giorni scorsi l'ex uomo d'onore del mandamento di Partanna-Mondello ed ex autista di Totò Riina, Gaspare Mutolo, oggi collaboratore di giustizia. Lo abbiamo raggiunto questa mattina per sapere quale fosse il proprio parere in particolare sul ruolo di Settimo Mineo, secondo la Procura di Palermo, al vertice della Cosa Nostra post-Riina. Mutolo conosceva Mineo e lo ha ricordato come lo storico gioielliere e ricettatore di Cosa Nostra, della famiglia Pagliarelli. "Era mio amico negli anni '70, non aveva cariche particolari, non era capo mandamento, né capo decina, né tanto meno consigliere. Era un'uomo d'onore semplice" ha detto Mutolo. Mineo durante la guerra di mafia faceva parte del cosiddetto schieramento "perdente" di Gaetano Badalamenti e Stefano Bontade. In quel periodo venne raggiunto da un tentativo di assassinio nei suoi confronti. A perdere la vita, però, non fu lui ma il fratello. "Era riuscito a sopravvivere alla guerra di mafia e ha continuato (la propria carriera criminale, ndr) anche durante l'era corleonese, coloro che hanno rovinato Cosa Nostra" ha rammentato il pentito. Secondo il collaboratore di giustizia è anche per questo motivo, essendo stato appartenente a quella mafia "ante Riina e Provenzano", che i boss palermitani hanno individuato in lui il successore del defunto Capo dei Capi. "Hanno scelto questo personaggio perché era l'unico facente parte dei due schieramenti (Bontade e Balamenti prima e Riina e Provenzano dopo) ad essere sopravvissuto - ha affermato con decisione - e quindi poteva essere un nuovo punto di riferimento per i giovani boss".

Video - Clicca qui per guardare l'intervista del giornalista Francesco Vitale a Gaspare Mutolo nel servizio del Tg2 al min 13' 53''

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