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la strategia dellingannodi Giorgio Bongiovanni
Il libro-verità di Stefania Limiti

Perché libro-verità? Perché il libro di Stefania Limiti, che raccoglie una drammatica e documentata serie di fatti, dimostra la realtà nel quale questo Paese ha da sempre vissuto: che la nostra Repubblica poggia le sue fondamenta sulla strategia della tensione, sulle stragi, le bombe, i depistaggi; eccezion fatta per pochi lampi di luce.
Contrariamente al pensiero obsoleto di alcuni addetti ai lavori, questo volume spiega che le organizzazioni criminali - terroristiche o mafiose - lungi dall'essere associazioni indipendenti, sono manovrate da personaggi di livelli ben più alti, che si chiamino servizi segreti, massoni, esponenti dell'alta finanza o delle istituzioni deviate. Le inchieste, le testimonianze e le sentenze passate in giudicato sulle stragi che hanno insanguinato l'Italia ci mostrano che dietro di esse non c'erano solo gli esecutori, mafiosi o terroristi. Ma anche una regia posta in essere per la creazione del disordine e della tensione: ieri per evitare che l'Italia fosse governata dal comunismo, oggi per impedire la vera instaurazione di una vita politica democratica. Quella che ancora resta la settima potenza economica mondiale, spiega il libro, viene controllata da oltreoceano affinché non diventi un pericolo per gli attuali interessi imperialisti.
È infatti sufficientemente provato che, quando si parla delle stragi '92-'93 - a dirlo non è solo Stefania Limiti, ma anche i processi celebrati - pur non trovandosi alla sbarra i mandanti esterni, si evince che dietro gli eccidi del biennio stragista sono stati messi in atto clamorosi depistaggi (si pensi a via d'Amelio, il cui quarto dibattimento si è da poco concluso). Ma soprattutto, si delinea ugualmente la presenza di elementi esterni alle organizzazioni criminali, braccio armato delle stragi. Come non ricordare, ad esempio il biglietto ritrovato vicino al cratere di Capaci con sopra il nome di Lorenzo Narracci, capocentro del Sisde a Palermo; la sparizione dell'agenda rossa di Borsellino; il ritrovamento, dopo 25 anni, della borsa di dalla Chiesa priva dei suoi documenti; l'uomo senza nome, esterno a Cosa nostra, che il pentito Spatuzza vide durante la preparazione dell'autobomba per via d'Amelio. E ancora la sensazione, manifestata dall'ex ministro e Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, di assistere nel '93 a un colpo di Stato, accompagnata dalle dichiarazioni a reti unificate di un altro Presidente emerito, Oscar Luigi Scalfaro, quando rilanciò il suo famoso appello-allarme “io non ci sto!” in pieno periodo stragista.
Eccetera, eccetera, eccetera.
Ciò che dal libro emerge, ed è il suo grande merito, è la piena documentazione di come in Italia sia stato esercitato un vero e proprio complotto di Stato. Un volume di particolare pregio, utile anche alle giovani generazioni per comprendere dove affondano le radici del nostro Paese.

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