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thaci hashimdi Giorgio Bongiovanni

Da ieri assistiamo ad un innalzamento di toni e tensioni nei Balcani tra Serbia e Kosovo, che fanno temere il ritorno ad un conflitto. La miccia si è riaccesa dopo il caso del treno serbo che doveva rilanciare il collegamento diretto tra Belgrado e Mitrovica (città del nord Kosovo con alta percentuale serba) e che esternava lo slogan “il Kosovo è serbo” in svariate lingue.
Noi ci auguriamo che i Balcani e l’Europa possano vivere in pace e non siamo schierati da nessuna delle due parti. Non possiamo però accettare che un uomo, che è stato a capo di un'organizzazione terroristica come il presidente del Kosovo Hashim Thaci, rilasci dichiarazioni politiche sulla pace dei Balcani e denunci “minacce inaccettabili, in contraddizione con il dialogo per la normalizzazione dei rapporti”.
Se da una parte il presidente serbo Tomislav Nikolic è a capo di una nazione spesso in tensione e alla quale potremmo sollevare diverse polemiche, dall’altra bisogna constatare che è stato eletto democraticamente. Diversamente invece in Kosovo c’è un presidente a nostro avviso illegittimo se non addirittura criminale, assassino e narcotrafficante. Hashim Thaci, nonostante sia riconosciuto dagli Stati Uniti d’America, è stato riconfermato premier nel 2010 con moltissime contestazioni sulla sua vittoria elettorale e non possiamo dimenticare che è stato leader dell’Uck, organizzazione terroristica separatista kosovaro-albanese, che si è macchiata di numerosi crimini riconosciuti dai tribunali internazionali. Tra questi il traffico di organi umani e molti altri crimini contro l’umanità su cui il governo Kosovaro non ha ancora fatto luce.
L’Uck e di conseguenza il suo leader, hanno quindi commesso crimini comparabili a quelli di qualsiasi altra mafia. Ecco perché è difficile riconoscere la nazione indipendente del Kosovo finché a governarla ci sono persone paragonabili a boss della criminalità organizzata. Qualora verranno fatte delle elezioni con candidati puliti e non macchiati di terrorismo e criminalità, il Kosovo avrà tutto il diritto ad essere una nazione libera e riconosciuta.

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