di Giorgio Bongiovanni
Spocchioso, arrogante e prepotente.
Parliamo del senatore Maurizio Gasparri (fascista ex MSI, ex AN, oggi capogruppo di Forza Italia al Senato). C’è da stupirsi? Forse no, se si considera il personaggio, a lungo servo leale alla corte di Silvio Berlusconi (pregiudicato, puttaniere, imprenditore e politico che versava milioni nelle casse di Cosa Nostra). Basta rammentare le sue scene da cabaret con cognac e carota in Vigilanza Rai durante l’audizione di Sigfrido Ranucci; oggi si diletta nel ruolo di jukebox sparando continue richieste di provvedimenti disciplinari contro le Procure scomode, come quella di Firenze, che indaga da anni sulle stragi e sui mandanti esterni - proprio su Berlusconi (archiviato solo per morte) e Marcello Dell’Utri, già condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa (pena scontata).
Oggi Maurizio Gasparri torna a sproloquiare, contro il sostituto procuratore nazionale antimafia e già consigliere togato del Csm Nino Di Matteo.
E lo fa nella maniera più viscida, e cioè servendosi delle dichiarazioni mendaci del ministro della giustizia Carlo Nordio di cui ci siamo già occupati nell’articolo di ieri. “Ha ragione Nordio - dice l’azzurro - chi ha parlato di mafia nell’ambito del Csm si chiama Di Matteo. Magistrato peraltro che ha accusato ingiustamente servitori dello Stato poi assolti come Mori e De Donno, un magistrato che fa sfoggio di argomenti faziosi in note trasmissioni televisive come Report, che sono state sbugiardate da magistrati come De Luca perché hanno utilizzato presunti pentiti totalmente inattendibili. Pertanto, Di Matteo è l’ultimo che può esprimere giudizi perché su di lui si possono avanzare molte motivate critiche, per il suo operato da magistrato e per le affermazioni esagerate che fa parlando lui di mafia nel CSM”. Maurizio Gasparri, lo vogliamo rimarcare, fa parte di un partito legato alla mafia. Quindi, se non uscisse da Forza Italia, si potrebbe sostenere che Gasparri possa essere un ‘paramafioso’ (volendo usare la stessa parola di Carlo Nordio) dato che il suo partito è stato votato da ambienti mafiosi e ancora oggi i suoi fondatori sono stati al centro di indagini su stragi e trattative. Per carità, ognuno può essere libero di avere i propri riferimenti, ma, se così è, accetti che il Suo (non certamente nostro né di tanti altri italiani onesti) Padre della Patria è stato un pregiudicato, condannato in via definitiva a quattro anni per frode fiscale (pena scontata). E' stato iscritto alle liste della loggia massonica occulta P2, di Licio Gelli. E' riuscito a salvarsi in numerosi processi solo grazie alla prescrizione. Ha avuto come stalliere il boss e killer di Porta nuova, Vittorio Mangano.
Quindi si sciacqui la bocca, il signor Maurizio Gasparri, prima di attaccare chi ha dedicato la vita alla lotta alla mafia: alcuni uccisi nelle stragi anche grazie alla complicità – diretta o indiretta – di ambienti e partiti come quello di cui fa parte.
Anzi, facciamo un riepilogo, che fa sempre bene alla memoria corta di certi signori. Contiamo quanti esponenti della coalizione di centrodestra – e soprattutto di Forza Italia – sono stati condannati o indagati per legami con la mafia. Andiamo a memoria, e ci scusiamo se ne dimentichiamo qualcuno: Marcello Dell’Utri: condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; Totò Cuffaro: condannato a 7 anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra; Antonio D’Alì: ex senatore Forza Italia e sottosegretario all’Interno, condannato a 6 anni per legami con Cosa Nostra; Giancarlo Pittelli: ex senatore calabrese di Forza Italia, condannato a 11 anni (e poi a 14 in altro procedimento) per rapporti con la ‘Ndrangheta; altro politico colpito dal reato di contiguità con la criminalità organizzata è Nicola Cosentino. Napoletano di Casal di Principe è stato deputato dal 1996 al 2013 per Forza Italia e PDL e nel quarto governo Berlusconi è stato sottosegretario all’Economia e Finanze. In primo grado venne condannato a 9 anni per concorso esterno, divenuti poi 10 in Appello e infine confermati in Cassazione lo scorso aprile. Le sentenze lo ritengono il referente del clan dei Casalesi.
Non va poi dimenticato il ruolo avuto da Amedeo Matacena, deputato di Forza Italia dal 1994 al 2002 e condannato in via definitiva nel 2014 a tre anni di reclusione per essere stato contiguo alle ‘ndrine reggine. Amedeo Matacena, morto a Dubai nel 2022, era accusato di avere richiesto l’appoggio elettorale della ‘Ndrangheta alla famiglia dei Rosmini.
E tanto per parlare di altre “relazioni pericolose” non si possono dimenticare quelle che hanno riguardato Gianfranco Miccichè, ex presidente dell’Ars e oggi parlamentare, che, seppur non indagato, è finito nuovamente al centro di uno scandalo per l'acquisto di dosi di droga a Palermo, dopo quegli scandali che erano già emersi negli anni in cui era al Ministero dell’Economia.
Il centrodestra, e in particolare il partito di Maurizio Gasparri, ha un tasso di indagati e condannati per mafia che supera qualsiasi altra categoria; anche la storia testimonia questo legame: il 24 febbraio del 1994, mentre era in corso la campagna elettorale, al tribunale di Palmi, durante un processo, Giuseppe Piromalli - capostipite della cosca di Gioia Tauro, padre dell’omonimo boss (soprannominato "Facciazza") che verrà arrestato anni dopo accusato anche di estorsione ai danni dei gestori dei ripetitori Fininvest - prese la parola gridando dalla cella: “Voteremo Berlusconi, voteremo Berlusconi”.
Un'indicazione di voto a cui Berlusconi replicherà senza prendere le distanze: “Non credo che nessuno possa sapere con certezza per chi voterà la mafia, non so nemmeno se sia ipotizzabile un voto compatto della mafia. È un fenomeno che confesso di non conoscere in modo approfondito”. Ed è grazie a questo partito che Maurizio Gasparri ha ottenuto il suo seggio in Parlamento. Abbia quindi la decenza di tacere dato che qualsiasi sua opinione sulla magistratura, e soprattutto su chi ha sempre cercato la verità, non può aver valore. Lo abbiamo scritto anche altre volte. Ci pemettiamo un consiglio: se il senatore Maurizio Gasparri vuole continuare a fare il politico si dimetta immediatamente da un partito fondato da un uomo della mafia.
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