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di Giorgio Bongiovanni

“Per il No voteranno le persone perbene, quelle che credono che la legalità sia importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Sono le parole dette dal Procuratore di Napoli Nicola Gratteri in una videointervista rilasciata al Corriere della Calabria rispondendo ad una domanda su chi voterà Sì e chi No al referendum sulla riforma della giustizia.
Immediatamente tutto il centrodestra si è scatenato nella sua solita sequela di attacchi contro il magistrato. Dal solito Maurizio Gasparri (“Considera delinquente chi non la pensa come lui”) al Presidente del Senato Ignazio La Russa (“Sono basito, offende milioni di cittadini”); dal ministro degli Esteri e presidente di Forza Italia Antonio Tajani (“Non sono massone, non sono imputato e voterò convintamente Sì”) al Presidente della Camera Lorenzo Fontana (“Sono stupito e dispiaciuto, il dibattito resti sobrio”). All'assalto si sono poi lanciati i vari Calenda, Lupi, Occhiuto, Zanettin, Sisto, Malan, Mulè, Casellati e così via. A seguire l’Unione Camere Penali, l’Associazione Giovani Avvocati e vari comitati del Sì, con quest'ultimi che hanno anche annunciato di voler promuovere una class-action.
Addirittura il consigliere laico di Forza Italia del Csm, Enrico Aimi è arrivato a proporre l’apertura di una pratica presso il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura mentre il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha chiuso la serie di aberranti interventi: “Sono sconcertato, mi domando se l’esame psico-attitudinale che noi abbiamo proposto per l’inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine della carriera”.
Ma cosa ha detto di così grave il Procuratore di Napoli, che in Calabria ha indagato su mafie, massonerie e poteri deviati? Niente. Assolutamente niente.



vign gratteri ref giust


E' lo stesso Gratteri a ribadire il senso delle sue parole in una replica affidata al sito del Corriere della Sera: “Ho rilasciato due giorni fa un’intervista al Corriere della Calabria, un’intervista durata più di un’ora, nella quale, in una parte, abbiamo parlato ampiamente di quello che nei sette anni di mia permanenza alla Procura Distrettuale di Catanzaro ho fatto con i miei giovani colleghi e con la Polizia giudiziaria eccezionale, di altissimo livello. Abbiamo fatto cose importanti, indagini importanti e abbiamo ridato speranza ai calabresi. Premesso questo, parlando di Calabria e di ‘Ndrangheta ho detto che a mio parere voteranno sì certamente le persone a cui questo sistema conviene, quindi tutti i centri di potere che non vogliono essere controllati dalla magistratura, come ‘Ndrangheta, massoneria deviata. Per questo dico che i miei interventi non possono essere parcellizzati, non si può prendere un pezzettino. Io non ho detto, come strumentalmente si vuole far credere, che quelli che votano sì sono tutti appartenenti ai centri di potere, alla ‘Ndrangheta e alla massoneria deviata. Quindi chi interpreta diversamente quello che ho detto è in malafede e vuole, lui sì, alzare lo scontro. Ma io non ho nessun tipo di problema, perché il senso della paura l’ho superato 35 anni fa. Quindi state tranquilli tutti: non è con questi attacchi, con queste minacce, interrogazioni parlamentari, procedimenti disciplinari annunciati, che mi si mette a tacere".
Noi lo diciamo chiaro. Stiamo con Gratteri. Ed è evidente che i sistemi criminali appoggeranno questa riforma votando Sì. E come abbiamo già detto la volontà di questo governo fascista è quella di bloccare l'azione di magistrati come Nino Di Matteo, Luca Tescaroli, Giuseppe Lombardo, Sebastiano Ardita, Nicola Gratteri e tanti altri giovani magistrati, che non restano in silenzio e vogliono la verità sulle stragi e sconfiggere le criminalità del Paese.
Per questo al Procuratore Gratteri esprimiamo la massima solidarietà ed appoggio.

Foto © Imagoeconomica

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