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di Giorgio Bongiovanni 

Con il crollo del prezzo del greggio Caracas diventa miccia della Terza Guerra Mondiale

Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026, alle ore 02:00 locali (07:00 italiane), gli Stati Uniti hanno lanciato un'operazione militare su larga scala contro il Venezuela. Almeno sette grandi esplosioni hanno scosso Caracas, accompagnate da elicotteri e aerei a bassa quota che hanno colpito obiettivi strategici: la principale base militare di Fuerte Tiuna, l'aeroporto militare La Carlota nel centro della capitale, il Parlamento di Caracas, il mausoleo di Hugo Chávez, porti, aeroporti e persino la residenza del ministro della Difesa Vladimir Padrino López.
Alle ore 17 italiane, il presidente Donald Trump ha annunciato che "Maduro e sua moglie sono stati catturati e portati fuori dal Paese". Il presidente venezuelano Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores sono stati incriminati presso il Southern District di New York per cospirazione per narcoterrorismo, importazione di cocaina, possesso di armi da guerra e dispositivi esplosivi contro gli Stati Uniti. Imputazioni per le quali rischiano la pena di morte. 
L'arresto illegittimo è un attacco alle Nazioni Unite, alla Costituzione, al diritto Internazionale e il Tribunale dell'AIA dovrebbe accertarsi e fare un'indagine per verificare le morti civili e se viene violato fisicamente il presidente Maduro e la moglie. Almeno 40 persone sono state uccise negli attacchi militari statunitensi contro il Venezuela, secondo un alto funzionario venezuelano citato dal New York Times.
Il Tribunale deve spiccare il mandato di cattura subito per il presidente Trump per crimini contro l'umanità, in quanto Venezuela è un Paese pacifico, non è in guerra con nessuno ed è stato attaccato in modo vigliacco. Quindi il nostro governo dovrebbe condannare immediatamente questo attacco e le Nazioni Unite devono subito espellere o fare in modo che vengano sanzionati in modo grave gli Stati Uniti.


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Donald Trump © Imagoeconomica 


Detto questo, Trump è solo un buffone, un pagliaccio, perché l'ordine di arrestare Maduro è arrivato dalle grandi compagnie americane che controllano, come abbiamo già detto e scritto, centinaia di migliaia di miliardi di dollari e quindi, avendo constatato che il Venezuela è il primo giacimento petrolifero al mondo, immediatamente è scattata l'operazione ordita dai BlackRock, State Street, Vanguard e altri che hanno letteralmente ordinato che il presunto presidente degli Stati Uniti comandasse di attaccare il Venezuela prima che sia troppo tardi. Perché?
Perché il Paese sta avendo un'ampia protezione politica, economica e militare da parte di Cina e Russia. La Cina è emersa come il principale creditore del Venezuela, con prestiti erogati tra il 2007 e il 2024 che ammontano complessivamente a circa 60-68 miliardi di dollari ed è diventata il maggiore acquirente di petrolio venezuelano, assorbendo oltre il 90% delle esportazioni totali del paese sudamericano. La Russia è il principale fornitore di equipaggiamento militare al Venezuela, avendo costruito negli anni un arsenale che costituisce la spina dorsale delle capacità difensive venezuelane. Il 7 maggio 2025 il presidente Vladimir Putin e Nicolás Maduro avevano firmato a Mosca un "Accordo di Associazione Strategica e Cooperazione" di durata decennale, rinnovabile ogni cinque anni, ratificato dal Parlamento venezuelano il 30 settembre 2025 e dalla Duma russa il 21 ottobre 2025, con la firma definitiva di Putin nell'ottobre 2025. Un trattato che prevede cooperazione in settori strategici quali energia, estrazione mineraria, trasporti, comunicazioni, sicurezza e "lotta al terrorismo".
Il colosso energetico russo Rosneft e il suo amministratore delegato Igor Sechin hanno investito nel tempo circa 9 miliardi di dollari in Venezuela, con partecipazioni in quattro progetti petroliferi e il 40% della joint venture nel gas PetroMonagas con PDVSA.
Ovviamente anche i maggiori gestori patrimoniali globali come BlackRock, T. Rowe Price, Fidelity, JP Morgan Chase e Ashmore, sono detentori di oltre 60 miliardi di dollari di obbligazioni del debito sovrano venezuelano e aspirano a prendere nelle loro mani, attraverso 1.700 miliardi di dollari in investimenti esteri, tutti gli asset del Paese e in particolare delle riserve petrolifere valutate fino a 24.000 miliardi di dollari – come promesso dalla leader dell’opposizione sostenuta dagli Usa María Corina Machado.
Questa escalation potrebbe portare alla Terza Guerra Mondiale, perché Mosca e Pechino non sopporteranno mai e non condivideranno mai che il petrolio scenda a 50 dollari al barile, come paventato dall’oligarca russo Oleg Deripaska. “Se i nostri ‘partner’ americani riuscissero a raggiungere i giacimenti petroliferi del Venezuela (e hanno già raggiunto quelli della Guyana), sotto il loro controllo si troverebbero più della metà delle riserve petrolifere mondiali. E, a quanto pare, nei loro piani c'è quello di assicurarsi che il prezzo del nostro petrolio non superi i 50 dollari al barile”.


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Vladimir Putin e Nicolás Maduro © Imagoeconomica


Ciò significherà mettere in seria difficoltà la Russia che vende oro nero in mezzo mondo e la Cina – anche se inizialmente trarrebbe vantaggio dal petrolio a prezzo favorevole – che perderebbe a causa delle conseguenze date dal deficit economico che la Russia sarebbe costretta ad affrontare con l’oro nero a costi stracciati.
Lo scudo militare di cui dispone oggi la Russia è estremamente sofisticato, ma anche incredibilmente costoso. Basti pensare che per il 2025 le migliori stime parlano di un budget militare russo di circa 15,5 trilioni di rubli, pari a circa 150–160 miliardi di dollari e a circa il 7–7,2% del PIL.
E quindi questa operazione è un'operazione diabolica, ipocrita e falsa, mentre da un lato Trump vuole far credere di cercare accordi con la Russia, in realtà si tratta di un grande inganno: attaccando il Venezuela, che possiede le maggiori riserve petrolifere al mondo, si impossessa del suo greggio, fa crollare i prezzi del petrolio e, di conseguenza, mette davvero in ginocchio l’economia russa.
Quindi questo è successo, questo noi lo denunciamo, il nostro governo fascista che è prono al governo americano non lo farà, ma questa è la verità. 

Immagine di copertina rielaborata con il supporto dell'IA 

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