Non nel mio nome!

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, non mio presidente perché non mi riconosco più in niente, dopo aver disertato la conferenza di alto livello all’Onu sulla soluzione a due Stati Palestina-Israele, ieri è intervenuta sul punto spiegando la posizione del suo governo fascista. Pur annunciando che la maggioranza presenterà in aula una mozione che subordinerebbe il riconoscimento della Palestina al rilascio degli ostaggi e all’esclusione di Hamas da qualsiasi ruolo di governo ha affermato: "Si dice che il riconoscimento della Palestina può essere un'efficace strumento di pressione politica e va bene, lo capisco, però dobbiamo anche capire su chi: io penso che la principale pressione politica vada fatta nei confronti di Hamas, perché è Hamas che ha iniziato questa guerra ed è Hamas che impedisce che la guerra finisca rifiutandosi di consegnare gli ostaggi". 
Ecco ancora una volta emergere l'ignavia ed il servilismo del nostro Paese nei confronti degli Stati Uniti d'America e del sionismo. 
Certamente non ci aspettavamo di vedere il coraggio espresso dal governo spagnolo, che ha persino approvato l’embargo totale sulla vendita di armi a Israele, come aveva annunciato alcuni giorni fa il premier Pedro Sànchez. 
Ma era auspicabile un avvicinamento alle prese di posizione espresse da Gran Bretagna, Australia, Canada e da ultima la Francia, con la banderuola Macron che hanno riconosciuto la Palestina proprio per far pressione sul governo del nazifascista Benjamin Netanyahu, autore di un genocidio.


Non una parola

Invece la signora Meloni vigliaccamente non condanna i crimini di guerra del leader israeliano che sta uccidendo migliaia di innocenti e trucidando ormai oltre 20mila bambini.
E' uno schiaffo al popolo italiano che lunedì è sceso nelle piazze per Gaza e per la pace.  Un urlo che si è sollevato forte e che ancora rimbomba nonostante nelle ore successive la premier, coadiuvata dai soliti giornali di regime, abbia concentrato l’attenzione solamente sugli scontri avvenuti alla stazione Centrale di Milano a causa dell'agire di un centinaio di facinorosi. 
Il governo fascista resta immobile di fronte a quanto sta accadendo a Gaza ed in Cisgiordania, ma anche nelle acque internazionali dove vengono attaccate imbarcazioni cariche di aiuti umanitari, in barba al diritto internazionale. 
La Premier ha avuto il coraggio sfacciato di definirla un'“iniziativa pericolosa e irresponsabile”. 
Ma il nostro è il Paese che ha rimandato a casa con un volo di Stato il generale Almasri, stupratore e assassino ricercato dalla Corte penale internazionale, per crimini di guerra e contro l’umanità. 
Stati Uniti d'America ed Israele, unite nella loro folle e perversa logica di potere, dettano una linea precisa. Ed i governanti di un Paese vassallo come il nostro, pur di restare seduti nei propri scranni, si prostrano ubbidienti.  


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Giorgio Almirante © Imagoeconomica

Tradimento per il potere

E' questa l'orgia del potere che inebria e che dà alla testa, che porta a tradire anche ogni ideologia di partito.
E' ciò che è accaduto a questo governo fascista, che in Giorgia Meloni ha la sua leader. 
E' risaputo che tra le figure di riferimento dell'attuale Premier vi sia un "protagonista del neofascismo" come Pino Rauti, fondatore del Centro Studi Ordine Nuovo e padre di Isabella Rauti, sottosegretario al ministero della difesa.  
Fratelli d'Italia, che nel suo simbolo ha ancora oggi la fiamma dell'Msi (Movimento sociale Italiano), rappresenta la rinascita dello spirito fascista di mussoliniana memoria.
Non si può dimenticare che nel 1938, sul giornale “La difesa della razza”, rivista diretta da Telesio Interlandi e con Giorgio Almirante (leader dell'Msi) segretario di redazione che aveva lo scopo di promuovere le idee razziste e antisemite del fascismo, fu pubblicato il Manifesto degli scienziati razzisti o Manifesto della razza, che di fatto anticipò di poche settimane la promulgazione della legislazione razziale fascista (settembre-ottobre 1938). 
Quella visione di "superiorità" della razza non si è affatto sopita nel tempo ed ancora oggi trova alimento, seppur non in maniera "pubblica", in alcune frange.
Ma il trasformismo, di fronte ai continui cambiamenti geopolitici del dopoguerra, era necessario all'Msi, alla ricerca del Potere. 
In poco tempo il partito, nato filo-arabo e anti-colonialista (in funzione anti-britannica) è di fatto diventato occidentalista sposando in pieno il maccartismo americano.
Se negli anni '50 si esprimeva solidarietà all'Egitto ed alle popolazioni arabe impegnate contro l’imperialismo europeo dalla guerra dei Sei Giorni, per arrivare a quella dello Yom Kippur (dove l’Msi-Dn diede il proprio sostegno a Israele), la situazione divenne sempre più sfumata. 
Non c'era solo l'ottica anticomunista di figure cardine come Artato Michelini e lo stesso Almirante che vedevano in Israele uno scudo contro certi paesi arabi che invece erano sostenuti dalla sinistra italiana. Vi era anche una sorta di “simpatia” sempre più marcata verso lo stato ebraico, per le sue attitudinisociali e guerriere che secondo alcuni ricordavano i principi fascisti.
Tuttavia all'intento del partito restava la cosiddetta destra spiritualista ispirata alla figura di Julius Evola, la quale riteneva per una serie di ragioni che l’indipendenza del popolo arabo fosse fondamentale, e Israele appariva un intruso in Medio Oriente. Di questa corrente faceva parte Pino Rauti, fondatore del Centro Studi Ordine Nuovo e padre di Isabella Rauti, sottosegretario al ministero della difesa, che rappresenta uno dei riferimenti storici della premier Giorgia Meloni.
Fu proprio Almirante, come segretario di partito, a dare un nuovo peso alla corrente spiritualista di Rauti all’interno dell'Msi, nel 1969, pur mantenendo ufficialmente una "posizione filoisraeliana". 


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Pino Rauti


Le idee di Rauti, più antisioniste, sarebbero rimaste forti in particolare nelle ali giovanili de "Il Fronte della Gioventù", almeno fino agli anni Novanta quando la destra è tornata a sedere nei banchi del potere anche grazie a Silvio Berlusconi.
E' in quel momento che il partito si è adeguato definitivamente ai diktat.


Nel nome dell'Atlantismo

Nel 1995, quando Gianfranco Fini sciolse l'Msi per dar vita ad Alleanza Nazionale venne compiuto un primo passo. Fratelli d'Italia non è altro che il partito successore di questo teatrino dove l'unica cosa che conta è partecipare a "l'orgia" di potere. Anche andando contro la propria storia. 
Un "modus operandi" trasversale che ha accompagnato tutti i partiti ed i movimenti politici. 
Chi non si è allineato nel corso del tempo è stato eliminato fisicamente (vedi Aldo Moro). 
I vari Andreotti, Craxi, Cossiga e così via, finché utili, sono stati appoggiati ed usati. Poi sono stati rottamati ed "eliminati politicamente". 
A colpi di stragi e scandali giudiziari è caduta la Prima Repubblica ed è nata la seconda. Stragi su cui soffia, lo abbiamo detto più volte, il vento internazionale della Cia che ha usato le mafie ed ha stretto patti con gli eversori di destra. 
Pur di salire al potere la politica, tremante, si è adeguata anche al costo di rinnegare la propria storia. 
Anche la sinistra ha tradito i valori dei vari Gramsci e Berlinguer, quando nella nefasta primavera del 1999, con il governo di Massimo D'Alema (lo stesso che diede luogo ad un governo bicamerale "infatuandosi" di Berlusconi e che nel 2006, da Ministro degli Esteri, si recò in Libano e camminò sottobraccio con i rappresentanti di Hezbollah), diede l'autorizzazione all’intervento militare e all’utilizzo dello spazio aereo italiano per i bombardamenti su Belgrado. 
Da quel momento la Nato (o sarebbe meglio dire gli Stati Uniti d'America) hanno imperversato in ogni decisione del Continente con il continuo stato di guerra che si è succeduto attraversando l'ex Jugoslavia, la Libia, l'Iraq, la Siria, l'Afghanistan. Uno schema che si ripete guardando a ciò che sta avvenendo in Ucraina (con l'appoggio incondizionato contro la Russia) ed in Medio Oriente, accanto ad Israele. 
La Signora Meloni procede su questo solco. Ma parli a nome dei fascisti che la sostengono e che la accompagnano. Non a nome di tutti gli Italiani che, lo hanno dimostrato scendendo in piazza con orgoglio, vogliono la Pace e che sono al fianco della Palestina. 

Foto © Imagoeconomica

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