di Giorgio Bongiovanni e Aaron Pettinari
Salvo Vitale, docente di storia e filosofia in pensione ma prima ancora storico amico e collaboratore di Peppino Impastato ai tempi di Radio Aut e delle attività politiche, ci ha lasciati.
La notizia ci ha raggiunto in questo pomeriggio di agosto, da Dina (a cui diamo il nostro abbraccio, così come a Sabry e tutta la famiglia ed i compagni). Appena pochi giorni fa aveva compiuto 82 anni e poco tempo prima ci eravamo sentiti con la promessa e la speranza di rivederci presto. "Voglio passare del tempo con tutta la banda", mi diceva.
Da tempo era duramente provato da un malore, ma questo non gli aveva impedito di mantenere alta l'ironia o la voglia di lottare.
Con i suoi libri (l'ultimo "Cento passi avanti e qualche passo indietro”) è stato in grado di tenere viva la memoria più autentica di Peppino Impastato, fatta di verità, poesia e sarcasmo.
Una passione civile che ci ha trasmesso sin dal primo momento in cui ci siamo avvicinati. Salvo è sempre stato un grande amico di ANTIMAFIADuemila. Per noi pubblicare i suoi scritti, i suoi pensieri e le sue poesie è stato un vero onore.
In occasione del 9 maggio abbiamo avuto la grande opportunità di intervistarlo nel nostro podcast, Nero su Bianco.
Un'intervista a 360° in cui Salvo, tra un aneddoto e l'altro, ci ha fatto immergere nelle lotte di Peppino Impastato e quelle di Mamma Felicia e dei compagni per avere giustizia.
Salvo, come Peppino, amava tanto l'arte e pensava sempre al futuro delle giovani generazioni.
Al tempo presente guardava con preoccupazione, anche alla luce delle nuove leggi di Governo che proiettano indietro la nostra democrazia.
"Che non si potessero riunire più di quattro cinque persone era una delle norme del codice Rocco - diceva nella nostra intervista - Oggi vengono riprese perché bisogna accettare lucidamente e senza discussioni che questo è neofascismo, malgrado tutti gli atteggiamenti della leader di voler andare oltre queste cose. E' neofascismo, basta pensare a La Russa. Se non è fascista quello chi deve essere? E il neofascismo non è che viene dall'alto. Il neofascismo crea le leggi per continuare ad esserci. Peppino oggi? Lui troverebbe grandi spazi di lavoro. Sarebbe come nella foto con Danilo Dolci e un cartello 'Pace al Vietnam, lavoro ai siciliani'". Quindi concludeva: "Oggi è un momento poco felice e non credo in prospettiva che ci siano grandi cose. C'è un'opposizione assolutamente debole e incapace di produrre soluzioni o alternative nuove. In questo contesto l'uomo moderno è abbandonato alla sua solitudine. La solitudine è quella di stare davanti al computer, al cellulare e non avere più rapporti sociali. E' in questo consenso che il potere riesce davvero a cucire la sua trama e a soffocare qualsiasi dissenso".
Salvo Vitale in redazione © Paolo Bassani
In un dialogo con Sonia Tabita Bongiovanni, pubblicato su questo giornale Salvo ricordava così il valore della memoria che deve accompagnarci ogni volta che un "amico" o un "compagno di lotta" ci lascia. "Neanche io dimentico - diceva Salvo - non tanto e non solo perché è stato ucciso un compagno con cui condividevo il tempo e il pane, (compagno, cioè cum panis, persona con cui si condivide il pane), ma perché costruivamo insieme il modello di società in cui ci sarebbe piaciuto vivere, c'era in mezzo 'L'Idea', quella del titolo del giornale in cui Peppino scriveva già a 16 anni, un anno in più di te, quella che noi gridiamo che non morirà mai, ma che molti ignorano, hanno dimenticato, hanno rinnegato". E poi ancora aggiungeva: "Quelle idee con le quali molti hanno detto di voler continuare, ma a parole, perché già si erano fermati dopo la morte di Peppino, avendo perso il loro polo di riferimento, ma anche perché privi di chi pensava e lavorava per loro. Se queste idee che, ridotte in poche parole, significano uguaglianza sociale ed economica, giustizia, libertà, rispetto per l'altro, fratellanza, ribellione alle ingiustizie, bellezza, arte, musica, risa, semplicità, spontaneità, comunicazione, amore continueranno a trovare qualcuno che se ne fa carico e le porta avanti, Peppino è ancora là, se invece, come succede nel nostro tempo, ognuno penserà solo a se stesso, Peppino sarà morto per sempre. Credo comunque che qualcuno continuerà ad esserci. Sogno che ad esserci siano in tanti.
Ciao Sonia!".
Salvo Vitale, Sonia Bongiovanni e Faro Di Maggio, entrambi storici compagni di Peppino Impastato © Davide de Bari
Ebbene, caro Salvo, amico nostro di sempre, caro compagno. Noi queste tue parole le facciamo nostre. E possiamo prometterti che continueremo, ancora, con il pugno alzato!
Hasta la Victoria, tutta la redazione di ANTIMAFIADuemila.
Salvo Vitale in uno scatto d'archivio ai microfoni di Radio Aut
Foto di copertina © Our Voice
ARTICOLI CORRELATI
Nuvole bianche. Un saluto a Salvo Vitale
di Lorenzo Baldo
Nero su Bianco: con Salvo Vitale la storia di Peppino Impastato e la lotta per la verità
Io non dimentico - Dialogo tra Salvo Vitale e Sonia Tabita Bongiovanni
