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Stefano Delle Chiaie a Palermo, la testimonianza che riaccende i riflettori sulla pista nera

La trasmissione di Report, andata in onda domenica, continua a fare rumore non solo per la vicenda del caso Mori ed il condizionamento della Commissione parlamentare antimafia. Il giornalista Paolo Mondani, infatti, ha offerto nuovi spunti investigativi sulla pista nera  nella strage di Capaci. Politica e giornaloni si erano affrettati in passato ad affermare che le indagini sul punto erano state chiuse, citando la decisione del Gip di Caltanissetta, nell'aprile 2024, che su richiesta della Procura aveva archiviato il procedimento contro ignoti relativo all'eventuale coinvolgimento nella strage di Capaci anche di soggetti gravitanti nelle formazioni eversive di destra, tra cui Stefano Delle Chiaie, già deceduto”.

Tuttavia ciò non significava certo che la pista nera fosse chiusa totalmente. Non solo si è in attesa della decisione del Gip, Luparello, se archiviare o meno la pista anche sulla strage di via d'Amelio, ma lo stesso Procuratore capo De Luca, intervistato da Maria Grazia Mazzola in occasione delle commemorazioni della strage di Capaci, aveva confermato che vi erano indagini in corso.


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Il Procuratore capo di Caltanissetta, Salvatore De Luca © Imagoeconomica


Adesso Report ha offerto nuovi elementi, con tanto di testimonianza oculare, che confermano la presenza di Delle Chiaie a Palermo nei mesi precedenti all'attentato di Capaci.

Lo ha detto chiaramente il giornalista del Giornale di Sicilia Giuseppe Martorana.

Delle Chiaie, fondatore di Avanguardia Nazionale, era a Palermo tra febbraio e marzo del 1992. “Una mattina vennero una coppia di persone (…) - ha detto a Mondani - vidi un viso che conoscevo. Era Stefano Delle Chiaie (…) era l’inizio del ’92 - dice Martorana a Mondani -. Tra febbraio e marzo”. L’ex giornalista del Giornale di Sicilia sostiene che l’estremista di destra fosse in redazione per proporre un articolo: “Seppi che era venuto a portare una proposta di articolo perché stava formando un partito in Sicilia: la Lega Nazional Popolare. E aveva chiesto al capo cronista se pubblicava qualche cosa”. Martorana aveva poi aggiunto di averlo visto una seconda volta, un paio di giorni dopo, sempre in redazione, accompagnato da un'altra persona più alta e robusta rispetto a Delle Chiaie. Forse, vedendo una foto che gli ha mostrato Mondani, l'avvocato Stefano Menicacci.


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Stefano Menicacci © Imagoeconomica


Da noi raggiunto telefonicamente Martorana ha confermato quanto detto a Report sui due incontri. Ed ha aggiunto: "Finora non mi ha chiamato nessun magistrato. Io al collega di Report ho detto ciò che ho visto. Delle Chiaie non lo conoscevo personalmente, ma era 'famoso' e il suo viso era apparso purtroppo troppe volte".

Una risposta diretta a chi, in questi mesi, ha sempre definito una "favola" la presenza di Delle Chiaie in Sicilia negli anni delle stragi.

Alla luce di questi fatti, come ha scritto Saverio Lodato in una lettera aperta al procuratore capo nisseno De Luca, pubblicata nel nostro giornale, la Procura di Caltanissetta cosa farà? E' evidente, l'importanza del dato che offre un riscontro a quanto detto da altri testimoni, che avevano dichiarato prima di Martorana di avere incontrato il terrorista nero negli stessi tempi.

A Caltanissetta è in corso il processo contro l'ex maresciallo dei carabinieri, Walter Giustini, e Maria Romeo, ex compagna del collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero (nel frattempo deceduto). Un procedimento in cui si affronterà anche il tema della pista nera in quanto entrambi hanno raccontato di aver saputo da Lo Cicero della presenza di Delle Chiaie a Capaci.


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Stefano Delle Chiaie


A questo punto, come ha scritto Lodato, la testimonianza di Martorana "appare dirompente" in quanto "stiamo parlando di un giornalista e di un incontro nella sede di un Giornale. Incontri del genere, anche se a distanza di molti anni, lasciano tracce difficilmente cancellabili".

Prendiamo atto che ad oggi la Procura di Caltanissetta non ha ancora chiamato il collega Martorana, ma auspichiamo che lo faccia presto. Perché la ricerca della verità non può attendere. Magari, facendo nostra anche l'ultima considerazione di Lodato, sarebbe utile che "la Procura di Caltanissetta informi, altrettanto tempestivamente, l’ufficio di Presidenza della Commissione parlamentare antimafia". Fissata e condizionata nel seguire sull'unica pista di mafia-appalti rischia davvero di non vedere l'elefante dentro la stanza della storia delle stragi.

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