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Categoria: Inchieste
Editore: Newton Compton editori
Pagine: 336
Prezzo: € 9,90
ISBN: 978-88-541-1624-5
Anno: 2010

Visite: 1421

Recensione

Spie, misteri irrisolti e spari nel buio

Equivoci e oscuri accordi tra politica, economia e ambienti religiosi, ambigui compromessi, schedature illegali: i servizi segreti italiani sono stati anche questo, dal dopoguerra fino ai giorni nostri. Foschi intrecci e scomode verità sui quali sia Governi di destra che di sinistra hanno ripetutamente imposto il segreto di Stato. Quella che viene raccontata in questo libro è una storia che si snoda lungo un sessantennio di vita dei Servizi repubblicani, militari e civili. Un’indagine dettagliata che ne ripercorre l’evoluzione tramite le vicende incrociate di sei personaggi: Licio Gelli, Federico Umberto D’Amato, Guido Giannettini, Luigi Cavallo, il frate domenicano Félix Morlion e lo storico, politologo e giornalista americano Michael Ledeen. Sullo sfondo emergono le continue deviazioni, la ricerca costante di fantasiose macchinazioni comuniste sia interne che esterne all’Italia, la nascita di un’organizzazione occulta di nome Gladio e di altre consimili, l’affiliazione alla P2 di vaste aree dei Servizi e di una parte rappresentativa della classe politica. Progetti e figure che denunciano l’esistenza di un vero e proprio Stato alternativo e parallelo a quello esistente, che ha stretti legami con gli USA e la NATO e, non da ultimo, con il Vaticano. Gianni Flamini propone un viaggio attraverso gli episodi fondamentali di cui i Servizi sono stati  promotori, protagonisti e testimoni: dal SIFAR del generale De Lorenzo al SISMI di Pollari. Uno spaccato di vita repubblicana, ma anche dei continui abusi di potere, dei loro lati oscuri, del loro senso d’onnipotenza, in nome di una presunta difesa della sicurezza nazionale.

Hanno scritto di Gianni Flamini:


«È questo il lavoro fatto da Flamini, la notizia per amore di verità, per la conoscenza che prescinde da ogni demagogia,
un esempio per chiunque ami il mestiere del giornalista.»

Simona Mammano, la Repubblica

«Non lascia spazio alle speculazioni, non si abbandona a facili ricostruzioni basate sui forse.»
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