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Categoria: Mafia
Editore: IodEdizioni
Pagine: 136
Prezzo: € 15.00
ISBN: 9791280118363
Anno: 2022

Visite: 4824

Recensione

Nel libro di Jole Garuti le storie di ragazzi vittime o spettatori dell’illegalità e della violenza mafiosa

di Lorenzo Baldo
“Le vicende raccontate in questo libro sono basate su fatti realmente accaduti. I personaggi sono tratti da letture e documenti antimafia, e possono costituire un esempio da seguire”.
Sono parole di Gian Carlo Caselli tratte dalla prefazione del libro “Le mafie negli occhi dei ragazzi”. L’autrice è Jole Garuti che, come racconta la sua biografia, ha insegnato per molti anni, e poi si è impegnata nel volontariato in varie associazioni. E’ stata anche presidente del Circolo Società Civile di Milano, poi referente per la Lombardia di Libera e oggi è nel Comitato dei garanti. E’ stata presidente di Stak-Associazione Andrea de Gasperi, in ricordo del figlio Andrea scomparso prematuramente. Oggi dirige il Centro studi di “Saveria Antiochia Osservatorio Antimafia” dove organizza eventi e percorsi didattici sui diritti umani e civili, su mafia e antimafia e sull’educazione alla legalità. Proprio per queste attività ha ricevuto nel 2004 dal Comune di Milano l’Ambrogio e nel 2011 della Regione Lombardia la Medaglia d’oro. Ma, così come Jole ci tiene a ricordare, è soprattutto una grande amica di Saveria Antiochia, madre di Roberto Antiochia, il poliziotto ucciso assieme a Ninni Cassarà, a cui ha dedicato il libro “In nome del figlio”.
Fatta la dovuta presentazione veniamo ora alle pagine di questo libro che, come si legge nella sinossi “sono impregnate di tanta speranza, quella che c’è nei volontari e negli uomini delle istituzioni che sono accanto, ogni giorno, ai tanti giovani che si trovano coinvolti in attività illegali o criminali, persone che continuano, con intelligenza e coraggio, a credere che cambiare sia possibile. E aiutare a far splendere la luce negli occhi dei ragazzi”. Basterebbero queste poche righe per sintetizzare l’importanza di questo volume. Che attraversa tante vicende unite da un unico filo. Si inizia da Turi, il pastorello siciliano, la cui famiglia è costretta a emigrare in Argentina per sfuggire alle possibili rappresaglie di Don Vito. E c’è anche la storie di Tano che mentre è in viaggio con la sua famiglia verso il nord Italia vede Luciano Liggio prepararsi a partire. C’è il racconto di Elisa sul nonno che viene rapito e tenuto in una grotta dell’Aspromonte. C’è la casa di Michela dove nasce il Comitato dei lenzuoli che rappresentava “un’Italia bianca che esprimeva una grande voglia di pulizia e di legalità”. Ma c’è anche la storia di Lucia e di quel mostro che è l’usura entrato spudoratamente nella sua famiglia. Quella di Luisella è invece la storia di una ragazza sensibile e carina a cui viene fatto fumare uno spinello durante una festa e che sulla sua pelle ne subisce le conseguenze. C’è poi la vicenda di Maria, figlia di un collaboratore di giustizia, costretta a cambiare città per l’ennesima volta. E poi ancora le parole di Luigi sui rifiuti tossici che dalla terra dei fuochi vengono disseminati nel ricco Nord. O anche la storia di Mario, che per un telefonino nuovo si mette a spacciare. O quelle di Pietro e Salvatore che entrano nei meandri dei reati di furto e ricettazione. Così come la storia del bar di Giovanni e Marco che si sviluppa all’interno della piaga del racket e slot machine. Del binomio “bullismo & mafia” se ne trova traccia nella storia di Stefano. Ma è il riscatto di Totò quello che conclude questo splendido libro mentre si torna a parlare del progetto “liberi di scegliere”, con l’obiettivo di tutelare minori e donne che si allontanano dalla 'Ndrangheta.
Ogni storia è accompagnata da una nota dell’autrice per analizzare il tema appena trattato. E non mancano i relativi approfondimenti su Cosa Nostra, fascismo e mafia siciliana, lo sbarco americano in Sicilia e la mafia, la Camorra, la ‘Ndrangheta, la Sacra Corona Unita, e infine la Chiesa e le mafie. Insomma, una guida preziosa che educatori e insegnanti possono utilizzare per coinvolgere le nuove generazioni. A futura memoria.

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