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Angel Martinez Quiroz, 68 anni era stato arrestato in una operazione della Dda coordinata dalla Procura di Trieste nel 2022, tra poche ore sarà di nuovo libero per il più banale ed efficace dei motivi giudiziari: scadenza dei termini di custodia. La Procura di Trieste, criticata da alcuni media per aver fatto scadere i termini, in una "sdegnata" nota del Procuratore Antonio De Nicolo, precisa di aver chiesto più volte l'estradizione di "Angel" per il tramite del ministro dell'Interno senza però ricevere risposta dalle autorità giudiziarie colombiane. Quiroz ha un profilo che non si adatterebbe ad essere rappresentato in una serie televisiva 'narcos' che ha disvelato il mondo dei narcotrafficanti. Eppure il suo calibro è notevole: per catturarlo, a Medellin, è occorso che si infiltrassero tre finanzieri e mesi di pericolosissime indagini. In quello che viene definito il più grande sequestro di droga eseguito in Italia, 4,3 tonnellate di cocaina e 38 arresti, nel settembre 2022, nella rete c'era rimasto anche lui, chiuso nel penitenziario di Bogotà. Ma il 6 settembre i termini di custodia sono scaduti, come riporta oggi il Gazzettino, ed è presumibile che Angel sparisca nuovamente. Il legale di Quiroz, Alessandro Tirelli, direttore dell'Alta Scuola di Estradizione delle Camere Penali Internazionali, che lo assiste con la collega Federica Tartara, sottolinea che, al contrario, il narcotrafficante "intende continuare nel suo atteggiamento collaborativo con la Procura". Intanto, proprio su segnalazione della Procura di Trieste, il Gip del Tribunale Marco Casavecchia ha già emesso l'ordine di scarcerazione provvisorio e dovrebbe essere su qualche scrivania delle autorità della Colombia. "Sono contentissimo come avvocato - aggiunge l'avv. Tirelli - ma come cittadino italiano sono allibito". "Angel", uno dei componenti di spicco del "clan del Golfo", il più potente cartello di narcotrafficanti in Colombia, aveva inviato le 4,3 tonnellate di cocaina celate in una spedizione di trivelle da miniera. Via nave era giunta a Trieste, diretta a Milano e altre città per essere venduta al dettaglio grazie a una organizzazione che coinvolgeva anche trafficanti croati, sloveni, olandesi e bulgari, e acquirenti legati alla 'Ndrangheta.

Foto © Imagoeconomica

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