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I principali cartelli messicani della droga hanno messo radici anche in Cile. Lo riferisce il sottosegretario agli Interni cileno, Manuel Monsalve, in base ai risultati di diverse operazioni di polizia effettuate nelle ultime settimane. "Tre dei cinque cartelli più pericolosi del mondo sono già presenti in Cile", ha detto Monsalve in un’intervista rilasciata questa settimana al quotidiano "Las Ultimas Noticias". Secondo il vice di Izkia Siches, primo ministro donna alla guida degli Interni nella storia del Cile, il crimine organizzato è inoltre "il principale responsabile della crisi di sicurezza che attraversa oggi il Paese", un tema che secondo gli ultimi sondaggi è in testa alle preoccupazioni dell'opinione pubblica. L'arrivo dei cartelli implica "più violenza, più armi e più omicidi", ha detto Monsalve, sottolineando che si avverte "l'importazione di pratiche che in Cile non erano consuete, come assoldare sicari per compiere omicidi". Alcune delle ultime operazioni portate avanti dalla polizia contro il traffico di droga hanno fatto emergere la presenza in Cile del cartello di Sinaloa e del Cartel Jalisco Nueva Generacion (Cjng). Secondo le autorità, l'organizzazione guidata dal "Chapo" Guzman ha cercato di recente di inviare 665 chili di cocaina dal Cile dal porto di Rotterdam. "Nell'ultima settimana la polizia ha sequestrato 400 chili di cloridrato di cocaina e 470 mila pasticche di extasis" ha riferito Monsalve. "Se prima eravamo un paese di passaggio del traffico adesso non è più così”, ha aggiunto. Sempre negli ultimi mesi l'antidroga ha smantellato un laboratorio di droga del Cjng nella città di Iquique, al confine con la Bolivia. A questo si aggiunge l'arresto avvenuto a giugno di un'intera cellula dell'organizzazione criminale venezuelana, denominata Tren de Aragua, che operava nella regione di Arica. Nel corso di questa operazione è stato scoperto il cadavere di una persona sepolta viva.

Fonte: Agenzia Nova

Foto: it.depositphotos.com

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