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Inoltre delinquenti hanno lanciato una testa umana da una motocicletta

In quattro giorni, sequestrati 13 mila kg di cocaina nel porto di Guayaquil

La popolazione dell'Ecuador ha iniziato la settimana sotto shock. Per quattro giorni consecutivi, si sono registrati dei fatti criminali significativi, due di questi particolarmente macabri. Allo stesso tempo, le autorità hanno sequestrato cifre record di cocaina. Questi eventi segnano un alto grado di infiltrazione dei narcos nel paese. Facciamo una cronologia dei fatti.

Sette mila Kg. di cocaina
La domenica 13, la polizia locale, con il supporto della divisione Antidroga, sono riusciti ad intercettare un carico di circa sette mila chili di cocaina nel porto di Guayaquil. La droga era destinata al porto del Belgio, nel continente europeo. La cocaina, divisa in pacchetti, era nascosta all’interno di un carico di banane. Le autorità stimano un valore di mercato di circa 12 milioni di dollari. L'operazione denominata "San Valentín", è stata portata a termine grazie anche all’aiuto di un cane di polizia addestrato nella ricerca di alcaloidi.

Appesi ad un ponte
Lunedì 14, due corpi sono stati trovati appesi ad un ponte pedonale, nella via di accesso al cantone Duran, all'uscita del Ponte dell'Unidad Nacional, sulla strada 40, che collega Duran con Guayaquil. Una zona densamente transitata.
Entrambi i cadaveri sono stati identificati. Si tratta di Wilmer Paredes Santana, di 33 anni, e Carlos Escovar Macías, di 34 anni. Il primo aveva precedenti per un reato minore per droga fuori dal paese; il secondo aveva precedenti per reati minori dal 2015. Secondo le autopsie, i corpi presentavano segni di asfissia, ma i periti considerano che erano già morti al momento di appenderli al ponte. Uno dei corpi presentava segni di colpi e trauma cranico. Entrambi erano ammanettati.
Gli uomini erano scomparsi dal 11 febbraio, e le rispettive famiglie   avevano denunciato la loro scomparsa alle autorità. Secondo gli agenti di polizia, il sequestro e successivo assassinio rientrerebbe in una guerra tra bande di narcotrafficanti per il territorio.

Macabro
Martedì 15, a circa 180 chilometri al sud di Guayaquil, nella località di Machala, due individui in motocicletta hanno lanciato, dentro uno zaino, una testa umana ed un paio di mani. Il macabro gesto è avvenuto nella periferia del Porto Bolívar. Ore più tardi i periti forensi sono riusciti a identificare la vittima come Manuel Armando Sarmiento Sánchez. Gli scienziati ipotizzano che sia stato ucciso tre ore prima che i motociclisti lanciassero le parti del corpo mutilato. La polizia cerca ancora il resto del corpo. Sarmiento aveva precedenti per narcotraffico, detenzione di armi e criminalità organizzata. Nel 2019 era stato condannato a venti mesi di prigione.
Secondo Christian Espinoza, direttore del Reparto di Polizia che si occupa di  Morti Violente in provincia dell'Oro, questo aberrante crimine sarebbe legato al sequestro di cento chilogrammi di cocaina effettuato dalle autorità quello stesso martedì nel Porto Bolívar. Il carico era destinato al Belgio.
Secondo gli indizi trovati fino al momento, il macabro crimine non avrebbe alcuna relazione diretta con i corpi appesi al ponte. In questa zona dell'Ecuador, dall’inizio dell’anno 2022, sono già stati 159 gli omicidi legati al narcotraffico, una cifra allarmante.

Ancora droga
Per chiudere il cerchio, durante la giornata di giovedì 17, i cani della polizia antidroga hanno scoperto ancora un container con droga nel porto di Guayaquil. Questa volta sono stati sequestrati mille cinquecento mattoni di cocaina, di circa 500 grammi ciascuno, erano all’interno di un carico di iuta. Allo stesso tempo, agenti della Polizia Nazionale hanno sequestrato altre tre tonnellate in uno dei terminali portuali. Fino al momento di scrivere queste linee, le autorità non hanno fornito informazione su eventuali arresti.

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