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L’inchiesta del New York TImes sulla produzione di Damasco di captagon

La Siria è diventata ormai un narcostato. A dirlo è il New York Times, che mesi dopo la pubblicazione dell’Economist, definisce allo stesso modo il Paese arabo. In un’inchiesta che sta facendo il giro del mondo il quotidiano statunitense fa luce sui protagonisti, sui volumi e sul valore multimiliardario del traffico di droga che attraversa e oltrepassa Damasco. La sostanza finita sotto la lente di ingrandimento è il captagon, una anfetamina sintetizzata in laboratori clandestini, molto popolare negli stati arabi. Originariamente usata per curare il deficit di attenzione e la narcolessia, venne dichiarata illegale nel lontano 1981, quando aveva ormai preso piede negli Stati del Golfo Persico. La produzione di captagon si è diffusa prima in Libano, per arrivare in Siria con l’esplosione della guerra civile nel 2011. I trafficanti siriani trovarono quindi un terreno particolarmente fertile: non solo materie prime facilmente reperibili e uno sbocco sulle rotte mediterranee, ma anche un comodo contesto di caos estremo dovuto alla guerra. Ma la diffusione e l’esportazione della sostanza è dovuta soprattutto al protrarsi del conflitto, delle tensioni, l’istituzione delle sanzioni statunitensi comminate contro il Paese, la crisi finanziaria del vicino Libano e la pandemia che incide sulle rimesse dei siriani all’estero. Tutto questo contesto ha convinto numerose figure vicine al presidente al-Assad ad investire in questo nuovo business, dando vita ad un cartello profondamente legato e protetto dallo Stato. A sovrintendere la produzione e la distribuzione, spiega la testata americana, è infatti la Quarta Divisione Corazzata dell’esercito siriano, unità d’élite agli ordini del Generale Maher al-Assad, fratello più giovane del presidente Bashar. Insieme a Maher lavorano faccendieri come Amer Khiti e Khodr Taher, entrambi che hanno fatto una fortuna cavalcando la guerra, e vicini al governo di Assad, come spiega sempre il Nyt.
Il massiccio incremento del traffico di droga è diretta conseguenza dei dieci anni di conflitto che hanno travolto la Siria, alzando vertiginosamente il livello di povertà, e portando affaristi, quadri militari e vertici politici a cercare nuove fonti di guadagno - in denaro contante - e nuovi modi per eludere le sanzioni statunitensi. E sembra che le anfetamine illegali rendono bene tanto da rappresentare il bene nazionale di esportazione di maggior valore, stando al database di retate globali di captagon costruito dal quotidiano americano. Negli ultimi anni si è verificata una vera e propria esplosione: solo quest’anno, sono state sequestrate nel mondo più di 250 milioni di pillole di captagon. Quattro anni fa il bilancio era 18 volte inferiore. In Italia, per esempio, la Guardia di Finanza Napoli in estate 2020 ha sequestrato al porto di Salerno 84 milioni di pillole per un totale di 14 tonnellate nascoste in cilindri di carta per uso industriale e macchinari costruiti in maniera tale da impedire agli scanner di individuare il contenuto. Un bottino da un miliardo di euro in odor di Camorra.
“Si tratta del sequestro di anfetamine più importante operato dalle forze di polizia a livello mondiale", aveva affermato il comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, colonnello Domenico Napolitano.

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