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La violenza politica eclissa la violenza del narcotraffico?

In occasione del settimo anniversario dell'assassinio del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada, la rivista Antimafia Dos Mil si trova in Paraguay per realizzare la copertura giornalistica. Presente anche il nostro direttore, il giornalista Jean Georges Almendras

Anno dopo anno, da quel fatidico 16 ottobre del 2014, giorno dell’attentato contro Medina ed Almada, ci diamo appuntamento e chiamiamo all’appello il giornalismo internazionale e l'udienza in generale, a prestare particolare attenzione alla terra guaranì. Una terra tormentata dalla violenza da decenni, in un contesto sociale e politico dove diversi attori confluiscono in uno stesso presente sottomettendo una popolazione intera e la sua storia, in una cultura dominata dalla corruzione strutturale, dalla violenza statale e parastatale, dall'abbandono istituzionale e dall’istituzionalità dell'abuso. Una terra piegata da contrabbandieri, narcotrafficanti, fascisti, militari e paramilitari che sodomizzano una popolazione contadina e emarginata. Una terra dove gli indici di povertà, precarietà lavorativa, sfruttamento infantile, tratta di persone e affollamento stridono con la fastosità, l'opulenza, la vanità e la superbia di una casta politica arricchitasi dal sangue dei “nessuno”. 

Nell'ultimo anno, forse anche a causa della pandemia globale che accentua ogni problema, il Paraguay brucia. In due settimane, in un clima di elezioni municipali, ci sono stati numerosi attentati contro diversi referenti politici municipali, in particolare nei dipartimenti del nord della regione orientale (Concepción, Amambay, San Pedro e Canindeyú), tra loro i candidati a consiglieri comunali Bartolomé Morel Gauto e Néstor Echeverría, uccisi dai killer con particolare accanimento. Negli ultimi giorni, a Pedro Juan Caballero sono morte quattro persone, tra le quali la figlia del governatore di Amambay, finiti dai sicari a colpi di fucili da guerra AK47 ed AR15. Questa zona di frontiera, da decenni, è in mano al narcotraffico. In questa regione, le bande di narcotrafficanti interagiscono con strutture politiche tradizionalmente corrotte, creando così quello che la stampa definisce ‘narcostato’. 

Detto narcostato è una conseguenza delle strutture criminali che si sono consolidate con la dittatura di Stroessner. Le oligarchie e caste militari hanno sfruttato il settore agricolo e dell’allevamento, avevano il  monopolio delle vie di trasporto, dove sia il prodotto legale che quello illegale del Paraguay vengono esportati al mondo, grazie al consolidamento di strutture criminali specializzati nel contrabbando e alla flessibilità fiscale imposta dai governi corrotti. 

Questo narcostato paraguaiano godeva di un certo equilibrio, sempre con quelle caratteristiche di corruzione endemica che permetteva il dosaggio della violenza in un territorio controllato dalle istituzioni del narcostao. Ma da alcuni anni l'influenza delle bande narcocriminali del Brasile, il Comando Vermelho (CV) e specialmente il Primo Comando Capitale (PCC) si è intensificata, e la struttura del narcotraffico è completamente mutata. Nel 2016 un gruppo di assalto assassinò il leader narcos Jorge Rafaat Toumani che gestiva la zona di Pedro Juan Caballero; questo attentato spezzò uno status quo tra gli attori politici criminali.

Una delle principali caratteristiche di queste organizzazioni brasiliane è la sua forte presenza nelle carceri; a dire il vero, nasce proprio all’interno degli istituti penitenziari.

Lo stesso modello si ripeteva anche nelle prigioni paraguaiane, e ha dato luogo a fenomeni mai visti: cruenti ammutinamenti, assassini sanguinari, e decapitazioni sono sempre di più frequenti. A gennaio del 2020, si registrò una fuga in massa. Circa 90 detenuti, legati al PCC, fuggirono dal Penitenziario Regionale di Pedro Juan Caballero attraverso un precario tunnel. A marzo la segretaria nazionale Antidroga (Senad) arrestò 23 membri del PCC che erano riuniti in assemblea nella zona di Pedro Juan Caballero. 

La presenza di queste forme organizzate e violente si ripercuote direttamente sulla qualità del sistema penitenziario, e le guardie carcerarie, esposti a queste strutture, nel migliore dei casi, e viziati da queste condotte, nel peggiore, adottano sempre di più comportamenti opposti alla natura della propria funzione. A gennaio del 2021, un gruppo di guardie carcerarie in protesta per il mancato pago di stipendi, minacciarono non solo di usare la violenza, ma anche di liberare i detenuti della prigione. Questi comportamenti degradanti degli agenti del servizio penitenziario si ripetono anche nelle altre forze che dipendono dal Ministero dell'Interno. 

Forse uno dei punti più allarmanti che riguardano le forze di sicurezza è la terribile fama che sta acquisendo la Forza di Azione Congiunta (FTC). Questo gruppo comprende membri delle Forze armate (che operano in tutto il territorio con le conseguenze che ciò implica), membri della Polizia Nazionale e anche agenti della Senad. Questa Forza speciale è operativa dal 2013, con l'obiettivo di identificare e neutralizzare l'Esercito del Popolo Paraguaiano (EPP), che è una guerriglia nata dai movimenti contadini, e che si stima conti circa 200 membri operativi. L'EPP si è reso protagonista di una serie di sequestri a scopo di estorsione, tra i quali ricordiamo quello dell'ex vicepresidente Óscar Denis, sequestrato il 9 settembre 2020, e che fino ad oggi non è stato ancora liberato. Nonostante la gravità, questa situazione sembra essere insignificante di fronte alla violenza delle bande narcocriminali e la violenza dello Stato stesso. 

Giorni prima, il 2 settembre del 2020, durante una perquisizione illegale delle FTC in un accampamento dell'EPP, furono assassinate due bambine argentine di 11 anni, che si trovavano sul posto in visita a dei parenti, membri noti dell'EPP. L’aspetto più terribile del fatto non fu solo l'assassinio delle due minorenni da parte di membri delle FTC, bensì l’occultamento del fatto. Infatti cercarono di disfarsi dei corpi, cercando di camuffarli con uniformi militari, tentando di far assomigliare la fisionomia di una bambina di 11 anni a quella di un guerrigliero, al solo scopo di giustificare la sparatoria. Un fatto insolito per una Forza Speciale statale. Quale stupido professionista potrebbe confondere una cosa con l'altra? Ma la realtà è che entrambe le bambine presentavano evidenti segni di torture e vessazioni, lasciando allo scoperto il sadismo e la morbosità delle strutture criminali militarizzate eredi dell'estronismo. Un'altra bambina, cugina delle bambine uccise, di solo 14 anni, risulta ancora desaparecida.

Il 13 Luglio del 2020, quando la pandemia era una novità o, peggio, un'incertezza, e mentre il mondo si fermava, con le frontiere chiuse, le strade desolate, così, in mezzo ad un clima apocalittico, senza remore alcuno, Mauricio Macri salì sul suo aereo ed atterrò in pieno territorio paraguaiano per essere ricevuto dal suo collega Horacio Cartes. Entrambi ex presidenti, entrambi imprenditori senza scrupoli, entrambi sono passati dal mondo del calcio, entrambi costantemente sospettati dalla giustizia, entrambi membri di una confraternita che difende il diritto a stare al di sopra della legge. 

Giorni dopo, Horacio Cartes, ex presidente della nazione e leader di Honor Colorado, un ramo del Partito Colorado (PC), insieme a Mario Abdo Benítez, attuale presidente, figlio del segretario privato di Stroessner e leader del Colorado Añete, sempre dentro il PC, hanno dato inizio all'Operazione Cicatriz (Cicatrice). Una manovra politica che pretende riparare le fessure del narcostato che il dirigente José Alberto Alderete sintetizza come segue: "Nella storia, principalmente nella transizione democratica e nella piena democrazia che viviamo oggi, il Partito Colorado è stato contemporaneamente opposizione e governo”, un concetto molto complesso da capire e spiegare, come il peronismo di sinistra ed il peronismo di destra. 

Questo accordo che apportò soprattutto stabilità politica nel Congresso è stato ed è la base della impalcatura legale degli interessi che interessano alla casta, come ad esempio la legge promossa dal governo, ad agosto di questo anno, in materia di riciclaggio di denaro, con la quale il governo insieme all'opposizione decisero di escludere le industrie di tabacco e i club di calcio dall’obbligo di essere sottoposti a controllo contro queste attività delittuose, tipiche della criminalità organizzata di tipo mafioso. 

L'industria del tabacco in Paraguay occupa un posto privilegiato in materia di contrabbando, essendo uno dei principali prodotti del mercato illegale della regione. Da ricordare che la principale impresa di Horacio Cartes è il Tabacchificio dell'Est S. A., la più importante nel settore. Il caso del calcio come schermo fiscale è ben noto, basta vedere la quantità di persone, giocatori ed impresari legati al mondo del calcio che figurano negli scandalosi elenchi dei Pandora Papers, ed altri fatti simili, per capire la natura dei contratti milionari. 

Il governo del Paraguay è alle prese con questi standard di qualità in materia di riciclaggio di denaro giorni prima di ricevere nel paese la visita del Gruppo di Azione Finanziaria dell'America latina (GAFILAT) che per due settimane ha ripercorso le distinte tappe del tessuto istituzionale del paese, per diagnosticare le falle che riguardano i sistemi fiscali nei processi di finanziamento del terrorismo. 

Nel frattempo, la giustizia indaga (e riflette attentamente) sui tempi processuali di quei procedimenti penali che coinvolgono funzionari, impresari ed amici di amici, della casta per sostenere l'impunità. Come il caso dell'ex senatore cartista Óscar Daher che, nonostante abbia delle condanne a suo carico per traffico di influenze e delitti economici, reati necessari in quelle strutture criminali che riempiono le prigioni di giovani e le strade di morti, con condanne minime o simboliche. Questi delitti dei colletti bianchi sono trascurati sistematicamente dai sistemi giudiziali, allo stesso modo che le complicità politiche, per lasciare libere le zone che permettono la violenza generalizzata prima e la violenza politica dopo. 

In questa situazione, viviamo un nuovo anniversario dell'assassinio di Pablo Medina e di Antonia Almada come un'oasi di pace e di giustizia in mezzo ad una cultura degradata. Il Paraguay è una terra complicata, dove uomini e donne coraggiose affrontano la corruzione strutturale istituzionale ed umana. 

Nelle ultime settimane decine di manifestazioni e proteste succedono nel paese. Proteste contro la narcopolitica e contro la Stato-mafia. Proteste di studenti, attivisti, lavoratori, contadini, docenti, giornalisti e pochi rappresentanti delle istituzioni che cercano di mettere un freno al narcostato.

In foto: Mario Abdo BenítezHoracio Cartes (archivio ultimahora.com)

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