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La droga era destinata all'Europa previa trasformazione in cocaina

Ancora un sequestro record di droga realizzato dalle forze dell’ordine dell'Uruguay: questa volta si tratta di 410 kg. di pasta base (con un valore di mercato stimato, se commercializzato all'ingrosso nel mercato locale, di U$S 1.841.625, mentre, se la vendita fosse frazionata, il guadagno arriverebbe a 7 milioni di dollari intercettati in uno stabilimento rurale del dipartimento di Artigas, nella regione nord del territorio uruguaiano. Sono stati perquisiti inoltre diversi appartamenti, all’interno del paese, e arrestate 17 persone adesso a disposizione della giustizia, tra loro tre capi dell'organizzazione criminale il cui vertice principale è un uomo di 33 anni che abitava (nel lusso), in un immobile del quartiere La Tahorna, dipartimento di Canelones, limitrofo alla città di Montevideo.
Funzionari della Direzione Generale di Repressione del Traffico Illecito di Droghe insieme a personale di altri reparti del Ministero dell'Interno, hanno messo a segno l’operazione ad Artigas a seguito di una serie di indagini avviate sulla base di informazioni fornite da personale della DEA - circa sei mesi fa - riguardanti l'esistenza di un'organizzazione criminale, con base in Uruguay, che aveva come capo un individuo nato in questo paese il cui compito specifico era acquisire la droga per poi trasferirla in Europa.
Dopo la segnalazione - come dichiarato in conferenza stampa convocata dal Ministero dell'Interno - gli investigatori uruguaiani hanno eseguito indagini specifiche, sia a Montevideo, che in altri dipartimenti dell'Uruguay, come ad esempio Canelones, Soriano e Artigas.
Tutto questo delicato e complesso lavoro di polizia ha permesso, con il passare dei giorni, di determinare che l'organizzazione aveva uno stabilimento - usato come base logistica delle attività illegali di vendita di droga - nella regione nord del paese, Artigas, riscontrando, inoltre, che il giorno 26 settembre un importante lotto di droga era stato depositato sul posto. Non solo è stato sequestrato l'importante carico di pasta base, ma gli agenti sono entrati in azione pochi minuti dopo che la droga fosse depositata nello stabilimento di Artigas, dopo essere stata scaricata da un aeroplano che era riuscito ad atterrare in una zona rurale della proprietà stessa.
All’interno dello stabilimento sono state sequestrate le borse con la droga, tre veicoli (sicuramente destinati al trasferimento della droga), e sono state tratte in arresto nove persone, di sesso maschile. Mentre a Montevideo venivano fermate altre tre persone.
Le borse contenevano 410 kg. di pasta base che si presume, in base ad informazione confidenziale, sino entrati in Uruguay provenienti dall'Argentina, anche se ancora questo aspetto non ha potuto essere confermato pienamente dalle autorità che stanno investigando il caso.
Dopo il sequestro della pasta base, sono stati effettuati altre perquisizione non solo nella capitale, ma anche nei dipartimenti di Soriano e Canelones, che hanno portato al fermo di cinque persone (tra cui due donne), e all’identificazione di tre capi dell'organizzazione.
Tra le 17 persone fermate e affidate alla Giustizia, c’era un uomo di 33 anni, ritenuto capo del gruppo criminale; il soggetto, secondo quanto emerso nelle ultime ore, risiedeva nel quartiere privato La Atahona, dove conduceva una vita di comodità e comfort.
Seguendo le indicazioni del pubblico ministero Mónica Ferrero sono stati ricostruiti gli aspetti della vita dei detenuti, ed in particolare del presunto capo arrestato nel quartiere sopra citato. L’uomo aveva a disposizione diversi auto di lusso ed il suo stile di vita ha richiamato fortemente l'attenzione dei funzionari, sin dall’inizio delle indagini. Sono stati seguiti con particolare attenzione i suoi movimenti e attività quotidiane, tempo prima del suo arresto e del sequestro della pasta base. Si sospettava che il soggetto in questione, come altri già nel mirino delle autorità, facevano parte di un'organizzazione criminale dedita al narcotraffico.
L’operazione è stata denominata dalle autorità "Arriero Minerva”, in memoria dell'ex ministro dell'Interno Jorge Larrañaga, il quale, prima del suo decesso, era coinvolto personalmente nel caso. La denominazione ‘Arriero’ fa riferimento al nome di una proprietà dell’ex segretario.
I 410 kg. di pasta base stavano per essere trasformati in cocaina. Dopo il lavoro degli esperti chimici al servizio dell'organizzazione, sarebbe stata trasportata - sicuramente via marittima - in Europa, direttamente dal Porto di Montevideo o facendo scalo nei porti dell'Argentina o Brasile.
Fonti ufficiali hanno riferito che oltre alla droga sono stati sequestrati sette veicoli, armi e denaro, segnalando che si tratta del secondo sequestro di questa portata realizzato nel presente anno. Il primo risale al mese di Luglio, quando furono sequestrati 407 kg. di droga che si presume era destinata al mercato interno in Uruguay.
Si attendono le disposizioni giudiziali e della Procura rispetto alle persone arrestate.

Foto copertina: ministero dell’Interno Uruguay

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