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E' un vero e proprio fiume di droga quello intercettato dagli analisti della Dea (Drug Enforcement Administration), la polizia statunitense specializzata nella soppressione di reati legati al narcotraffico. Un fiume che però scorre 'sotto il livello del mare'. Si perché la cocaina veniva trasporta con gli SPSS, ossia narco-sommergibili assemblati nella giungla colombiana e composti prevalentemente da fibra di vetro. Secondo i rapporti rilasciati dalla Dea sul suo sito ufficiale, verso luglio e agosto 2015, e marzo 2016, sono stati sequestrati in tutto circa 20 tonnellate di cocaina, destinata al mercato statunitense. Le partite del narcotico erano divise in tre carichi, i quali viaggiavano su tre sottomarini differenti. Rispettivamente il primo carico sequestrato trasportava circa 6.900 chilogrammi di cocaina, il secondo, datato agosto 2015 trasportava circa 6.845 chilogrammi mentre il terzo, datato marzo 2016, era di circa 5.824 chilogrammi di cocaina.
Secondo gli investigatori chi gestiva questa piccola flotta era l'organizzazione criminale transnazionale capeggiata da Fernando Pineda-Jimenez detto "El Padrino" e composta da altri sei cittadini colombiani. Il gruppo criminale, secondo le carte depositate, era dedito, oltre al trasporto della droga, alla gestione dei narco-sottomarini, i quali venivano mandati dalla Colombia nell'Oceano Pacifico con destinazione Oaxaca, Messico, dove ad aspettarli c'erano i membri del cartello di Sinaloa. Inoltre, secondo i magistrati, gli imputati hanno ricoperto vari ruoli e responsabilità, come la supervisione della sicurezza nei cantieri per la costruzione dei sottomarini e la costruzione degli scafi in fibra di vetro. Davanti alla corte di Tampa, Florida, i narcotrafficanti rischiano di subire una condanna che va da un minimo obbligatorio di 10 anni di carcere alla pena massima, l'ergastolo. L'unico ancora in attesa di giudizio è Alonso Pineda-Torres, detto "Galladita".

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