Storica operazione congiunta. La cocaina è stata valutata, sul mercato europeo, quasi 347 milioni di dollari
In tre province dell’Ecuador sono state realizzate simultaneamente operazioni di polizia che hanno prodotto risultati estremamente positivi: non solo è stata smantellata una struttura criminale appartenente alla mafia albanese, con l’arresto di diversi individui, ma sono state inoltre sequestrate poco più di sette tonnellate di cocaina; un carico valutato approssimativamente 347 milioni di dollari secondo le quotazioni del mercato criminale europeo.
La notizia è stata resa nota nelle ultime ore, evidenziando come la mafia albanese disponga di importanti ramificazioni internazionali, motivo per cui una delle sue articolazioni operative si trovava in Ecuador.
Le prime informazioni fornite dalle autorità al giornalismo locale e alle agenzie internazionali indicavano che i nuclei di polizia specializzati nella lotta contro il narcotraffico stavano indagando su questa struttura criminale da tempo, fino a quando, dopo un’intensa e approfondita attività di sorveglianza e indagine, sulla base delle piste investigative e delle prove raccolte dalla polizia, i vertici hanno deciso di realizzare gli interventi operativi praticamente in forma simultanea, con la partecipazione anche della polizia spagnola e di personale di Europol.
È emerso che gli agenti impegnati nell’operazione sono intervenuti nelle province di El Oro, Guayas e Pichincha; portavoce autorizzati del Ministero dell’Interno, insieme allo stesso ministro John Reiberg, hanno sottolineato ai media che le operazioni rappresentano l’esito di un anno e otto mesi di accurate indagini, che ovviamente hanno prodotto risultati significativi.
È stato riferito che, a seguito di una valutazione complessiva delle azioni di polizia, sono state arrestate 16 persone e sono state sequestrate complessivamente 7,4 tonnellate di cloridrato di cocaina che, secondo gli esperti, nel mercato europeo avrebbero un valore vicino alla considerevole cifra di 347 milioni di dollari; è inoltre emerso che sono stati sequestrati marijuana, eroina, denaro in valuta nazionale, un milione di dollari, gioielli e automobili di alta gamma.
Le autorità stimano che questo ingente carico fosse in procinto di essere inviato proprio in Europa, nel quadro di un’operatività mafiosa di grandi proporzioni.
È stato inoltre comunicato che questo duro colpo inferto al centro nevralgico degli affiliati alla mafia albanese operanti e stabiliti in Ecuador avrebbe comportato, per l’organizzazione, un indebolimento molto significativo delle sue finanze interne, le cui conseguenze risulterebbero imprevedibili.
Al momento di redigere il presente articolo, tutti i detenuti si trovano ovviamente a disposizione della Procura in Ecuador e, parallelamente, la polizia prosegue con le indagini per individuare presunti soggetti coinvolti con l’organizzazione mafiosa. Allo stesso tempo si cerca di determinare se, entro i limiti territoriali dell’Ecuador, si trovino – ormai evidentemente in qualità di latitanti – capi mafiosi albanesi che con ogni probabilità si trovavano nel paese come garanti per la realizzazione delle operazioni di invio dei carichi di cocaina verso il continente europeo, in particolare verso punti chiave di distribuzione, con il supporto di una logistica albanese e di una logistica locale e, eventualmente, con il coordinamento o il sostegno parziale di altre organizzazioni mafiose, come ad esempio la ’Ndrangheta calabrese, che possiede una consolidata esperienza nella conoscenza delle rotte più adeguate per una distribuzione favorevole alle finanze dell’organizzazione.
È chiaro che queste operazioni della polizia ecuadoriana modificheranno con ogni probabilità in modo sensibile l’atteggiamento di molti capi mafiosi, che in questo preciso momento sanno perfettamente che il sequestro del carico e lo smantellamento della struttura criminale esistente hanno generato, oltre al disagio interno, perdite economiche rilevanti; senza considerare il danno arrecato all’apparato mafioso, considerando che sicuramente l’organizzazione e preparazione delle spedizioni previste hanno richiesto diversi mesi.
Questo carico è stato intercettato nelle ultime ore, ma si stima che negli ultimi anni l’organizzazione mafiosa abbia probabilmente già effettuato altri invii di cocaina verso il mercato europeo. Adesso la polizia ecuadoriana cercherà di definire l’identità degli altri soggetti coinvolti che, di fatto, non è stato possibile arrestare tempestivamente.
L’obiettivo della dirigenza del Ministero dell’Interno dell’Ecuador, eseguendo le direttive presidenziali, è senza dubbio eliminare alla radice l’intera struttura organizzativa della mafia albanese radicata all’interno del territorio di questo paese sudamericano, da anni rotta del narcotraffico internazionale e che rappresenta inoltre un punto nevralgico del narcotraffico locale, con evidenti ramificazioni con elementi sommamente operativi del crimine regionale, funzionali al narcotraffico internazionale, le cui entrate economiche risultano notoriamente molto consistenti.
Foto di copertina: Polizia Nazionale dell’Ecuador
