L’esperto di narcotraffico sul blitz che ha portato alla morte di El Mencho: “L’intervento militare? Se si utilizzano esercito e violenza, le ripercussioni sono inevitabili”
“Il Messico è da tempo fuori controllo, soprattutto a causa delle amministrazioni precedenti e della loro idea di ‘abrazos, no balas’ (‘abbracci, non pallottole’). Nel frattempo, un’organizzazione come il cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG) è diventata un sistema di potere integrato che controlla una ventina di Stati messicani”.
Così il docente universitario ed esperto di narcotraffico Antonio Nicaso ha commentato a Rai News 24 lo scenario di morte e distruzione scatenato nei giorni scorsi dagli uomini di “El Mencho” dopo la sua morte in un blitz delle forze speciali messicane, coadiuvate da quelle statunitensi.
Nemesio Oseguera Cervantes, noto anche come “El Mencho” - spiega Nicaso - era il capo del potentissimo cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG) e, “già da bambino, era stato coinvolto in una serie di attività criminali in California. Rientrato in Messico, si arruolò nella polizia di alcuni piccoli paesi nello Stato di Jalisco e poi, grazie anche a un matrimonio con una donna legata alla famiglia Gonzales-Valencia, divenne il narcotrafficante più potente del Messico”.
Attualmente - afferma l’esperto di criminalità organizzata, recentemente uscito in libreria con il libro “Cartelli di sangue” (ed. Mondadori), scritto insieme al magistrato Nicola Gratteri - “in Messico quasi ogni zona è controllata dai cartelli, in particolare dal cartello di Sinaloa, nonostante le divisioni interne, ma anche da quello di Jalisco”. “C’è molta corruzione - aggiunge - e bisogna tenere conto che questi cartelli arruolano mercenari, soprattutto colombiani, con esperienza nel campo del terrorismo e dispongono di strutture potentissime. Gestiscono una serie di attività illecite, soprattutto nella produzione di droghe sintetiche. Hanno quindi enormi disponibilità economiche, corrompono un po’ tutti e sono diventati uno Stato nello Stato”. Sugli Stati Uniti, che hanno spesso criticato il Messico per non fare abbastanza per impedire il traffico di droga nel Paese, Nicaso commenta: “Il problema è il tipo di strategia: se si utilizza l’esercito e si ricorre alla violenza per combattere il narcotraffico, le ripercussioni saranno inevitabili. Si adotteranno lo stesso sistema e lo stesso metodo di violenza; questo significa militarizzare la lotta al narcotraffico senza incidere sulla rimozione delle cause, né bonificare e migliorare i territori dal punto di vista della qualità della vita”.
Secondo il docente di Storia sociale della criminalità organizzata alla Queen’s University (Canada), “la situazione rischia di peggiorare per una semplice ragione: il cartello di Jalisco non è un cartello tradizionale con una struttura verticistica, ma una realtà che funziona attraverso franchigie territoriali, come una sorta di network criminale”. Per Nicaso “sarà difficile sostituire ‘El Mencho’, anche se ci sono già dei candidati. Il problema, però, è mettere d’accordo tutti i leader territoriali che gestiscono le piazze di spaccio e le altre attività illecite. Quindi: si riuscirà a riorganizzare e ricompattare il gruppo oppure accadrà ciò che è successo in altre occasioni, con una violenza destinata a continuare a dilagare?”. A detta dell’esperto, la situazione che si è venuta a creare interessa direttamente anche l’Europa e quindi l’Italia. “La grande intuizione di ‘El Mencho’ non è stata soltanto quella di utilizzare le rotte del Pacifico per inviare la droga negli Stati Uniti, ma anche quelle che portano all’Asia e all’Europa attraverso il Canale di Panama. La droga sintetica gestita dal cartello di Jalisco sta già arrivando in Europa e vi sono basi operative molto forti in Spagna e nei Paesi Bassi. Il pericolo - conclude - è che anche l’Europa possa presto fare i conti con le sostanze sintetiche e, in modo particolare, con il fentanyl”.
Guarda l'intervento dal minuto 22.45: rainews.it
ARTICOLI CORRELATI
Ucciso ''El Mencho'' in un blitz anti-narcos, i cartelli scatenano il caos in Messico: 26 morti
Messico, sparatoria durante una partita di calcio: 11 morti e diversi feriti
Cartelli messicani come organizzazioni ''terroristiche'': una faccenda tutt'altro che semplice
Fentanyl: la nuova frontiera del narcotraffico internazionale
