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Nel rapporto Ofast si parla anche di violenza su commissione: fino a 10mila euro per intimidire o uccidere un avversario

Anche in Francia, come in altri Paesi europei, è sempre più emergenza droga. A dimostrarlo è un rapporto dell’Ufficio Antidroga francese (Ofast), pubblicato alla fine di luglio 2025 e a “circolazione limitata”, che parla di una vera e propria “minaccia esistenziale” dovuta soprattutto al dilagare di cocaina ed ecstasy, oggi reperibili con sempre maggiore facilità. Non è un caso che il Ministero dell’Interno francese - come riportato dal quotidiano “Le Monde” - sia arrivato a parlare addirittura di “tsunami bianco” che sembra stia travolgendo il Paese. Per comprendere l’origine di un trend in continua ascesa, il quotidiano francese ha analizzato la produzione mondiale di droga, in particolare di cocaina, evidenziando un dato impressionante: nel 2024 si stima siano state prodotte circa 4.000 tonnellate, con la sola Colombia a quota 2.700 (un aumento del 53% rispetto al 2022) e il Perù a 900 tonnellate.
Come più volte documentato anche da ANTIMAFIADuemila, il traffico di droga negli ultimi anni è cambiato radicalmente, anche grazie all’ascesa delle droghe sintetiche. Coerentemente, dal rapporto Ofast emerge con chiarezza che i principali Paesi produttori, spinti da profitti enormi, sono sempre più presenti sulla scena internazionale e adottano tecniche di trasporto e occultamento sempre più sofisticate. La conferma arriva anche dalle nuove piantagioni di coca, che stanno spuntando in Venezuela, Honduras, Guatemala, El Salvador e Messico. I cartelli sudamericani hanno affinato metodi di occultamento creativi e ingegnosi: cocaina integrata nelle strutture di pallet e scatole, protesi corporee riempite di droga, finte gravidanze con pancioni in silicone, statue votive modellate direttamente nella cocaina, vestiti impregnati di droga liquida. Addirittura, con il “chemical locking” la cocaina viene sciolta in solventi e mescolata a prodotti comuni come shampoo o creme, per poi essere recuperata in laboratorio.
Ad ogni modo, la Francia, con la sua particolare posizione e conformazione geografica fatta di 5.500 km di coste e posizionata al centro delle rotte commerciali continentali, è diventata un crocevia ideale per il narcotraffico. La droga, infatti, arriva da ogni direzione: cannabis dal Canada e dalla Thailandia (dove la legalizzazione del 2022 ha fatto esplodere la produzione destinata all’Europa), cocaina dal Sud America via Atlantico o Africa occidentale, eroina dall’Afghanistan lungo i corridoi balcanici, metanfetamine verso la Polinesia francese e Reunion, precursori chimici per droghe sintetiche dalla Cina. Gli arrivi avvengono attraverso container, aerei, navi, traghetti, semisommergibili, corrieri umani e persino pacchi postali.
Oltre alle rotte marittime, anche gli aeroporti giocano un ruolo centrale. Basti pensare all’aeroporto di Fort-de-France, in Martinica: nel 2024 sono stati intercettati quasi 300 corrieri della droga, contro poco più di cento nel 2022.
Non sorprende, quindi, che il mercato della droga in Francia valga circa 7 miliardi di euro. Al vertice ci sono poche élite criminali francesi - spesso provenienti dal traffico di cannabis marocchina - che oggi controllano quasi tutte le importazioni di cocaina. Sono meno di dieci organizzazioni, tutte con contatti diretti con i produttori sudamericani. Sotto di loro operano i semi-grossisti, veri esperti di logistica, che gestiscono il trasporto, il magazzinaggio, la distribuzione a “semi-ingrosso” e persino la violenza per eliminare concorrenti o intimidire le forze dell’ordine. Alla base, un esercito di manodopera giovanissima e intercambiabile gestisce lo spaccio al dettaglio. Una rete sempre più orientata alle nuove modalità di vendita: mentre i tradizionali punti di spaccio sono in calo. Aumentano, infatti, anche le consegne a domicilio, gli appartamenti in affitto breve (“Airbnbuh”) e le cassette di sicurezza nascoste in città con droga pronta per essere ritirata.
Parallelamente, cresce anche la violenza legata al narcotraffico. Dal 2021 gli omicidi e tentati omicidi sono aumentati del 33%, con 110 morti e 341 feriti nel solo 2024. Una violenza cinica, quasi “a listino”: da 2.000 a 10.000 euro per pestare un debitore insolvente, da 5.000 a 10.000 euro per eliminare un rivale.
Una parte dell’attenzione dei gruppi criminali è rivolta alla cura della propria immagine. Sui social pubblicano video, ostentano armi e lusso, reclutano manodopera, fidelizzano clienti e lanciano messaggi alle autorità. Alcuni, come la DZ Mafia, hanno persino organizzato conferenze stampa in stile paramilitare, con passamontagna e simboli di clan. Non manca nemmeno una strategia di “soft power” criminale: in alcuni quartieri francesi, i trafficanti hanno offerto veri e propri servizi agli abitanti - dalla spesa alle riparazioni domestiche, fino alla fornitura di materiale scolastico - per ottenere consenso e consolidare il controllo del territorio.
Tutto questo ricorda dinamiche già viste in Italia, soprattutto durante il periodo del Covid, e che purtroppo si ripetono ancora oggi. Non è un caso, dunque, che la scena francese sia strettamente collegata al crimine organizzato internazionale, con la ‘Ndrangheta calabrese protagonista indiscussa, affiancata da organizzazioni emergenti come la mafia albanese, sempre più presente nel mercato globale della droga. In questo scenario non mancano le mafie turche, asiatiche e africane, così come la presenza diretta di emissari dei cartelli messicani, compreso il famigerato cartello di Sinaloa, che considera la Francia uno dei suoi principali punti strategici, sia per lo smercio di droga sia come trampolino verso altri mercati. 

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