Gli Stati Uniti permettono che nelle loro banche circolino dollari “sporchi” derivanti dal traffico di droga, con operazioni annuali stimate in 100 miliardi di dollari. Ma invece di procedere a dei controlli interni preferiscono sanzionare le banche straniere accusandole di riciclaggio, ha rivelato il quotidiano messicano La Jornada.
Secondo il rapporto giornalistico, la catena di commercializzazione illegale del fentanyl, che ha scatenato una grave crisi sanitaria negli Stati Uniti, include il riciclaggio di capitali attraverso transazioni che consentono l’acquisto di precursori chimici. Inoltre, sebbene il Dipartimento di Stato riconosca che questo crimine avviene sul territorio statunitense, non menziona, indaga né sanziona le banche americane coinvolte. Di fatto, 95 su 100 segnalazioni di possibile riciclaggio di denaro legato al traffico di fentanyl negli Stati Uniti riguardano il settore finanziario del paese, ma queste denunce raramente diventano pubbliche. La controversia sul controllo esercitato dagli Stati Uniti in altri paesi è esplosa mercoledì, quando la Rete per il Controllo dei Crimini Finanziari (FinCEN) del Dipartimento del Tesoro ha indicato le banche messicane CIBanco, Intercam e Vector Casa de Bolsa come “fonti di primaria preoccupazione” per il riciclaggio di denaro legato al traffico di oppioidi, sanzionandole con il divieto di trasferimenti di fondi.
Il giorno successivo, la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno fornito prove sufficienti per dimostrare i reati, limitandosi a elencare transazioni bancarie legali tra aziende cinesi e messicane.
Questo venerdì, la presidente ha criticato il doppio standard degli Stati Uniti, che denunciano banche straniere senza rendere noti i casi scoperti nel loro paese. “Questa è una questione reciproca, non si tratta solo del Dipartimento del Tesoro che indaga sulle banche in Messico. Cosa succede lì, cosa succede negli Stati Uniti? Sono obbligati a indagare”, ha detto, sottolineando che i controlli anti-riciclaggio in Messico sono più rigorosi rispetto a quelli negli Stati Uniti. “C’è questa idea che il problema del traffico di droga sia una questione messicana, e certo che dobbiamo affrontarlo come si deve, ma il punto è che negli Stati Uniti c’è la maggiore domanda di stupefacenti. Dall’altra parte si vende la droga. Chi la commercializza, dove va a finire quel denaro?”, ha chiesto.
ARTICOLI CORRELATI
Italia: un narco-Stato-mafia?
di Giorgio Bongiovanni
Lombardo: 'Ndrangheta al centro del sistema criminale che gestisce enormi flussi di denaro
Finanza italiana nelle mani della mafia. Lo Stato perde la guerra contro il riciclaggio
Una questione di soldi: il peso del narcotraffico nella geopolitica mondiale
Riciclaggio e broker cinesi: come la 'Ndrangheta e i cartelli usano banche clandestine
Le banche e quei ''desiderata'' della criminalità organizzata
