Il presidente Daniel Noboa ha annunciato via social la cattura del leader dei Los Choneros, ricercato da USA e Interpol
Il noto narcotrafficante ecuadoriano José Adolfo Macías, 45 anni, leader del gruppo criminale Los Choneros e conosciuto con il soprannome “El Fito”, è stato arrestato nuovamente, questa volta a Manta, sua città natale nella provincia costiera di Manabí. Nonostante su di lui pendesse un mandato di cattura internazionale emesso dall’Interpol, El Fito si trovava proprio lì al momento della cattura: un segnale evidente del senso di impunità e sicurezza con cui agiva. Per lungo tempo, infatti, ha potuto muoversi liberamente senza essere arrestato, tanto che si sospettava potesse essersi rifugiato in Colombia o in Argentina.
El Fito ha alle spalle una lunga carriera criminale iniziata circa vent’anni fa, con un primo arresto per rapina. Nel 2011 arriva un salto di livello: Macías viene nuovamente arrestato, questa volta per traffico di droga e associazione a delinquere, e finisce nel carcere di massima sicurezza La Roca. Due anni dopo, nel 2013, evade insieme ad altri 17 membri della sua banda, tra cui il leader dell’epoca dei Los Choneros, Jorge Luis Zambrano, detto “Rasquiña”. El Fito verrà catturato appena tre mesi dopo quella rocambolesca fuga, che contribuirà ad accrescere la sua fama criminale. Nel 2020, con l’uccisione di Rasquiña in un agguato a Manta, Macías assume definitivamente la guida del gruppo, diventando il nuovo capo dei Los Choneros e il boss più potente del Paese.
Tornato in carcere e diventato uno dei boss più temuti, Fito trasforma la sua cella in una sorta di “quartier generale” con ogni genere di comodità, continuando a gestire indisturbato le attività criminali dell’organizzazione. Addirittura, sempre da recluso, era riuscito persino a ritagliarsi un ruolo “mediatico” con videoclip musicali girati in prigione, costruendo attorno a sé la figura di un onesto capo di famiglia perseguitato dalla giustizia, mentre studiava legge nel tentativo di potersi difendere in tribunale.
Tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 avviene l’ultima fuga del boss dei Los Choneros. Fito, detenuto nel carcere regionale di Guayaquil, dove stava scontando una condanna a 34 anni per reati come traffico di droga, criminalità organizzata e omicidio, riesce nuovamente a evadere. La sua fuga precede di soli due giorni una serie di rivolte simultanee in diverse carceri del Paese. A questi disordini si accompagnano attacchi e violenze anche nelle strade, tra cui la famosa irruzione di un commando armato all’interno del canale televisivo TC durante una trasmissione in diretta.
Ad annunciare la cattura di José Adolfo Macías - che si spera sia quella definitiva - è stato il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa. Attraverso i social, Noboa ha voluto sottolineare il successo dell’operazione, attribuendone l’esito positivo alle nuove leggi sull’intelligence, nonostante le critiche ricevute dall’opposizione. Le autorità hanno confermato che l’operazione, durata circa dieci ore, si è svolta senza spargimento di sangue, grazie a un’azione coordinata tra forze armate, polizia e unità di intelligence. Fito è stato condannato anche negli Stati Uniti da un tribunale di New York per diversi reati, tra cui traffico di droga, contrabbando e attività criminali svolte in collaborazione con il noto cartello messicano di Sinaloa, per anni guidato da Joaquín “El Chapo” Guzmán, attualmente detenuto negli USA. Persino l’OFAC, l’agenzia del Dipartimento del Tesoro statunitense, ha inserito Fito nella lista dei soggetti sanzionati nell’ambito dell’operazione “Recover America”, il programma con cui gli Stati Uniti intendono contrastare il crimine organizzato a livello globale. Ora si attende l’avvio del processo di estradizione di Fito negli Stati Uniti, che dovrà seguire le procedure giudiziarie previste, anche se il governo ecuadoriano ha dichiarato di aver già soddisfatto tutti i requisiti formali necessari per l’avanzamento del procedimento.
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