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A Juárez sequestrati 28 kg di esplosivi destinati ad attacchi con droni contro polizia e clan rivali 

Un'imponente operazione congiunta delle autorità federali e statali messicane ha portato al sequestro di ben 42 tonnellate di metanfetamine. Quest'ultimo successo contro le organizzazioni criminali del narcotraffico si è verificato nei comuni di Madero e Morelia, entrambi nello Stato di Michoacán. L'operazione ha permesso di smantellare laboratori di droga clandestini che da tempo producevano ingenti quantità di sostanze stupefacenti in un'area notoriamente nevralgica per le attività dei cartelli della droga. Ad ogni modo, l'intervento non si è limitato al sequestro dell'enorme quantitativo di metanfetamine, ma ha inferto un duro colpo alla produzione futura di droga. All'interno dei laboratori, infatti, sono stati rinvenuti anche precursori chimici per la realizzazione delle droghe, per un valore complessivo di 55 milioni di dollari. Quest'ultima operazione si inserisce in un contesto politico particolare, caratterizzato da crescenti pressioni da parte degli Stati Uniti. Negli ultimi mesi, il Messico ha intensificato in modo significativo le operazioni antidroga in risposta alle politiche portate avanti dall'amministrazione Trump, che ha giustificato l'imposizione di pesanti dazi su auto, acciaio e alluminio anche con la “mancanza di cooperazione” nel contrasto alla criminalità, alla migrazione illegale e al narcotraffico. 
Nei giorni precedenti all'operazione antidroga, un'altra azione di polizia condotta a Juárez - altro comune che fa parte dello Stato del Michoacán - ha portato al sequestro di altre sostanze chimiche, questa volta utilizzate per produrre esplosivi artigianali. Secondo quanto riferito da “Infobae Messico”, uno dei principali quotidiani messicani, sono stati sequestrati un totale di 18 ordigni esplosivi artigianali, insieme a numerose altre sostanze chimiche come zolfo, alluminio in polvere (spesso chiamato anche “alluminio nero”) e clorato di potassio, per un totale di 28 kg di sostanze esplosive. Ciò che risulta ancora più sconcertante è il fatto che questi esplosivi potrebbero essere stati preparati per essere lanciati da droni. Una circostanza inquietante, ma non inaspettata. Infatti, l'utilizzo di droni per lanciare esplosivi contro poliziotti, soldati o membri di clan rivali pare essere una tattica già consolidata tra le organizzazioni criminali messicane che gestiscono il mercato e la produzione di droga.

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